BEGIN:VCALENDAR
VERSION:2.0
PRODID:-// - ECPv6.17.4.1//NONSGML v1.0//EN
CALSCALE:GREGORIAN
METHOD:PUBLISH
X-ORIGINAL-URL:https://www.communityarchives.art
X-WR-CALDESC:Eventi per 
REFRESH-INTERVAL;VALUE=DURATION:PT1H
X-Robots-Tag:noindex
X-PUBLISHED-TTL:PT1H
BEGIN:VTIMEZONE
TZID:Europe/Rome
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20250330T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20251026T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20260329T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20261025T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20270328T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20271031T010000
END:STANDARD
END:VTIMEZONE
BEGIN:VTIMEZONE
TZID:UTC
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0000
TZOFFSETTO:+0000
TZNAME:UTC
DTSTART:20250101T000000
END:STANDARD
END:VTIMEZONE
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260706T174500
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260706T183000
DTSTAMP:20260627T082046Z
CREATED:20260619T063106Z
LAST-MODIFIED:20260627T082046Z
UID:841-1783359900-1783362600@www.communityarchives.art
SUMMARY:Mariarosa Mariech: Archivi dell’underground italiano al Mart
DESCRIPTION:con Duccio Dogheria \n\n\n\n\n\nL’Archivio del ‘900 del Mart è riconosciuto dalla comunità scientifica internazionale per il suo straordinario patrimonio archivistico e librario dedicato al Futurismo\, alla critica d’arte\, all’architettura e alle neoavanguardie del secondo Novecento. Negli ultimi anni il Mart ha avviato un programma sistematico di acquisizioni per documentare l’estetica delle controculture italiane: un arco temporale che va dagli anni Sessanta ai primi anni Duemila\, dal Movimento beat al Luther Blissett Project\, attraversando gli Indiani metropolitani\, il punk e il cyberpunk. Qui presentati al pubblico per la prima volta nella loro complessità\, questi materiali includono raccolte di rara unicità nel panorama nazionale: le riviste underground degli anni Sessanta e Settanta del fondo Archivio di Nuova Scrittura\, un corpus eccezionale di fanzine musicali (donazioni Pautasso\, Piccolrovazzi e Assenzio)\, la documentazione integrale della prima mostra italiana dedicata alle fanzine (1984\, donata dal curatore Luciano Trevisan Fricchetti)\, manifesti di luoghi leggendari dell’hardcore punk come il Virus e l’Helter Skelter\, e gli archivi personali di Pablo Echaurren\, Giancarlo Pavanello\, Piermario Ciani\, Luther Blissett\, Gianluca Lerici alias Prof. Bad Trip. L’incontro sarà condotto da Duccio Dogheria\, responsabile degli archivi storici\, e Mariarosa Mariech\, responsabile della biblioteca del Mart. \n\n\n\n\n\n\n\nPablo Echaurren\, disegno dal quaderno Oask?! Facciamo un giornale anormale\, china su carta\, 1977. Mart\, Archivio del ‘900\, carte Pablo Echaurren. \n\n\n\nMariarosa Mariech \n\n\n\nMariarosa Mariech è laureata in Lettere\, indirizzo Moderno; ha lavorato presso la Soprintendenza provinciale occupandosi di fondi librari storici; dal 2005 lavora presso la Biblioteca del Mart che coordina in qualità di responsabile dal 2012. Ha curato nel corso del tempo vari progetti di Servizio civile\, accogliendo al contempo stagisti\, volontari e collaboratori esterni. \n\n\n\n\n\n\n\nArchivio Arte Contemporanea329 4828149https://www.stefanogiovanazzi.euinfo@stefanogiovanazzi.eu
URL:https://www.communityarchives.art/evento/mariarosa-mariech-lestetica-dellunderground-in-italia/
LOCATION:Mart\, Corso Bettini 43\, Rovereto\, TN\, 38068\, Italy
CATEGORIES:Architettura,Archivi,Arti Visive,Critica Teoria,Paesaggio,Storia,Teatro
ORGANIZER;CN="Fondazione Artieri 1852":MAILTO:info@fondazioneartieri1852.org
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260706T170000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260706T174500
DTSTAMP:20260627T151837Z
CREATED:20260619T062213Z
LAST-MODIFIED:20260627T151837Z
UID:832-1783357200-1783359900@www.communityarchives.art
SUMMARY:Duccio Dogheria: Archivi dell’underground italiano al Mart
DESCRIPTION:con Mariarosa Mariech \n\n\n\n\n\nL’Archivio del ‘900 del Mart è riconosciuto dalla comunità scientifica internazionale per il suo straordinario patrimonio archivistico e librario dedicato al Futurismo\, alla critica d’arte\, all’architettura e alle neoavanguardie del secondo Novecento. Negli ultimi anni il Mart ha avviato un programma sistematico di acquisizioni per documentare l’estetica delle controculture italiane: un arco temporale che va dagli anni Sessanta ai primi anni Duemila\, dal Movimento beat al Luther Blissett Project\, attraversando gli Indiani metropolitani\, il punk e il cyberpunk. Qui presentati al pubblico per la prima volta nella loro complessità\, questi materiali includono raccolte di rara unicità nel panorama nazionale: le riviste underground degli anni Sessanta e Settanta del fondo Archivio di Nuova Scrittura\, un corpus eccezionale di fanzine musicali (donazioni Pautasso\, Piccolrovazzi e Assenzio)\, la documentazione integrale della prima mostra italiana dedicata alle fanzine (1984\, donata dal curatore Luciano Trevisan Fricchetti)\, manifesti di luoghi leggendari dell’hardcore punk come il Virus e l’Helter Skelter\, e gli archivi personali di Pablo Echaurren\, Giancarlo Pavanello\, Piermario Ciani\, Luther Blissett\, Gianluca Lerici alias Prof. Bad Trip. L’incontro sarà condotto da Duccio Dogheria\, responsabile degli archivi storici\, e Mariarosa Mariech\, responsabile della biblioteca del Mart. \n\n\n\n\n\n\n\nPablo Echaurren\, disegno dal quaderno Oask?! Facciamo un giornale anormale\, china su carta\, 1977. Mart\, Archivio del ‘900\, carte Pablo Echaurren. \n\n\n\nDuccio Dogheria \n\n\n\nÈ responsabile dell’Archivio del ‘900 del Mart\, dove lavora dal 2009 occupandosi principalmente di archivi d’artista del secondo Novecento\, di editoria sperimentale e della digital library del Museo. Tra le sue pubblicazioni figurano Internet Archive: Guida non ufficiale alla più innovativa biblioteca digitale del mondo (2024)\, Luther Blissett: Bibliografia di una guerra psichica (2021\, con Silvano Zingoni)\, Banksy (2020)\, Pirati e falsi editoriali nell’Italia degli anni ’70 (2018) e Street Art: Storia e controstoria\, tecniche e protagonisti (2015). Ha curato diverse mostre\, in gran parte dedicate alle connessioni tra avanguardie e neoavanguardie artistiche; ha collaborato con le riviste “Art e Dossier”\, “Exibart”\, “L’Illustrazione”\, “Pretext”\, “Charta”\, “International Yearbook of Futurism Studies”\, “Ricerche di s/confine”\, “Piano B” e “Studi di Memofonte”\, con articoli legati principalmente alla storia della grafica\, dell’illustrazione e dell’editoria underground. \n\n\n\n\n\n\n\nArchivio Arte Contemporanea329 4828149https://www.stefanogiovanazzi.euinfo@stefanogiovanazzi.eu
URL:https://www.communityarchives.art/evento/duccio-dogheria-lestetica-dellunderground-in-italia/
LOCATION:Mart\, Corso Bettini 43\, Rovereto\, TN\, 38068\, Italy
ORGANIZER;CN="Fondazione Artieri 1852":MAILTO:info@fondazioneartieri1852.org
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260704T110000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260704T120000
DTSTAMP:20260703T152727Z
CREATED:20260621T070457Z
LAST-MODIFIED:20260703T152727Z
UID:1058-1783162800-1783166400@www.communityarchives.art
SUMMARY:Alessandro Armani: Memoriale Brion. Un capolavoro di Carlo Scarpa in un camposanto di paese
DESCRIPTION:Immerso nella campagna trevigiana\, un capolavoro dell’architettura del Novecento: un luogo di silenzio\, pace e armonia in cui culture e religioni diverse si fondono in un’esperienza memorabile. Il Memoriale Brion\, donato al FAI da Ennio e Donatella Brion\, fu commissionato nel 1969 dalla loro madre Onorina Brion Tomasin\, in memoria del marito defunto\, Giuseppe Brion\, nato a San Vito di Altivole\, fondatore e proprietario della Brionvega\, azienda di punta nella produzione di apparecchi elettronici di design del secondo Dopoguerra. Ultima opera di Carlo Scarpa\, tra le sue più complesse\, originali\, significative e care\, fu realizzato tra 1970 e 1978\, anno della morte dell’architetto in Giappone\, e ultimato sui suoi progetti: un patrimonio di 1500 disegni autografi che rappresentano il monumento in ogni minimo dettaglio. \n\n\n\nIl complesso funerario monumentale si trova immerso nella campagna trevigiana\, sullo sfondo delle colline di Asolo\, ai margini del paese di San Vito d’Altivole e a ridosso del suo piccolo camposanto\, da cui vi si accede attraverso un monumentale ingresso\, detto propilei\, caratterizzato da una scenografica apertura a forma di due cerchi intrecciati\, simbolo dell’amore coniugale su cui si fonda l’intero progetto. All’interno si estende un’area di 2200 mq\, rialzati rispetto al piano di campagna e cinti da un muro inclinato\, per consentire la vista del paesaggio circostante. Tra prati appena punteggiati di verde e solcati da canali con vasche coperte di ninfee\, disegnati in geometriche forme che rievocano paradisi islamici e giardini giapponesi\, sorgono quattro edifici. Il fulcro del complesso è il cosiddetto arcosolio\, un arco-ponte ribassato in cemento rivestito all’interno da un manto rilucente di tessere di vetro con retrostante foglia d’oro\, che protegge i sarcofagi dei due coniugi Giuseppe e Onorina Brion\, simbolicamente inclinati\, come eternamente protesi l’uno verso l’altra. Da un lato dello spazio sorge isolato sull’acqua un padiglione dedicato alla meditazione\, appositamente collocato in vista dell’arcosolio; dall’altro lato si trovano la cosiddetta tomba dei parenti e la cappella o tempietto per le cerimonie funebri\, accessibile anche dall’esterno del cimitero\, circondata dall’acqua e da un giardino di cipressi. In uno spazio defilato e discreto\, al confine tra il memoriale privato e il cimitero pubblico\, si trova\, infine\, la tomba dello stesso Carlo Scarpa\, che qui volle essere sepolto\, e che oggi ospita anche le spoglie di sua moglie Nini Lazzari\, realizzata dal loro figlio Tobia (con Fabio Lombardo)\, anch’egli architetto.  \n\n\n\nIl Memoriale Brion è un cimitero di famiglia\, cui il genio di Carlo Scarpa\, che qui si esprime con libertà di mezzi e linguaggi in uno straordinario virtuosismo\, sintesi e apice della sua cultura ed esperienza e della sua sensibilità e visione\, ha dato la forma e l’atmosfera di un grande giardino aperto a tutti\, luogo di silenzio\, pace e armonia\, pervaso da un profondo senso del sacro\, in cui si fondono\, attraverso le architetture dense di simboli sofisticati e riferimenti nascosti\, culture e religioni diverse\, per invitare chiunque la visiti a una riflessione universale sulla vita e sulla morte\, un’esperienza memorabile\, unica e coinvolgente. \n\n\n\nAlessandro Armani \n\n\n\nNato a Rovereto\, laureato in scienze dei beni culturali\, dal 2018 lavora per il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano inizialmente come direttore del Castello di Avio\, Avio\, Trentino-Alto Adige. Dal 2025 è responsabile Beni Nord Est della Fondazione. Responsabile Gestione Operativa FAI – Memoriale Brion\, Altivole\, Veneto\, opera matura di Carlo Scarpa\, e responsabile di Villa dei Vescovi\, Torreglia\, Veneto. \n\n\n\n\n\n\n\nArchivio Arte Contemporanea329 4828149https://www.stefanogiovanazzi.euinfo@stefanogiovanazzi.eu
URL:https://www.communityarchives.art/evento/alessandro-armani-memoriale-brion-un-capolavoro-di-carlo-scarpa-in-un-camposanto-di-paese/
LOCATION:Palazzo Pizzini\, Piazza Malfatti\, 27\, Rovereto\, TN\, 38068\, Italy
CATEGORIES:Architettura,Arti Visive,Paesaggio,Storia
ORGANIZER;CN="Fondazione Artieri 1852":MAILTO:info@fondazioneartieri1852.org
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260704T100000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260704T110000
DTSTAMP:20260629T150736Z
CREATED:20260627T191224Z
LAST-MODIFIED:20260629T150736Z
UID:1493-1783159200-1783162800@www.communityarchives.art
SUMMARY:Thomas Dalla Costa: Le Collezioni della Fondazione Museo Miniscalchi-Erizzo
DESCRIPTION:Il Museo Miniscalchi-Erizzo\, sede dell’omonima Fondazione istituita nel 1964\, si trova in un complesso di edifici di impianto tardo medievale nel cuore della città di Verona\, tra Piazza delle Erbe e il Duomo. La sua variegata collezione include fossili\, reperti etruschi e romani\, dipinti\, disegni antichi\, sculture\, bronzi e placchette\, ma anche maioliche\, porcellane\, mobili antichi\, armi e armature\, oltre a una stupefacente biblioteca e agli archivi di famiglia. La raccolta ha una storia stratificata\, è frutto e conseguenza della fusione tra quelle di diverse famiglie e una componente fondamentale è costituita da quel che resta della celebre Wunderkamme costituita dall’erudito scaligero Ludovico Moscardo tra il 1630 circa e il 1681. L’intervento ripercorrerà e si focalizzerà in principale sulle vicende relative a quest’ultima parte della raccolta\, alla sua parziale dispersione\, e alle memorie che ancora essa conserva e ci consente di ricostruire.  \n\n\n\nThomas Dalla Costa \n\n\n\nStorico dell’arte e curatore\, Thomas Dalla Costa si è formato presso l’Università di Verona\, dove ha conseguito il Dottorato di ricerca nel 2012. Nel 2014 è stato assistente curatore presso il Museo di Castelvecchio di Verona\, tra 2019 e 2020 ha lavorato come Curatorial Fellow presso la National Gallery di Londra\, mentre tra 2022 e 2025 come curatore aggiunto presso il Museo Miniscalchi-Erizzo di Verona. Ha curato e contribuito a diverse esposizioni\, in Italia e all’estero: Verona\, Venezia\, Londra\, Mosca\, Madrid\, Vienna. Thomas ha ricevuto diverse borse di studio da enti di ricerca internazionali\, tra cui la Fondazione Ermitage Italia\, Save Venice Inc.\, e dal Getty Museum (nell’ambito del The Getty Paper Project). Ha pubblicato numerosi contributi in riviste\, libri e cataloghi di mostra\, riguardanti: la storia della critica e della pittura veneta tra XV e XVII secolo; l’organizzazione delle botteghe artistiche venete; l’uso e la funzione rivestita dal disegno nei processi creativi degli artisti veneziani del Cinque e Seicento. Thomas altresì all’attivo la curatela o co-curatela di volumi che si concentrano sulle succitate tematiche\, come il recente Venetian Disegno. New Frontiers 1420-1620\, curato con Maria Aresin (Paul Holberton Publishing\, 2024)\, e il Catalogo ragionato dei disegni – Fondazione Museo Miniscalchi-Erizzo (Silvana Editoriale\, 2025). Inoltre\, è autore del volume monografico intitolato “Venere e Adone” di Tiziano. Arte\, cultura e società tra Venezia e l’Europa (Marsilio\, 2019). Attualmente è responsabile scientifico delle attività di ricerca ed espositive legate alle celebrazioni per il 450° anniversario della morte di Tiziano\, un progetto biennale che investiga l’uso e la funzione del paesaggio nell’arte del Cadorino. \n\n\n\n \n\n\n\n\n\n\n\nArchivio Arte Contemporanea329 4828149https://www.stefanogiovanazzi.euinfo@stefanogiovanazzi.eu
URL:https://www.communityarchives.art/evento/thomas-dalla-costa-le-collezioni-della-fondazione-museo-miniscalchi-erizzo/
LOCATION:Palazzo Pizzini\, Piazza Malfatti\, 27\, Rovereto\, TN\, 38068\, Italy
CATEGORIES:Architettura,Arti Visive,Storia
ORGANIZER;CN="Fondazione Artieri 1852":MAILTO:info@fondazioneartieri1852.org
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260702T180000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260702T183000
DTSTAMP:20260630T120518Z
CREATED:20260622T203521Z
LAST-MODIFIED:20260630T120518Z
UID:1157-1783015200-1783017000@www.communityarchives.art
SUMMARY:Andrea Benoni e Stefano Giovanazzi: Ridefinire utopia\, rifinire utopie
DESCRIPTION:Da qui\, all’infinito \n\n\n\n\n\n\n\nArchivio Arte Contemporanea329 4828149https://www.stefanogiovanazzi.euinfo@stefanogiovanazzi.eu
URL:https://www.communityarchives.art/evento/andrea-benoni-e-stefano-giovanazzi-ridefinire-utopia-rifinire-utopie/
LOCATION:TSpace\, via Scuole\, 24\, Rovereto\, Trento\, 38068\, Italy
CATEGORIES:Architettura,Archivi,Arti Visive,Critica Teoria,Paesaggio,Storia,Teatro,Volontariato sociale
ORGANIZER;CN="Fondazione Artieri 1852":MAILTO:info@fondazioneartieri1852.org
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260702T180000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260702T183000
DTSTAMP:20260703T134729Z
CREATED:20260621T090244Z
LAST-MODIFIED:20260703T134729Z
UID:1095-1783015200-1783017000@www.communityarchives.art
SUMMARY:Elena Bini: Sven Sachsalber. Mappare una pratica artistica: un progetto di ricerca di Museion
DESCRIPTION:Sven Sachsalber (Silandro\, 1987 – Vienna\, 2020)\, è stato un artista di spicco\, che con ironia e caparbietà si è mosso fra media artistici diversi e di cui Museion ha seguito la sua evoluzione fin dagli esordi. Muovendo dalla consapevolezza dell’importanza – regionale quanto internazionale – del suo lavoro\, l’anno successivo alla sua morte il museo ha deciso di mappare in maniera sistematica la sua opera\, di conservarla\, di migliorarne l’accessibilità e di ricostruire la rete di relazioni dell’artista. In una prima fase\, sono stati indagati gli anni di studio a Londra e la sua attività artistica nonché la rete di relazioni in Europa (2009-2013)\, seguiti da una seconda fase\, che si concentra sugli anni trascorsi a New York (2014-2020). Il progetto di ricerca pluriennale (2021 – 2025)\, finanziato dalla Ripartizione Cultura tedesca della Provincia autonoma di Bolzano\, è stato avviato e diretto da Museion in collaborazione con BAU – Istituto per l’arte contemporanea e l’ecologia\, in uno scambio costante con la famiglia di Sachsalber. La ricerca si è conclusa con una presentazione pubblica (06.12.2025 – 21.06.2026) accompagnata da una pubblicazione la cui grafica è a cura dello Studio Claudia Polizzi\, e dalla messa online dei dati raccolti durante la ricerca. La mostra e la pubblicazione vanno intese come pause di riflessione che proseguono il lavoro di ricerca sull’artista\, come momenti di sospensione e di riordino\, per continuare con la ricerca sull’opera negli anni e decenni futuri. Un racconto attivo per tenere viva la memoria e il lascito dell’artista. Mappare una pratica artistica: un progetto di ricerca di Museion mostra in maniera esemplare come il lavoro su (e il confronto con) un lascito artistico contribuiscano alla conservazione del patrimonio culturale di un territorio favorendo nuove letture e connessioni internazionali. \n\n\n\nElena Bini \n\n\n\nElena Bini è Responsabile della Collezione e degli Archivi di Museion – Museo di arte moderna e contemporanea di Bolzano e coordina i progetti di Museion Passage. Si è laureata in Conservazione dei Beni Culturali presso l’Università degli Studi di Udine\, sviluppando un interesse specifico per la tutela\, la valorizzazione e la documentazione del patrimonio artistico contemporaneo. Prima di entrare a far parte di Museion\, ha svolto attività di insegnamento di storia dell’arte e di mediazione culturale\, collaborando come freelance con musei\, istituzioni e progetti artistici in Alto Adige. Dal 2000 lavora presso Museion\, dove ha ricoperto diversi ruoli nell’ambito della mediazione artistica\, della gestione delle collezioni e dello sviluppo di progetti di archiviazione\, catalogazione e valorizzazione delle opere. Nel suo lavoro si occupa della conservazione e della gestione del patrimonio del museo\, promuovendo al contempo pratiche di ricerca e accessibilità degli archivi come strumenti fondamentali per la conoscenza e la diffusione dell’arte contemporanea. \n\n\n\n\n\n\n\nArchivio Arte Contemporanea329 4828149https://www.stefanogiovanazzi.euinfo@stefanogiovanazzi.eu
URL:https://www.communityarchives.art/evento/elena-bini-sven-sachsalber-mappare-una-pratica-artistica-un-progetto-di-ricerca-di-museion/
LOCATION:TSpace\, via Scuole\, 24\, Rovereto\, Trento\, 38068\, Italy
CATEGORIES:Arti Visive,Critica Teoria
ORGANIZER;CN="Fondazione Artieri 1852":MAILTO:info@fondazioneartieri1852.org
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260702T173000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260702T180000
DTSTAMP:20260701T021004Z
CREATED:20260630T103248Z
LAST-MODIFIED:20260701T021004Z
UID:1636-1783013400-1783015200@www.communityarchives.art
SUMMARY:Emilie Lauriola (Archivorum Library)\, Mariamargherita Maceli (Archivorum Ark)\, Cristina Meli\, (Archivorum Library)\, Cristina Mosconi (Grants & Partnerships)\, Alice Rigo Saitta (Archivorum): Archivi viventi. Costruire la memoria collettiva del futuro
DESCRIPTION:videoconferenza \n\n\n\n\n\nArchivorumArchivorum è una piattaforma internazionale dedicata alla preservazione\, attivazione e trasmissione degli archivi d’artista attraverso la ricerca\, l’editoria e la formazione. Fondata in Lussemburgo dall’appassionata d’arte Mia Rigo\, Archivorum nasce con l’intento di ripensare l’archivio come una struttura viva e in continua evoluzione\, anziché come un deposito statico del passato. Il nome deriva dal termine latino per “archivio”\, riflettendo un impegno verso la preservazione che dialoga attivamente con il presente e il futuro. Cresciuta a Modena\, Mia è sempre stata circondata dai libri; sua madre ebbe un ruolo fondamentale nell’apertura di molte biblioteche della città. La storia di Archivorum comincia con una poesia di Oriol\, dedicata alla “disperazione del collezionista” – il dolore di vedere opere un tempo amate disperse e dimenticate. Quella poesia divenne un voto. Mia trasformò quel sentimento in una missione: garantire che gli artisti e le loro creazioni vengano ricordati attraverso le loro stesse voci\, e non soltanto attraverso le narrazioni degli altri. Da questa convinzione è nato Archivorum\, un’associazione pubblica senza scopo di lucro dedicata a preservare le eredità degli artisti attraverso le loro parole\, i loro libri e le loro testimonianze – affinché la memoria continui a vivere come una conversazione tra generazioni\, e non come un’eco del passato. Archivorum è stato creato dal desiderio di lasciare che gli artisti parlino con le proprie parole\, assicurando che le loro voci\, insieme alle loro opere\, possano durare nel tempo. Mia ha immaginato una visione dell’archivio più aperta e dinamica: una struttura che sostiene gli artisti e li accompagna nel portare avanti nel tempo il loro lavoro e le loro idee. Archivorum opera come una piattaforma che supporta gli artisti nel salvaguardare\, attivare e trasmettere le loro eredità attraverso la ricerca\, l’editoria e la formazione. Piuttosto che fissare opere e narrazioni\, Archivorum mira a mantenerle in movimento – accessibili\, in evoluzione e significative attraverso le generazioni. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nArchivio Arte Contemporanea329 4828149https://www.stefanogiovanazzi.euinfo@stefanogiovanazzi.eu
URL:https://www.communityarchives.art/evento/emilie-lauriola-mariamargherita-maceli-cristina-meli-cristina-mosconi-alice-rigo-saitta-archivorum-archivi-viventi/
LOCATION:TSpace\, via Scuole\, 24\, Rovereto\, Trento\, 38068\, Italy
CATEGORIES:Architettura,Archivi,Arti Visive,Cinema Video,Critica Teoria,Paesaggio,Sociologia,Teatro
ORGANIZER;CN="Fondazione Artieri 1852":MAILTO:info@fondazioneartieri1852.org
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260702T170000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260702T173000
DTSTAMP:20260701T163003Z
CREATED:20260623T094135Z
LAST-MODIFIED:20260701T163003Z
UID:1235-1783011600-1783013400@www.communityarchives.art
SUMMARY:Ruffo Wolf: Il progetto di Architettura nell'esperienza espositiva. Il ruolo del riferimenti
DESCRIPTION:Il progetto di allestimento della mostra su Luigi Bonazza al MART del 2026\, elaborato da Ruffo Wolf\, è occasione concreta per condurre alcune riflessioni sul ruolo dei “riferimenti” in uno specifico progetto. In questo caso la forte presenza della cultura secessionista nella formazione del pittore dà luogo a una serie di riferimenti culturali che diventano “materiali” sottesi al progetto\, senza mai cedere a ingenui formalismi o questioni di “stile”. \n\n\n\nRuffo Wolf \n\n\n\nHa studiato architettura allo IUAV di Venezia dove ha svolto anche attività didattica. Dal 2002 al 2015 è stato assistente e poi professore incaricato di progettazione architettonica e urbana presso il Politecnico di Milano. Ha tenuto lezioni e conferenze in alcune università fra le quali Politecnico di Milano\, Università di Venezia\, T.U. di Innsbruck\, Tongji University di Shanghai. È RIBA Chartered Member (Royal Institute of British Architects- UK); è membro ARB (Architects Registration Board – UK); è iscritto all’Ordine degli Architetti di Trento. È titolare dello studio di architettura RWA_RUFFO WOLF ARCHITETTI con sede a Rovereto\, Milano\, Vienna. Ha progettato in Austria\, Brasile\, Cina\, Germania\, India\, Italia\, Qatar\, Polonia\, Romania\, Rwanda\, Russia\, Vanuatu\, Zambia. Dal 2012 al 2015 ha progettato oltre 60 shops per i brands GIORGIO ARMANI in molte città del mondo. Ha recentemente progettato la nuova sede PASTIFICIO FELICETTI in Val di Fiemme\, la nuova sede VALMORA Acque Minerali a Torino\, la nuova sede FLIS Biscotti a Varsavia.Nel 2023 è stato selezionato con Architettura21 dalla FFG (Agenzia Austriaca per la promozione della Ricerca) per un progetto “Impact Innovation” per la riqualificazione di un edificio di 100 appartamenti a Vienna. Ha pubblicato “Sequenze – Architetture” (Alinea\, Firenze 2002); “RWA_WIP – Citogenesi e altri progetti” (List/Actar\, Roma/Barcellona\, 2007). È membro fondatore di SINERGIE – Gruppo Interprofessionale con sede in Trentino. È diplomato in musica. Attualmente è direttore della divisione RWA_architettura della produzione\, in Lombardini22 – Milano. \n\n\n\n\n\n\n\nArchivio Arte Contemporanea329 4828149https://www.stefanogiovanazzi.euinfo@stefanogiovanazzi.eu
URL:https://www.communityarchives.art/evento/ruffo-wolf-il-progetto-di-architettura-nellesperienza-espositiva-il-ruolo-del-riferimenti/
LOCATION:TSpace\, via Scuole\, 24\, Rovereto\, Trento\, 38068\, Italy
CATEGORIES:Architettura,Arti Visive,Critica Teoria,Paesaggio,Storia
ORGANIZER;CN="Fondazione Artieri 1852":MAILTO:info@fondazioneartieri1852.org
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260702T160000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260702T170000
DTSTAMP:20260703T133659Z
CREATED:20260619T044931Z
LAST-MODIFIED:20260703T133659Z
UID:823-1783008000-1783011600@www.communityarchives.art
SUMMARY:Gino Gianuizzi: No Neon No Cry
DESCRIPTION:“Nel 1981\, Neon si presentava sulla scena artistica bolognese senza un programma predeterminato\, proponendosi come laboratorio di idee\, a disposizione di artisti e curatori che volessero confrontarsi e sviluppare nuovi percorsi. La storia di Neon a Bologna: concepito come conseguenza del Settantasette\, “spazio di utopia nato quando le utopie rivoluzionarie si scioglievano”\, Neon nasceva dall’intuizione di Gino Gianuizzi\, prendendo forma come esperienza originale e anticonformista. \n\n\n\nIn trent’anni di attività\, operativo fino al 2011\, lo spazio bolognese – condotto in via Solferino da Gianuizzi insieme a Francesca Alinovi\, prima\, e Roberto Daolio\, poi – ha raccolto e favorito lo sviluppo di esperienze artistiche e sperimentazioni. Nel 2022 il MAMbo gli ha dedicato una mostra\, da cui nel 2023 è nato il volume NO\, NEON\, NO CRY. \n\n\n\ntesto di Livia Montagnoli\, che ringraziamo\, pubblicato in https://www.artribune.com/ \n\n\n\n\n\n\n\nGino GianuizziNel 1981 è tra i fondatori di neon\, uno fra i primi spazi indipendenti in Italia. L’attività di neon ha attraversato tre decenni della vita culturale non soltanto della città di Bologna\, ma dell’intero territorio regionale e del territorio nazionale. L’associazione culturale neon è una struttura indipendente che supporta e promuove la ricerca artistica contemporanea\, con attenzione particolare al lavoro delle generazioni emergenti. Nasce nel 1981 a Bologna come artist’s space e a partire dal 1988 si definisce quale spazio espositivo\, qualificandosi negli anni come piattaforma di sperimentazione autonoma in cui interagiscono artisti\, critici e curatori; sviluppando in tal modo la capacità di generare un circuito di informazione rivolto al pubblico specializzato ma anche a un pubblico che non fa direttamente riferimento al sistema dell’arte. neon non è una galleria d’arte\, non ha costituito una scuderia di artisti permanente: a volte è semplicemente un luogo di passaggio\, stimolante e utile da inserire in curriculum; più spesso si può parlare di attraversamenti\, e in questi casi i tempi si fanno più lunghi\, ci si trova bene insieme\, si scambiano anche idee e si costruiscono progetti; in alcuni casi\, quando la simpatia è più forte\, neon diventa uno spazio di condivisione. Dopo l’esperienza dell’Enfatismo e la collaborazione con Francesca Alinovi\, a partire dal 1988 neon assume il carattere di spazio espositivo e dedica la propria attenzione alla promozione delle nuove generazioni di artisti\, privilegiando la ricerca libera da condizionamenti di mercato. In questa fase neon promuove gli esordi di Maurizio Vetrugno\, Maurizio Cattelan\, Luca Vitone\, Eva Marisaldi\, Cesare Viel\, Francesco Bernardi\, Tommaso Tozzi\, Alessandro Pessoli\, Cuoghi Corsello\, Marco Samoré\, Alberto Zanazzo\, Emilio Fantin\, Giancarlo Norese\, Mala\, Formento e Sossella\, Patrizia Giambi\, M+M\, Alessandra Tesi\, Maurizio Bolognini\, Italo Zuffi\, Maurizio Mercuri\, Dörte Meyer\, Marcello Maloberti\, Silvia Cini\, Francesco Gennari\, Massimo Uberti\, Sergia Avveduti. \n\n\n\n\n\n\n\nArchivio Arte Contemporanea329 4828149https://www.stefanogiovanazzi.euinfo@stefanogiovanazzi.eu
URL:https://www.communityarchives.art/evento/gino-gianuizzi-no-neon-no-cry/
LOCATION:TSpace\, via Scuole\, 24\, Rovereto\, Trento\, 38068\, Italy
ORGANIZER;CN="Fondazione Artieri 1852":MAILTO:info@fondazioneartieri1852.org
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260702T153000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260702T160000
DTSTAMP:20260619T045143Z
CREATED:20260619T043623Z
LAST-MODIFIED:20260619T045143Z
UID:817-1783006200-1783008000@www.communityarchives.art
SUMMARY:Giuliano Perezzani: Vicino all’arte\, vicino agli artisti.
DESCRIPTION:Giuliano Perezzani nella sua vita ha incontrato artisti fondamentali nell’esperienza dell’arte contemporanea: dall’incontro con Frances Bacon a Londra\, alle frequentazioni di Gino De Dominicis\, Emilio Prini\, Giulio Paolini\, agli artisti più giovani. Non solo artisti\, ma galleristi\, critici e curatori. Questa è l’occasione per incontrare gli amici Stefano Arienti e Gino Gianuizzi e parlare con loro in pubblico\, liberamente. \n\n\n\nGiuliano Perezzani \n\n\n\nProfilo giocatore: Sanguinetto; posizione: Centrocampo; squadra attuale: Ritiro. Una grande passione per l’arte\, collezionista\, fa parte della Commissione Scientifica per le autentiche e l’archiviazione delle opere di Gino de Dominicis. \n\n\n\n\n\n\n\nArchivio Arte Contemporanea329 4828149https://www.stefanogiovanazzi.euinfo@stefanogiovanazzi.eu
URL:https://www.communityarchives.art/evento/giuliano-perezzani-vicino-allarte-vicino-agli-artisti/
LOCATION:TSpace\, via Scuole\, 24\, Rovereto\, Trento\, 38068\, Italy
ORGANIZER;CN="Fondazione Artieri 1852":MAILTO:info@fondazioneartieri1852.org
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260702T150000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260702T153000
DTSTAMP:20260701T164144Z
CREATED:20260619T040642Z
LAST-MODIFIED:20260701T164144Z
UID:808-1783004400-1783006200@www.communityarchives.art
SUMMARY:Stefano Arienti: L’Associazione Archivio Stefano Arienti 
DESCRIPTION:L’Associazione Archivio Stefano Arienti E.T.S.\, costituita nel 2026 per iniziativa di Stefano Arienti\, ha sede a Milano\, in via Canelli 25. Non persegue finalità di lucro e ha lo scopo di salvaguardare il lavoro dell’artista\, promuoverlo e diffonderne la conoscenza. L’Associazione si occupa\, in particolare\, dell’archiviazione e catalogazione delle opere di Stefano Arienti\, gestisce il suo archivio (costituito da materiali cartacei e digitali raccolti dall’artista nel corso della sua attività) e promuove iniziative volte all’approfondimento del suo operato. Il Presidente dell’Associazione è Stefano Arienti\, il Vicepresidente è Gianni Rosei\, la Direttrice è Ilaria Bernardi. La prima attività pubblica sviluppata dall’Associazione è la realizzazione del sito web https://www.stefanoarienti.it\, messo online nel maggio 2026.“Data la quantità di immagini delle mie opere e mostre che oggi ciascuno può agilmente trovare in rete”\, spiega Stefano Arienti\, “desidero che il mio sito web contenga principalmente testi\, riducendo al minimo le illustrazioni\, al fine di fornire un approfondimento esclusivamente critico sul mio lavoro. Proprio per perseguire questo scopo preferisco anche che non sia inclusa una sezione dedicata alle news. Inoltre\, essendo io italiano\, desidero che il mio sito web sia pubblicato inizialmente solo in italiano”. Sul sito è possibile leggere anche il testo che segue: \n\n\n\n“L’incontro con l’ignoto parte spesso proprioda lì\, da un’imbarazzante sensazione di disagiodi fronte a quello che non ci aspettavamo. \n\n\n\nÈ la stessa sensazione di disagio di quando siassiste ad un’inaspettata esibizione? \n\n\n\nSì\, raccogliere segretamente\, collezionare conamore\, accumulare tesori\, ha sempre come momentorisolutivo un atto esplicativo: venire allo scoperto\,esibire le proprie passioni. \n\n\n\nLo smarrimento è un’emozione spontanea\,che dà un senso di personale coinvolgimento\,ma spesso è solo una sensazione transitoria.La prima impressione è quella che conta\,nella logica dello spettacolo\,ma\, più facilmente di quello che sembra\,la prima impressione è facilmente sostituitada un apprezzamento più stabile\, che nasce propriodalla necessità di una seconda vista\,di scoprirne la solidità\, se era positiva\,o di saggiarne le qualità\, se partiva da un mistodi sensazioni contrastanti. \n\n\n\nSi può rimanere indifferenti e passare oltre\,ma la curiosità ha spesso la meglio\, e il contagio dellepassioni che hanno portato a quello spettacolo\,può fare breccia\, anche un po’ per volta. \n\n\n\nGli artisti passano la vita a raccogliere le loropassioni per dar loro una forma da esibire. Nuove opere?Non sempre così nuove\, ma rinnovate dal piacere di farne ancora.Le loro raccolte partono da qualsiasi cosa\, non ultimala stessa arte.O meglio\, non dimentichiamo quei feticci che\, raccolti pernoi da collezionisti e istituzioni apposite\, diventanoil corpo ancora presente dei piaceri artistici. \n\n\n\nIl momento di mostrare intenzionalmente deve avere qualcosadi festoso\, ed essere sempre di un nitore esemplare. Per non rischiaredi esibire i segni di un’azione rapinosa ed efferata\, comescoprire un mucchio di refurtiva.È per questo che i carabinieri mostrano in bell’ordinei loro recuperi\, per risarcire lo smacco del saccheggio. \n\n\n\nPuò bastare allineare con cura\, senza mettere in moto gerarchiedi valore. Mettere tutto\, perché c’era proprio tutto. \n\n\n\nLa logica di esibire può fermarsi a questo primo gradodi felice recupero. Rinunciare alle cornici fastoseed eleganti di opere riportate sull’altare\, incensatenel loro fulgore un po’ ingessato e un po’ troppo ufficiale\,quei pochi pezzi giusti nella giusta evidenza. \n\n\n\nCome da uno scavo archeologico\, può essere un affioramentodi reperti preziosi ed inediti. Ci deve essere lafelicità di rivedere con nuovi occhi quello che il tempoci ha tenuto buono.” \n\n\n\nS. Arienti\, Dallo sconcerto alla passione\, in –2+3: Stefano Arienti\, Massimo Bartolini: La Collezione di Museion\, catalogo della mostra a cura di L. Ragaglia e F. Carazzato (Museion\, Bolzano\, 31 ottobre 2010 – 16 ottobre 2011)\, a cura di L. Ragaglia e F. Carazzato\, Museion\, Bolzano\, 2011\, pp. 42-43. \n\n\n\n\n\n\n\nStefano Arienti \n\n\n\nStefano Arienti è nato ad Asola\, in provincia di Mantova\, nel 1961.Laureato in agraria\, esordisce come artista a metà degli anni Ottanta a Milano\, dove vive e lavora. \n\n\n\nTra le numerose rassegne internazionali alle quali ha partecipato si menzionano:Biennale di Venezia. Aperto (1990); Biennale di Istanbul (1992); Cocido y Crudo\, Museo Reina Sofia\, Madrid (1994); XII Quadriennale di Roma\, Roma (1996); Fatto in Italia\, Centre d’Art Contemporain\, Ginevra e ICA\, Londra (1997); Biennale di Gwangju (2008); Italics\, Palazzo Grassi\, Venezia e Museum of Contemporary Art\, Chicago (2008); Decorum. Musée d’Art Moderne\, Parigi e Power Station of Art\, Shanghai (2013-2014); Ennesima\, Triennale\, Palazzo dell’Arte\, Milano (2015); Wall to Wall\, MOCA Museum of Contemporary Art\, Cleveland (2016); The Sculpture Park at Jaigarh\, Jaigarh Fort\, Jaipur (2025). \n\n\n\nTra gli spazi espositivi in cui ha tenuto le personali di maggior rilievo ricordiamo:MAXXI\, Roma (2004); Fondazione Sandretto Re Rebaudengo\, Torino (2005); Isabella Stewart Gardner Museum\, Boston (2007); Fondazione Querini Stampalia\, Venezia (2008); MAMbo\, Bologna (con Cesare Pietroiusti\, 2008); Palazzo Ducale\, Mantova (2009); Museion\, Bolzano (con Massimo Bartolini\, 2011); Isabella Stewart Gardner Museum\, Boston (2012); Palazzo Te\, Mantova (2016); Galleria Civica di Modena (2017); Museo d’arte contemporanea Villa Croce\, Genova (2017); Chiostri di Sant’Eustorgio\, Milano (2019); Galleria Civica di Trento (2021); The Drawing Hall\, Grassobbio\, BG (2022); Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea\, San Marino (2022); Villa Carlotta\, Tremezzina\, CO (2023); Palazzo Marchi\, Parma (2025). \n\n\n\n\n\n\n\nArchivio Arte Contemporanea329 4828149https://www.stefanogiovanazzi.euinfo@stefanogiovanazzi.eu
URL:https://www.communityarchives.art/evento/stefano-arienti-lassociazione-archivio-stefano-arienti/
LOCATION:TSpace\, via Scuole\, 24\, Rovereto\, Trento\, 38068\, Italy
ORGANIZER;CN="Fondazione Artieri 1852":MAILTO:info@fondazioneartieri1852.org
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260702T120000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260702T123000
DTSTAMP:20260622T180436Z
CREATED:20260621T050407Z
LAST-MODIFIED:20260622T180436Z
UID:1016-1782993600-1782995400@www.communityarchives.art
SUMMARY:Roberto Antolini: Avere «stanza e mensa» in Palazzo Pizzini a metà Settecento: Giuseppe Felice Matteo Givanni\, prete/intellettuale razionalista\, e poeta dialettale cantore dell’età della seta roveretana
DESCRIPTION:Giuseppe Felice Givanni è un prete razionalista del Settecento roveretano. È anche un poeta\, che nelle sue novelle in versi dialettali (quasi tutte ancora inedite) racconta – in modo scherzoso e metaforico – la vita e soprattutto i conflitti dell’età della seta roveretana. Verso metà Settecento è cappellano della famiglia Pizzini\, e precettore dei figli del barone Gian Giulio Pizzini (Gian Giacomo ed Orazio\, che diventeranno importanti personaggi del loro tempo). Durante la vista pastorale del vescovo alla chiesa di San Marco del 1750\, Givanni spiega di avere – per questi suoi servizi – «stanza e mensa» nel Palazzo Pizzini. \n\n\n\nRoberto Antolini\, bibliografia  sul personaggio \n\n\n\n–          Origine familiare e condizione sociale del sacerdote roveretano Giuseppe Felice Matteo Givanni\, poeta dialettale (1722-1787). IN: Studi Trentini. Storia\, A.92\, 2013\, n.2\, p. 391-438 \n\n\n\n–          La Musa sgrovia di Giuseppe Felice Givanni. IN: Atti della Accademia roveretana degli Agiati\, 264 (2014) = ser.IX\, vol. IV\, A\, fasc.1\, p. 7-28 \n\n\n\n–          El Prior el magneva giust dei fonghi: la Novela Dodese (1752) di Giuseppe Felice Givanni. IN: Il Furore dei libri\, A.VI\, marzo/giugno 2015\, p.15-33 \n\n\n\n–          Tracce “cimbre” nel Settecento roveretano. IN: Studi Trentini. Storia\, A.96\, 2017\, n.2\, p. 243-251 \n\n\n\n–          Una famiglia nella storia del Borgo San Tommaso: i Givanni. IN: Verso il Brennero. Pergine\, PubblistampaEdizioni\, 2018\, p.43-53 \n\n\n\n–          Givanni\, l’Accademico roveretano che scriveva in dialetto [podcast del 2026]\, IN Regiostoria\, Ep.3 di Lo splendente Settecento roveretano\, all’indirizzo internet:   https://regiostoria.it/ep-3-givanni-laccademico-roveretano-che-scriveva-in-dialetto/ \n\n\n\n \n\n\n\nRoberto Antolini \n\n\n\nRoberto Antolini\, laureato in filosofia\, bibliotecario ed archivista è nato a Trento nel 1950. Oltre a ‘Verso il Brennero’ ha pubblicato il romanzo Ivan il terrorista (Robin edizioni\, 2009)\, e curato il volume ‘Libri esplosivi\, taglienti e luminosi: avanguardie artistiche e libro fra futurismo e libro d’artista’ (Nicolodi\, 2005). \n\n\n\n\n\n\n\nAllegati \n\n\n\nOrigine familiare e condizione sociale del sacerdote roveretano Giuseppe Felice Matteo GivanniDownload\n\n\n\n\n\n\n\nArchivio Arte Contemporanea329 4828149https://www.stefanogiovanazzi.euinfo@stefanogiovanazzi.eu
URL:https://www.communityarchives.art/evento/roberto-antolini-avere-stanza-e-mensa-in-palazzo-pizzini-a-meta-settecento-giuseppe-felice-matteo-givanni-prete-intellettuale-razionalista-e-poeta-dialettale-cantore-delleta-d/
LOCATION:Palazzo Pizzini\, Piazza Malfatti\, 27\, Rovereto\, TN\, 38068\, Italy
CATEGORIES:Architettura,Arti Visive,Storia
ORGANIZER;CN="Fondazione Artieri 1852":MAILTO:info@fondazioneartieri1852.org
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260702T110000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260702T120000
DTSTAMP:20260627T193929Z
CREATED:20260620T065742Z
LAST-MODIFIED:20260627T193929Z
UID:989-1782990000-1782993600@www.communityarchives.art
SUMMARY:Michelangelo Lupo: Il restauro del piano nobile di Palazzo Pizzini. Visita guidata
DESCRIPTION:Michelangelo Lupo e Amedeo Chizzola ci accompagneranno in questa anteprima alle stanze recentemente restaurate del piano nobile di Palazzo Pizzini a Rovereto\, “il più bel palazzo rococò di area trentina”: il salone centrale\, le decorazioni e gli stucchi che si rincorrono lungo pareti e soffitto\, il grande dipinto centrale\, la sala degli specchi che affaccia su piazza del Grano. Amedeo Chizzola\, proprietario degli spazi del piano nobile aperti al pubblico in occasione di Archivi di Comunità\, ha fortemente ha voluto il recupero di questo importante ‘giacimento’ culturale. \n\n\n\nMichelangelo Lupo \n\n\n\nMichelangelo Lupo\, nato a Torino nel 1948\, compie studi classici e si laurea in architettura presso il Politecnico di Torino nel 1972. Tra il 1972 e il 1974 compie studi di paleografia e diplomatica presso l’Archivio di Stato di Torino e si specializza in Storia dell’Arte presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Padova nel 1975. Funzionario della Provincia Autonoma di Trento e responsabile per la tutela dei beni storici e artistici (1975-1983)\, è direttore del laboratorio di restauro della Provincia di Trento (1977-1983) e direttore del Museo Provinciale d’Arte di Trento (1979-1983). Tra il 1983 e il 1998 è consulente della casa d’aste Christie’s\, sede di Roma. Dal 1984 ha studio di progettazione architettonica a Trento e a Roma e svolge attività di restauro\, oltre che in Italia\, in Egitto\, Libia e Giordania. È autore di numerosi progetti di allestimenti museali e di mostre di carattere storico-artistico. È inoltre autore di numerosissime pubblicazioni di carattere storico-artistico relative soprattutto all’architettura e alle arti decorative nel periodo tra il XV e il XVIII secolo. \n\n\n\n\n\n\n\nArchivio Arte Contemporanea329 4828149https://www.stefanogiovanazzi.euinfo@stefanogiovanazzi.eu
URL:https://www.communityarchives.art/evento/michelangelo-lupo-il-restauro-del-piano-nobile-di-palazzo-pizzini-visita-guidata/
LOCATION:Palazzo Pizzini\, Piazza Malfatti\, 27\, Rovereto\, TN\, 38068\, Italy
CATEGORIES:Architettura,Arti Visive,Storia
ORGANIZER;CN="Fondazione Artieri 1852":MAILTO:info@fondazioneartieri1852.org
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260702T100000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260702T103000
DTSTAMP:20260621T044708Z
CREATED:20260619T152453Z
LAST-MODIFIED:20260621T044708Z
UID:934-1782986400-1782988200@www.communityarchives.art
SUMMARY:Alessandro Andreolli: Memorie familiari e storie cittadine. Il caso dell'archivio de Cobelli: tutela\, ricerca e valorizzazione
DESCRIPTION:Giovanni Cobelli\, professore di storia naturale a Rovereto è stato un funzionario italiano e naturalista dilettante. Dopo gli studi nella sua città natale\, Rovereto\, si recò a Vienna per studiare storia naturale. Al ritorno nella sua città natale insegnò all’istituto tecnico\, incarico che occupò fino al 1902. Fratello di Ruggero Cobelli (1838-1921\, medico\, già assistente di fisiologia all’Università di Padova)\, diresse\, dal 1879 al 1937\, il museo di Rovereto. \n\n\n\nAlessandro Andreolli \n\n\n\nAlessandro Andreolli (Rovereto\, 1986). Ha conseguito nel 2012 la laurea magistrale in Italianistica\, Culture Letterarie Europee e Scienze Linguistiche presso l’Università di Bologna\, ottenendo successivamente una seconda laurea in Scienze Storiche presso l’Università di Verona. Nel corso degli anni ha collaborato con diverse istituzioni\, tra cui l’Accademia Roveretana degli Agiati\, la Biblioteca Civica “G. Tartarotti” di Rovereto\, il Museo Civico di Rovereto e il Museo Storico Italiano della Guerra\, promuovendo la realizzazione di pubblicazioni\, convegni\, mostre e partecipando a progetti di ricerca. Si è occupato soprattutto di questioni linguistiche e letterarie tra Ottocento e Novecento\, di memorialistica della Prima guerra mondiale e più di recente di storia delle biblioteche. Dal 2025 è socio dell’Accademia Roveretana degli Agiati\, per la quale ricopre anche l’incarico di bibliotecario. Relativamente alla storia della cultura roveretana e al mondo delle biblioteche\, in particolare\, ha curato i volumi Beni privati e interessi pubblici. Storia e attualità delle biblioteche accademiche italiane (2022) e (con Paola Maria Filippi) Intellettuale\, moglie\, madre. Bianca Laura Saibante\, una donna del Settecento (2025). Suo un primo tentativo di trattazione organica della storia del patrimonio accademico nel libro La Biblioteca dell’Accademia degli Agiati. Storia e documenti\, prefazione di Fabrizio Rasera (2025). Sta approntando per conto del Centro Studi Tommaso Gallarati Scotti di Milano e dell’Accademia Olimpica di Vicenza l’edizione del carteggio tra Antonio Fogazzaro e Tommaso Gallarati Scotti. \n\n\n\n\n\n\n\nArchivio Arte Contemporanea329 4828149https://www.stefanogiovanazzi.euinfo@stefanogiovanazzi.eu
URL:https://www.communityarchives.art/evento/alessandro-andreolli-memorie-familiari-e-storie-cittadine-il-caso-dellarchivio-de-cobelli-tutela-ricerca-e-valorizzazione/
LOCATION:TSpace\, via Scuole\, 24\, Rovereto\, Trento\, 38068\, Italy
CATEGORIES:Storia
ORGANIZER;CN="Fondazione Artieri 1852":MAILTO:info@fondazioneartieri1852.org
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260701T180000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260701T183000
DTSTAMP:20260629T150507Z
CREATED:20260619T102949Z
LAST-MODIFIED:20260629T150507Z
UID:887-1782928800-1782930600@www.communityarchives.art
SUMMARY:Stefano Giovanazzi: AAC archivio Arte Contemporanea Rovereto. Documenti sull'arte e il pensiero contemporaneo
DESCRIPTION:Risorse per la comunità \n\n\n\n \n\n\n\naac archivio arte contemporanea è un progetto nato nei primi anni ‘80. Ideato\, realizzato e custodito da Stefano Giovanazzi\, aac è una raccolta di 200.000 documenti pensati\, scritti e pubblicati innanzitutto da artisti\, critici e storici dell’arte\, ma anche da scrittori\, filosofi\, antropologi\, sociologi\, epistemologi. I materiali provengono da artisti\, editori\, istituzioni\, e collezionisti italiani ed internazionali e sono in gran parte dedicati alla ricerca artistica oltreché a una riflessione sulle condizioni del vivere contemporaneo. \n\n\n\nNato da un profondo desiderio di raccogliere e conservare le testimonianze dei movimenti e protagonisti dell’arte del ‘900 e partecipare attivamente alla promozione degli artisti contemporanei\, nel corso del tempo il progetto si è ampliato sino ad accogliere materiali provenienti da numerose altre discipline. Così\, dagli esordi nei primi anni ‘80\, a Venezia durante l’esperienza formativa all’Accademia di Belle Arti\, a contatto con persone particolarmente attive nel panorama internazionale come Emilio Vedova e Luigi Nono\, e poi a Rovereto in una molteplicità di esperienze curatoriali che hanno favorito una più che netta consapevolezza delle istanze del contemporaneo\, in particolare con le attività promosse all’interno del festival “Senzatitolo. Eventi\, Azioni\, Esposizioni”\, il flusso di acquisizioni non si è mai interrotto\, anzi nel tempo ha subito un’accelerazione. Certamente\, la ricchezza degli eventi d’arte tra gli anni ‘90 e i primi anni del nuovo millennio ha permesso di arricchire la raccolta con documenti di assoluto rilievo teorico e critico ed ha contribuito a rendere la collezione un insieme complesso e articolato\, quanto ordinato dal punto di vista delle discipline e della catalogazione bibliografica. Gli incontri con i protagonisti delle esperienze artistiche di quegli anni\, e con alcune tra le figure più importanti del pensiero e della riflessione filosofica e letteraria contemporanea — da Joseph Kosuth a Illja Kabakov\, da Giuseppe Panza di Biumo a Giuliano Gori\, da Michael Snow a Stefano Boeri\, da Benoît Mandelbrot\, da Daniele Del Giudice a Paolo de Benedetti — ha permesso di fare luce su un panorama nazionale e internazionale estremamente vivace\, ricco di riflessioni e di proposte sia riguardo alla dimensione creativa che alla condizione umana in generale. \n\n\n\n\n\n\n\nL’attività svolta in questi tre decenni ha permesso di tessere una rete di relazioni internazionali con i più diversi autori: artisti\, creativi\, galleristi\, direttori di musei\, collezionisti\, editori\, e così via\, e di conseguenza anche con numerose istituzioni: musei\, fondazioni\, centri di ricerca\, residenze\, spazi alternativi e associazioni. Sono relazioni che hanno permesso di ridefinire almeno parzialmente l’intorno del mondo dell’arte e di quello del pensiero: oggi\, frutto di questa esperienza\, un database raccoglie più di 130.000 contatti in oltre 150 paesi del mondo\,  testimonianza di una persistenza nelle relazioni\, al di là delle vicende aleatorie che coinvolgono inevitabilmente la vita di ogni singola persona\, che possiamo definire forse antitetica alla crescente ‘smaterializzazione’ delle pratiche connesse al mondo dell’arte e della cultura in generale. \n\n\n\nL’Archivio Arte Contemporanea AAC è un centro di documentazione che dispone di una collezione che supera i 200.000 documenti\, acquisiti a partire dalla prima metà degli anni ’80\, dedicati prevalentemente all’arte\, al design\, all’architettura\, alla filosofia\, e al pensiero contemporaneo.Sino ad oggi sono stati indicizzati: \n\n\n\n\n105.000 documenti a stampa: monografie\, periodici\, registrazioni sonore.Sono invece da catalogare:\n\n\n\n10.000 altri documenti a stampa.\n\n\n\n50.000 materiali “minori” o letteratura grigia: inviti\, pieghevoli\, locandine\, cartelle stampa. Fra questi materiali è presente una collezione molto rara di inviti di esposizioni tenute a cavallo fra gli anni ’60 e ’70 di artisti attivi in ambito concettuale\, minimal e poverista.\n\n\n\n3.000 registrazioni sonore e video: vinili\, nastri magnetici\, CD\, CDR\, DVD;\n\n\n\n600 opere d’arte: dipinti\, disegni\, fotografie\, ma soprattutto opere grafiche\, multipli ed edizioni a tiratura limitata\, numerati e firmati dagli artisti.\n\n\n\n2.000 manifesti: fra questi\, alcuni molto rari\, ideati negli anni ’20 da artisti appartenenti alle avanguardie storiche.\n\n\n\n5.000 documenti fotografici originali: Archivio F.lli Alinari Firenze\, Padiglioni all’Esposizione internazionale d’Arte “La Biennale di Venezia”\, Archivio fotografico digitale Francesca Cristellotti\, Rovereto.In archivio sono inoltre presenti altre tipologie di documenti a stampa: mappe\, cartoline\, immagini religiose (santini)\, quantificabili in alcune migliaia.\n\n\n\n\nOpere in collezione: multipli d’artista\, manifesti\, libri\, dischi \n\n\n\nVincenzo Agnetti\, Joseph Albers\, Robert Barry\, Ubaldo Bartolini\, Carlo Battaglia\, Duccio Berti\, Alighiero Boetti\, Agostino Bonalumi\, Achille Bonito Oliva\, Silvano Brugnara\, Daniel Buren\, Pierpaolo Calzolari\, Nicola Carrino\, Giuseppe Chiari\, Alfred L. Copley\, Enzo Cucchi\, Gino De Dominicis\, Hamish Fulton\, Alberto Garutti\, Joseph Kosuth\, Joseph Kosuth/Sarah Charlesworth\, Urs Lüthi\, Ugo La Pietra\, Bertrand Lavier\, Felice Levini\, Sol Lewitt\, Sergio Lombardo\, Arrigo Lora Totino\, Robert Mangold\, Amedeo Martegani\, Fausto Melotti\, Elio Mariani\, Maurizio Mochetti\, Hidetoshi Nagasawa\, \, Bruce Nauman\, Mario Nigro\, Dennis Oppenheim\, Giulio Paolini\, Umberto Postal\, Emilio Prini\, Niki de Saint Phalle\, Remo Salvadori\, Maria Salvati\, Lucas Samaras\, Antonio Trotta\, Tim Ulrichs\, Bernard Venet\, Claudio Verna\, Andy Warhol\, Lawrence Weiner\, Heimo Zobernig. \n\n\n\nStefano Giovanazzi \n\n\n\nDiplomato all’Istituto Magistrale Rovereto (TN) e di seguito all’Istituto Statale d’Arte\, Trento\, frequenta nei primi anni ‘80 l’Accademia di Belle Arti di Venezia\, dove si diploma in Pittura con l’artista Emilio Vedova. Fondatore e curatore di AAC Archivio Arte Contemporanea di Rovereto\, dal 1994 è presidente dell’associazione culturale Numero Civico. In più di trent’anni di attività ha curato centinaia di eventi legati all’arte e al pensiero contemporaneo. Numerose le collaborazioni con artisti\, musicisti e scrittori\, con musei e istituti culturali\, accademie\, con governi e istituzioni governative. Ha lavorato con Mario Airò\, Stefano Arienti\, Vincenzo Cabiati\, Andrea Crociani\, Francesco Dal Bosco\, Eva Marisaldi\, Chiyoko Miura\, Liliana Moro\, Fabio Polvani\, Luca Quartana\, Andrea Rabbiosi\, Federico Tanzi-Mira\, Grazia Toderi\, Marco Vaglieri\, Vedova Mazzei\, Francesco Voltolina; a curato esposizioni con opere di Rita Ackermann\, Richard Ambleton\, John Currin\, Joseph Kosuth\, Sean Landers\, Sherrie Levine\, Raymond Pettibon\, Richard Prince\, Jim Shaw\, Jeffrey Wallace. Ha curato eventi in collaborazione con il Senato della Repubblica Italiana\, Ministero per i Beni e le Attività Culturali\, Canadian Embassy\, Gobierno Vasco-Governo Basco (Spagna)\, Instituto Cervantes di Cultura (Spagna)\, The British Council (Gran Bretagna)\, Ministero della Cultura Francese\, Institut Français (Francia)\, Goethe Institut (Germania). Genealogista\, è responsabile di un esteso archivio genealogico\, “degli Alberi e delle Foglie”\, che raccoglie più di un milione di posizioni genealogiche. \n\n\n\n\n\n\n\nArchivio Arte Contemporanea329 4828149https://www.stefanogiovanazzi.euinfo@stefanogiovanazzi.eu
URL:https://www.communityarchives.art/evento/stefano-giovanazzi-aac-archivio-arte-contemporanea-rovereto-documenti-sullarte-e-il-pensiero-contemporaneo/
LOCATION:TSpace\, via Scuole\, 24\, Rovereto\, Trento\, 38068\, Italy
CATEGORIES:Architettura,Arti Visive,Paesaggio,Storia,Teatro
ORGANIZER;CN="Fondazione Artieri 1852":MAILTO:info@fondazioneartieri1852.org
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260701T173000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260701T180000
DTSTAMP:20260630T173920Z
CREATED:20260629T144743Z
LAST-MODIFIED:20260630T173920Z
UID:1576-1782927000-1782928800@www.communityarchives.art
SUMMARY:Michele Dal Bosco presenta "Doppia natura morta" di Francesco Dal Bosco
DESCRIPTION:« Questo video è stupendo. L’intreccio perfetto di due mondi\, così distanti e così vicini\, che contengono al loro interno milioni di vite\, di pensieri. Non riesco nemmeno a spiegare ciò che quest’opera evoca in me: troppe cose. Bellissimo. »  Clementina Dal Bosco \n\n\n\n“Archivi di Comunità” ospita un’opera di Francesco Dal Bosco dal titolo “Doppia Natura Morta”\, un video a due canali stereo di 20′ di durata\, del 2003. A presentare l’opera sarà Michele Dal Bosco\, figlio di Francesco. \n\n\n\n\n\n\n\nFrancesco Dal Bosco\, Doppia Natura Morta\, video 2CH\, 20′\, 2003\, frame da video.\n\n\n\n\n\n\n\nMichele Dal Bosco \n\n\n\nMichele Dal Bosco è un regista\, musicista e artista trentino. Ha partecipato all’organizzazione di esposizioni internazionali (Max Ernst\, Leonardo Da Vinci\, Rubens\, Raffaello\, Olivetti\, Depero\, Giotto\, Chagall\, Mirò\, Donatello\, Tintoretto) e ha collaborato con varie istituzioni culturali\, fra cui il Museo Nazionale Gioacchino Rossini. \n\n\n\nFrancesco Dal Bosco \n\n\n\nFrancesco Dal Bosco (Trento\, 26 agosto 1955 – Trento\, 9 gennaio 2019) è stato un regista\, sceneggiatore e produttore cinematografico italiano. Dal 1976 al 1983\, in coppia con Fabrizio Varesco\, è tra i protagonisti della scena teatrale d’avanguardia italiana\, realizzando numerosi spettacoli in teatri e gallerie d’arte in Italia e in Europa (tra gli altri: Beat ’72\, Galleria Nazionale d’Arte Moderna\, Palazzo delle Esposizioni a Roma; Out-Off\, Accademia di Brera\, Castello Sforzesco a Milano; Institute of Contemporary Art\, Londra). Nel 1982 è tra i fondatori della cooperativa romana Missione Impossibile\, che organizza nello stesso anno il festival “Ladri di Cinema”. Sempre nel 1982 gira in tre giorni a Bologna il lungometraggio La notte che vola\, presentato agli Incontri cinematografici di Salsomaggiore Terme e a Rotterdam. Questo film vince il premio miglior film di ricerca al festival Filmaker di Milano e viene proiettato alla Cinèmathéque francais di Parigi. Nel 1991 dirige\, in coppia con Stefano Consiglio\, La camera da letto\, un film di tre ore che vede Attilio Bertolucci leggere integralmente il suo poema omonimo davanti alla cinepresa. Il film viene proiettato al Festival di Venezia nel 1992 in quattro serate e viene mandato in onda da Fuori Orario\, su RAI3\, in una trasmissione non stop che dura una notte intera. Nel 1993 dirige il video Francis Bacon\, trasmesso da RAI1 e pubblicato in VHS da Electa. Nel 1994 è il video 23 songs from the home presentato al Festival di Venezia e all’Istituto di Cultura di Toronto (Canada) nello stesso anno. Pubblica con Daniele Costantini nel 1995\, per Pratiche Editrice\, il librointervista Nuovo Cinema inferno\, sul cinema di Dario Argento. Nel 2001 è ai Festival di Berlino\, Edimburgo\, Brisbane\, Singapore\, Manila con il lungometraggio Commesso Viaggiatore\, interpretato da Claudio Bigagli e Maddalena Crippa. Del 2003 è il documentario Jackson song\, video ufficiale della mostra di Jackson Pollock al Museo Correr di Venezia dello stesso anno. Nel 2005 e 2006 filma per il Centro Servizi Culturali S.Chiara di Trento i reading di Lawrence Ferlinghetti e Jack Hirschman. Sempre nel 2006\, presenta al Festival di Pesaro il video Niente è vero Tutto è Permesso. Nel 2008 realizza a Roma il film Apocalisse\, presentato al Religion Today Film Festival Trento e al CINESPI di Louvain La Neuve\, Belgio. Nel 2012 firma con Stefano Consiglio il documentario Il Centro\, prodotto con la BiBi Film di Roma e RAI3. \n\n\n\nFILM E VIDEO. FILMOGRAFIA PARZIALE \n\n\n\nSTANZE\, 1980\, Super8mm\, Collective for living cinema\, New York LA NOTTE CHE VOLA\, 1982\, 16mm\, B&N\, 85’\, prod. Missione Impossibile. Festival di Salsomaggiore 1982\, Premio Filmaker Milano 1983\, Cinematheque Francaise Henri Langlois\, 1983\, Festival di Rotterdam 1983\, Parigi 1983; trasmesso da RAI3 FOGLIE MORTE\, 1984\, Video\, Colore\, 30’\, prod. Francesco Dal Bosco\, Festival di Salsomaggiore 1984\, Filmaker Milano1985\, Locarno film e video festival 1985 TRAMONTO ROSSO\, 1985\, 16mm\, B&N\, 86’\, prod. Missione Impossibile Festival di Salsomaggiore 1985\, Filmaker Milano1985\, Festival di Bellaria 1985 LA CAMERA DA LETTO\, 1992\, Video\, Colore\, 540’\, prod. The Film Company (co-regia Stefano Consiglio) 49a Mostra del cinema di Venezia 1992\, Prix Italia\, Parma 1992; trasmesso da RAI1 e da RAI3 FRANCIS BACON\, 1993\, Video\, Colore\, 40’\, prod. Film Work Museo d’Arte Moderna\, Lugano “Francis Bacon” 1993 trasmesso da RAI1 23 SONGS FROM THE HOME\, 1994\, Video\, Colore\, 40’\, prod. Film Work 51a Mostra del cinema di Venezia 1994\, Istituto Italiano di Cultura\, Toronto 1994\, Festival Arcipelago 1995 STATO DI QUIETE\, 1996\, Video\, Colore\, 80’\, prod. Francesco Dal Bosco Studio; Festival Internazionale della Montagna\, Trento 1998 FANTASMA\, 1997\, Video\, Colore\, 60’\, prod. Francesco Dal Bosco Studio Festival Senzatitolo\, Rovereto (TN) 1997 Galleria Civica d’Arte Contemporanea Trento 2001 IL CORO\, 1997\, Video\, Colore\, 65’\, Prod. Francesco Dal Bosco Studio\, Festival internazionale della Montagna\, Trento 1998 COMMESSO VIAGGIATORE\, 2000\, 35mm\, B&N/Colore\, 95’\, Prod. Monti Pallidi Film Festival\, Internazionale di Berlino 2001\, Festival Internazionale di Edimburgo 2001\, Festival Internazionale di Brisbane 2001\, Festival Internazionale di Singapore 2002\, Festival Internazionale di Manila 2002\, “Discovering the new italian cinema” New York 2004; trasmesso da SKY JACKSON SONG\, 2002\, Video\, Colore\, 45’\, prod. Francesco Dal Bosco Studio Palazzo Correr\, Venezia\, “Jackson Pollock” aprile-giugno 2002; Festival di Palazzo Venezia 2004 LIGHT OF THE DEAD\, 2002\, Video\, Colore\, 13’\, prod. Francesco Dal Bosco Studio Galleria Civica d’Arte Contemporanea\, “Parole\, parole\, parole” Trento 2002 FRAGILE (Voci dal teatro dopo l’11 settembre)\, 2002\, Video\, Colore\, 85’\, prod. Francesco Dal Bosco Studio/Centro S. Chiara Trento\, Piazza Duomo 11 settembre 2002 DOPPIA NATURA MORTA\, 2003\, Colore\, Video 2 canali\, 18’\, Prod. Francesco Dal Bosco Studio TOLEDO\, 2004\, Video\, B&N\, 17’\, prod. Francesco Dal Bosco Studio\, MAN Museo Provinciale d’Arte Nuoro\, “(In)visibile-(In)corporeo” luglio-settembre 2005 “Strade Bianche”\, Casale Marittimo (Pistoia) Luglio 2006 MIRACLE\, 2004\, Video\, Colore\, 4’\, Prod. Francesco Dal Bosco Studio Galleria Civica d’Arte Contemporanea\, Trento giugno 2005. SEIZERO/SEINOVE\, 2005\, Video\, Colore\, 3’\, Prod. Francesco Dal Bosco Studio Museo civico Riva del Garda\, “I Sessanta. Costume e Società”\, maggio-ottobre 2005. CORRENTE CONTINUA\, 2005\, Video\, Colore\, 73’\, Prod. Francesco Dal Bosco Studio/Provincia Autonoma di Trento. NIENTE È VERO TUTTO È PERMESSO\, 2005\, Video\, Colore\, 39’\, Prod. Francesco Dal Bosco Studio; Festival Nuovo Cinema Pesaro 2006. L’ORA AZZURRA DELL’OMBRA\, 2007\, Video\, Colore\, 67’\, Prod. Francesco Dal Bosco Studio/Provincia Autonoma di Trento. APOCALISSE\, 2010\, Video\, Colore\, 88’\, Prod. Francesco Dal Bosco Studio; Religion Today Festival Trento 2010; CINESPI Louvain La Neuve (Belgio) 2010. IL LAVORO DELL’ARTISTA\, 2011\, Video\, Colore\, 64’\, Prod. Francesco Dal Bosco Studio; (La Magnifica ossessione) Mart\, Rovereto 2013. IL CENTRO\, 2012\, Video\, Colore\, 70’\, Prod. Francesco Dal Bosco Studio e BiBi Film (coregia di Stefano Consiglio); Bologna\, Cinema sotto le stelle 2013; trasmesso da RAI3. AMNESIA (I MORTI RITORNANO)\, 2014\, Video\, 30’\, Prod. Francesco Dal Bosco Studio\, Galleria Wurmkos\, Sesto San Giovanni (MI). \n\n\n\n\n\n\n\nArchivio Arte Contemporanea329 4828149https://www.stefanogiovanazzi.euinfo@stefanogiovanazzi.eu
URL:https://www.communityarchives.art/evento/michele-dal-bosco-penso-francesco-francesco-dal-bosco-unopera/
LOCATION:TSpace\, via Scuole\, 24\, Rovereto\, Trento\, 38068\, Italy
CATEGORIES:Archivi,Arti Visive,Cinema Video,Critica Teoria,Paesaggio
ORGANIZER;CN="Fondazione Artieri 1852":MAILTO:info@fondazioneartieri1852.org
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260701T160000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260701T163000
DTSTAMP:20260622T195029Z
CREATED:20260622T193905Z
LAST-MODIFIED:20260622T195029Z
UID:1147-1782921600-1782923400@www.communityarchives.art
SUMMARY:Vittorio Carrara: La biblioteca di un collezionista d’arte. La VAF Stiftung alla BUC di Trento
DESCRIPTION:Oltre 16mila volumi\, raccolti in 50 anni di ricerche appassionate sull’arte e il pensiero contemporaneo dal collezionista tedesco Volker W. Feierabend si trovano ora ospitati presso la Biblioteca universitaria centrale di Trento. Importante giacimento culturale\, i documenti strettamente legati alle opere di Feierabend in deposito al Mart\, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto\, sono un’occasione veramente preziosa per approfondire la conoscenza di artisti e capolavori dell’arte del XX secolo. \n\n\n\nVittorio Carrara \n\n\n\nVittorio Carrara (1963)\, veronese e trentino di adozione\, è responsabile della Biblioteca universitaria centrale di Trento. Ha studiato storia medievale all’Università di Bologna e alla Cattolica di Milano. Si è occupato di storia del monachesimo medievale\, di storia religiosa e civile del Trentino tra Otto e Novecento e di bibliografia. \n\n\n\n\n\n\n\nArchivio Arte Contemporanea329 4828149https://www.stefanogiovanazzi.euinfo@stefanogiovanazzi.eu
URL:https://www.communityarchives.art/evento/vittorio-carrara-la-biblioteca-di-un-collezionista-darte-la-vaf-stiftung-alla-buc-di-trento/
LOCATION:TSpace\, via Scuole\, 24\, Rovereto\, Trento\, 38068\, Italy
CATEGORIES:Archivi,Arti Visive,Critica Teoria,Storia
ORGANIZER;CN="Fondazione Artieri 1852":MAILTO:info@fondazioneartieri1852.org
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260701T153000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260701T160000
DTSTAMP:20260630T115039Z
CREATED:20260622T093417Z
LAST-MODIFIED:20260630T115039Z
UID:1119-1782919800-1782921600@www.communityarchives.art
SUMMARY:Anna Zinelli: Kunsthaus di Merano. Pratiche di attivazione\, mediazione e rilettura critica degli archivi
DESCRIPTION:L’intervento presenta tre casi studio esposti presso la Kunsthaus che hanno dialogato con gli archivi secondo modalità differenti: dal lavoro sul lascito dell’artista e fotografo meranese Christian Martinelli al progetto didattico Alpitypes\, che ha portato a una reinterpretazione contemporanea di fonti archivistiche grafiche\, fino alla mostra di Belinda Kazeem-Kamiński\, che ha proposto una lettura decoloniale delle memorie conservate negli archivi. In questi progetti gli archivi sono stati considerati non solo come luoghi di conservazione e tutela\, ma anche come dispositivi capaci di generare nuove narrazioni. \n\n\n\nLa possibilità di azione di un lascito d’artista. A cura di BAU. Foto Davide Perbellini\n\n\n\nAerolectics – Belinda Kazeem-Kamiński. A cura di Lucrezia Cippitelli e Simone Frangi. Foto Ivo Corrà\n\n\n\nAlpitypes. A cura Antonino Benincasa\, Massimo Martignoni\, Anna Zinelli. Foto Ivo Corrà\n\n\n\nAnna Zinelli \n\n\n\nAnna Zinelli è storica dell’arte (Ph.D.). Ha pubblicato numerosi articoli su riviste scientifiche e divulgative e saggi in diversi cataloghi. Tra le sue pubblicazioni: Socin e Carmassi (Tamassia Zinelli\, Skira 2016)\, 1955–1968: Gli artisti italiani alle documenta di Kassel (Mimesis 2017); incontrare Christian Martinelli begegnen (Schnitzer Zinelli\, Esperia 2024). Dal 2012 collabora al progetto MoRE A museum of refused and unrealised art projects e dal 2017 è collaboratrice scientifica\, assistente alla direzione e responsabile della comunicazione in lingua italiana a Kunst Meran Merano Arte. \n\n\n\n\n\n\n\nArchivio Arte Contemporanea329 4828149https://www.stefanogiovanazzi.euinfo@stefanogiovanazzi.eu
URL:https://www.communityarchives.art/evento/anna-zinelli-kunsthaus-di-merano-pratiche-di-attivazione-mediazione-e-rilettura-critica-degli-archivi/
LOCATION:TSpace\, via Scuole\, 24\, Rovereto\, Trento\, 38068\, Italy
CATEGORIES:Archivi,Arti Visive,Critica Teoria,Paesaggio,Storia
ORGANIZER;CN="Fondazione Artieri 1852":MAILTO:info@fondazioneartieri1852.org
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260701T120000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260701T123000
DTSTAMP:20260630T121206Z
CREATED:20260630T121051Z
LAST-MODIFIED:20260630T121206Z
UID:1671-1782907200-1782909000@www.communityarchives.art
SUMMARY:Area Studio\, colore\, matrice\, carta. L’atelier delle stampe\, gli artisti e Astrazione Oggettiva: visita guidata alla mostra al Museo della Città
DESCRIPTION:Archivio Arte Contemporanea329 4828149https://www.stefanogiovanazzi.euinfo@stefanogiovanazzi.eu
URL:https://www.communityarchives.art/evento/area-studio-colore-matrice-carta-latelier-delle-stampe-gli-artisti-e-astrazione-oggettiva-visita-guidata/
LOCATION:Museo della Città\, Via Calcinari\, 18\, Rovereto\, Trento\, 38068\, Italy
CATEGORIES:Archivi,Arti Visive,Storia
ORGANIZER;CN="Fondazione Artieri 1852":MAILTO:info@fondazioneartieri1852.org
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260701T111500
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260701T120000
DTSTAMP:20260627T153132Z
CREATED:20260620T054654Z
LAST-MODIFIED:20260627T153132Z
UID:966-1782904500-1782907200@www.communityarchives.art
SUMMARY:Gloria Canestrini: La radio incontra la grafica d'arte: il libro  RadioDepero
DESCRIPTION:Gloria Canestrini introduce l’esperienza editoriale legata alla pubblicazione del libro  RadioDepero stampato da Area Studio in serigrafia nel formato 50×70 cm\, con le interviste e i testi dall’omonimo programma realizzato per la RAI. L’incontro si tiene presso il Museo della Città dove è in corso l’esposizione Area Studio\, colore\, matrice\, carta. L’atelier delle stampe\, gli artisti e Astrazione Oggettiva dedicata ad un progetto artigianale e artistico che\, nel corso di due decenni di attività ha rappresentato un punto di riferimento per artisti\, editori\, galleristi\, collezionisti\, distinguendosi per la precisione tecnica\, la sperimentazione e il dialogo costante con la ricerca visiva. Non solo luogo di produzione\, ma spazio di incontro e di confronto\, la stamperia ha incarnato un modello culturale fondato sulla trasmissione dei saperi\, sulla qualità del fare e sulla centralità del processo creativo. \n\n\n\nGloria Canestrini \n\n\n\nNata a Rovereto nel 1953\, laureato in nell’autunno del 1972 si trasferisce a Milano per lavorare nella grande stamperia d’arte Multirevol di Renato Volpini. L’anno successivo\, rientrata a Rovereto\, fonda insieme a Maurizio Giongo la stamperia Area Studio \, aperta poi anche a Milano e successivamente a Parigi. Nel 1977 progetta e dirige l’Area Studio Film\, che diviene in breve un centro di produzione audiovisiva per film d’animazione d’autore. Questa sperimentazione\, e in particolare la tecnica del cut-out e della silhouette\, la porta a collaborare con Rai 2 a Milano per i programmi Clorofilla e Occhio al cielo\, con la sede Rai di Trento per programmi e rubriche( Laboratorio ‘80\, Strips\, Brevi di Rosa\, il Guardarte ecc.) per sigle animate (L’acchiappafarfalle\, Oriente Occidente)e vari cortometraggi (Giochi di Anguàne\, l’Orso il frate lo stregone (che apre il Filmfestival della montagna a Trento nel 1981)\, Boxing the drums\, La polenta\, La giara ( realizzato con gli alunni delle Scuole Medie di Ala) e Conosci i tuoi diritti? (realizzato con gli studenti di cinematografia dell’Istituto Depero di Rovereto). Alcuni di questi film vengono presentati in rassegne nazionali e internazionali (Milano\, Torino\, Lucca comics\, Pergine Spettacolo aperto\, Roma\, Montreal\, Parigi\, Marsiglia\, Lubiana). Dal 1980\, dopo la laurea in giurisprudenza e l’avvio della professione forense\, inizia a scrivere testi radiofonici per la Rai\, sceneggiature\, romanzi\, saggi ( tra cui RadioDepero\, un volume interamente stampato in serigrafia da Area Studio in formato 50×70\, e rilegato in bulloni\, che propone la trascrizione dell’omonimo programma radiofonico di Rai Radio1) e racconti illustrati e a collaborare stabilmente con giornali e riviste\, in particolare con Home di Hachette\, per la quale realizza le illustrazioni di una rubrica. Dal 2012 dirige\, insieme a Maurizio Giongo\, le edizioni d’arte Disegnograve. \n\n\n\n\n\n\n\nArchivio Arte Contemporanea329 4828149https://www.stefanogiovanazzi.euinfo@stefanogiovanazzi.eu
URL:https://www.communityarchives.art/evento/gloria-canestrini-la-radio-incontra-la-grafica-darte-il-libro-radiodepero/
LOCATION:Trento
ORGANIZER;CN="Fondazione Artieri 1852":MAILTO:info@fondazioneartieri1852.org
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260701T100000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260701T103000
DTSTAMP:20260620T065940Z
CREATED:20260620T053029Z
LAST-MODIFIED:20260620T065940Z
UID:955-1782900000-1782901800@www.communityarchives.art
SUMMARY:Maurizio Giongo: Area Studio. Una stamperia d'arte in Trentino negli anni 70-80
DESCRIPTION:Area Studio\, una stamperia d’arte in Trentino negli anni 70-80\, gli incontri con artisti e gallerie per la conoscenza e la diffusione del multiplo d’arte. seguirà una visita all’esposizione Area Studio\, colore\, matrice\, carta. L’atelier delle stampe\, gli artisti e Astrazione Oggettiva in corso presso il Museo della Città\, nella sua sede di Palazzo Sichardt nel centro storico di Rovereto. Area Studio\, colore\, matrice\, carta. L’atelier delle stampe\, gli artisti e Astrazione Oggettiva è un progetto espositivo dedicato a una realtà artigianale e artistica che\, nel corso di due decenni di attività ha rappresentato un punto di riferimento per artisti\, editori\, galleristi\, collezionisti\, distinguendosi per la precisione tecnica\, la sperimentazione e il dialogo costante con la ricerca visiva. Non solo luogo di produzione\, ma spazio di incontro e di confronto\, la stamperia ha incarnato un modello culturale fondato sulla trasmissione dei saperi\, sulla qualità del fare e sulla centralità del processo creativo. \n\n\n\nMaurizio Giongo \n\n\n\nNato a Innichen (BZ) nel 1947\, laureato in sociologia\, si dedica prima alla musica e poi alla pittura\, dopo aver frequentato i corsi di Emilio Vedova a Venezia. Nel 1973 fonda a Rovereto insieme a Gloria Canestrini la stamperia d’arte Area Studio\, aperta anche a Milano dal 1980 al 1985 e\, successivamente\, a Parigi. Nel corso di due decenni di attività l’Area Studio di Rovereto ha rappresentato un punto di riferimento per artisti\, editori\, galleristi\, collezionisti\, distinguendosi per la tecnica\, la sperimentazione e il dialogo costante con la ricerca visiva. Dal 1976 al 1982 si dedica in particolare alla ricerca fotografica. Nel 1988 ottiene la cattedra di fotoincisione all’Istituto d’Arte Depero\, fino al 2012. Nel 1991 entra nel Gruppe 91 insieme a Ottavio Giacomazzi\, Italo Antico\, a Fritz Klier e altri artisti bavaresi\, con i quali promuove scambi e esposizioni artistiche in Italia e in Germania. Nel 1999 fonda a Villa Lagarina e dirige con Mauro Cappelletti il GAMS\, (Galleria Museo dell’Arte della Stampa) che si propone di promuovere la conoscenza e la pratica della stampa d’arte. Ha al suo attivo numerose mostre personali e collettive\, sia nazionali che estere\, oltre alla performance Boxing the drums realizzata insieme a Tony Rusconi (per le improvvisazioni musicali) e a Gloria Canestrini (per le immagini multimediali) \, proposta in Francia\, in Slovenia e in Italia. Dal 2012 dirige\, insieme a Gloria Canestrini\, le edizioni d’arte Disegnograve. \n\n\n\n\n\n\n\nArchivio Arte Contemporanea329 4828149https://www.stefanogiovanazzi.euinfo@stefanogiovanazzi.eu
URL:https://www.communityarchives.art/evento/maurizio-giongo-area-studio/
LOCATION:TSpace\, via Scuole\, 24\, Rovereto\, Trento\, 38068\, Italy
ORGANIZER;CN="Fondazione Artieri 1852":MAILTO:info@fondazioneartieri1852.org
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260630T160000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260630T163000
DTSTAMP:20260623T140706Z
CREATED:20260623T124501Z
LAST-MODIFIED:20260623T140706Z
UID:1258-1782835200-1782837000@www.communityarchives.art
SUMMARY:Lorenzo Pevarello: Dal film di famiglia al film di comunità
DESCRIPTION:L’intervento ripercorre l’esperienza della Cineteca della Fondazione Museo storico del Trentino a partire da una riflessione sul passaggio dal film di famiglia al film di comunità\, un percorso maturato nel corso di quasi trent’anni di attività tra archivio\, ricerca storica e restituzione pubblica. L’archivio dei film di famiglia nasce inizialmente dall’esigenza di recuperare\, salvaguardare e digitalizzare pellicole amatoriali in formato ridotto — 8mm\, Super8 e 16mm — conservate nelle case delle famiglie trentine. Fin dai primi progetti di storia orale e\, in particolare\, con l’esperienza delle Memorie di comunità\, è emerso con chiarezza come questi materiali non rappresentassero soltanto documenti privati legati alla memoria familiare\, ma custodissero un patrimonio visivo capace di raccontare in modo straordinariamente diretto le trasformazioni del territorio e delle comunità. Dentro queste immagini si ritrovano paesaggi oggi profondamente mutati\, pratiche agricole e forestali scomparse\, momenti di socialità\, rituali collettivi\, forme di lavoro e di relazione che appartengono alla storia recente del Trentino. Progressivamente è quindi maturata la consapevolezza che queste pellicole raccontassero molto più della storia di una singola famiglia: raccontavano la storia di una comunità. Da qui nasce il passaggio concettuale dal film di famiglia al film di comunità. Un passaggio che ridefinisce anche il ruolo della Cineteca\, non più intesa soltanto come luogo di conservazione di materiali audiovisivi\, ma come spazio relazionale dove archivio\, memoria e ricerca si incontrano. La vera specificità della Cineteca risiede infatti nel fatto che i fondi raccolti non sono mai disgiunti dalle persone\, dalle famiglie e dalle comunità che li hanno prodotti e custoditi nel tempo. Attraverso il lavoro di raccolta\, digitalizzazione\, contestualizzazione storica e restituzione pubblica\, immagini nate in ambito privato tornano così a vivere nello spazio collettivo\, trasformandosi in fonti storiche e strumenti di public history. In questa prospettiva la Cineteca diventa non solo luogo di conservazione\, ma laboratorio di conoscenza e di narrazione condivisa del territorio. \n\n\n\n\n\n\n\nEstate alpina di Tommasino Andreatta \n\n\n\n\n\n\n\nEstate in Valfloriana di Paolo Arnoldi \n\n\n\n \n\n\n\nLorenzo Pevarello \n\n\n\nLorenzo Pevarello è autore\, regista e ricercatore presso la Fondazione Museo storico del Trentino\, dove è responsabile della Cineteca. Attivo da oltre trent’anni nel campo della documentazione audiovisiva e della produzione documentaria\, ha sviluppato il proprio percorso professionale tra regia\, ricerca storica e valorizzazione della memoria visiva. Dopo le prime esperienze come operatore cinematografico e direttore della fotografia\, ha lavorato come autore e regista nel campo della documentaristica storica\, artistica e antropologica\, realizzando oltre cento opere selezionate in festival nazionali e internazionali. Parallelamente ha maturato una lunga esperienza nella raccolta di testimonianze orali\, conducendo oltre mille interviste audiovisive dedicate alla storia sociale del Novecento\, alla montagna\, al lavoro\, all’’agricoltura e alle trasformazioni del territorio trentino. All’interno della Fondazione Museo storico del Trentino è tra i promotori delle campagne di recupero e digitalizzazione dei filmati a passo ridotto che hanno portato alla nascita dell’archivio dei film di famiglia. Il suo lavoro si concentra oggi sul rapporto tra archivio audiovisivo\, storia orale e public history\, con particolare attenzione ai processi di restituzione pubblica delle memorie di comunità. \n\n\n\n\n\n\n\nArchivio Arte Contemporanea329 4828149https://www.stefanogiovanazzi.euinfo@stefanogiovanazzi.eu
URL:https://www.communityarchives.art/evento/lorenzo-pevarello-dal-film-di-famiglia-al-film-di-comunita/
LOCATION:TSpace\, via Scuole\, 24\, Rovereto\, Trento\, 38068\, Italy
CATEGORIES:Architettura,Cinema Video,Critica Teoria,Paesaggio,Sociologia
ORGANIZER;CN="Fondazione Artieri 1852":MAILTO:info@fondazioneartieri1852.org
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260630T153000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260630T160000
DTSTAMP:20260623T103247Z
CREATED:20260623T102421Z
LAST-MODIFIED:20260623T103247Z
UID:1248-1782833400-1782835200@www.communityarchives.art
SUMMARY:Matteo Fadini: La biblioteca della Fondazione Bruno Kessler
DESCRIPTION:La biblioteca della Fondazione Bruno Kessler possiede un fondo antico\, archivi personali\, biblioteche personali e di enti e istituzioni\, registrazioni audio dei convegni dei centri di ricerca ISIG-Istituto Storico Italo-Germanico e ISR-Centro per le Scienze Religiose\, carte geografiche e microfilm. I fondi donati alla Biblioteca sono trattati\, ordinati e catalogati nel rispetto della loro integrità e del vincolo archivistico; dai fondi librari sono rimossi\, fisicamente ma non gestionalmente\, solamente i volumi antichi per garantirne la tutela alle adeguate condizioni ambientali. Nel caso in cui di uno stesso soggetto siano presenti un complesso biblioteconomico e archivistico\, viene facilitato il dialogo tra i due fondi.[https://biblio.fbk.eu/archivi/] \n\n\n\nMatteo Fadini \n\n\n\nMatteo Fadini\, Responsabile della Biblioteca e Editoria FBK. Ha conseguito il dottorato di ricerca in Studi letterari\, linguistici e filologici presso l’Università di Trento e il diploma di Archivistica\, paleografia e diplomatica presso l’Archivio di Stato di Bolzano; è stato ricercatore presso l’Università di Trento\, docente a contratto presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e collaboratore presso l’Universal Short Title Catalogue di St Andrews (Scotland). I suoi interessi di ricerca riguardano la letteratura italiana del Cinquecento\, la storia del libro e delle biblioteche e la digitalizzazione dei beni archivistico-librari. Ha curato diversi progetti di digitalizzazione di riviste scientifiche\, tra i quali “HeyJoe-History\, Religion and Philosophy Journals Online Access” (https://heyjoe.fbk.eu/)\, i cui contenuti da poco hanno raggiunto 1 milione di download\, e quelli riguardanti risorse audio storiche e monografie scientifiche e culturali (https://archive.org/details/biblio-fbk?sort=-downloads). \n\n\n\n\n\n\n\nArchivio Arte Contemporanea329 4828149https://www.stefanogiovanazzi.euinfo@stefanogiovanazzi.eu
URL:https://www.communityarchives.art/evento/matteo-fadini-la-biblioteca-della-fondazione-bruno-kessler/
LOCATION:TSpace\, via Scuole\, 24\, Rovereto\, Trento\, 38068\, Italy
CATEGORIES:Archivi,Critica Teoria,Storia
ORGANIZER;CN="Fondazione Artieri 1852":MAILTO:info@fondazioneartieri1852.org
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=UTC:20260630T150000
DTEND;TZID=UTC:20260630T153000
DTSTAMP:20260617T092202Z
CREATED:20260615T143244Z
LAST-MODIFIED:20260617T092202Z
UID:290-1782831600-1782833400@www.communityarchives.art
SUMMARY:Donatella Turrina: La Società e le suppliche. Lettere inviate dai soci o dai loro familiari per richiedere aiuto
DESCRIPTION:Donatella Turrina \n\n\n\nPresidente della Fondazione Trentina per il Volontariato Sociale – ente filantropico e componente del Consiglio di amministrazione di Fondazione Hospice ETS\, già responsabile dell’Ufficio Cultura del Comune di Trento\, è da tempo impegnata nel mondo del volontariato. \n\n\n\n 
URL:https://www.communityarchives.art/evento/incontro-con-donatella-turrina/
LOCATION:TSpace\, via Scuole\, 24\, Rovereto\, Trento\, 38068\, Italy
CATEGORIES:Storia,Volontariato sociale
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.communityarchives.art/wp-content/uploads/2026/06/Header-verde.jpg
ORGANIZER;CN="Fondazione Artieri 1852":MAILTO:info@fondazioneartieri1852.org
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260630T100000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260702T100000
DTSTAMP:20260629T153952Z
CREATED:20260629T153252Z
LAST-MODIFIED:20260629T153952Z
UID:1594-1782813600-1782986400@www.communityarchives.art
SUMMARY:Community-Archiv Pantone 802 U: un manifesto di Maurizio Nannucci
DESCRIPTION:“Community Archives Pantone 802 U”\, in lingua tedesca\, è il terzo manifesto che Maurizio Nannucci realizza per ‘Archivi di Comunità’. Stampato su carta usomano in una tiratura di 200 copie\, viene distribuito gratuitamente al pubblico in sala. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nArchivio Arte Contemporanea329 4828149https://www.stefanogiovanazzi.euinfo@stefanogiovanazzi.eu
URL:https://www.communityarchives.art/evento/community-archiv-pantone-802-u-un-manifesto-di-maurizio-nannucci/
LOCATION:TSpace\, via Scuole\, 24\, Rovereto\, Trento\, 38068\, Italy
CATEGORIES:Archivi,Arti Visive,Critica Teoria
ORGANIZER;CN="Fondazione Artieri 1852":MAILTO:info@fondazioneartieri1852.org
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260629T100000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260704T190000
DTSTAMP:20260630T101040Z
CREATED:20260621T072202Z
LAST-MODIFIED:20260630T101040Z
UID:1066-1782727200-1783191600@www.communityarchives.art
SUMMARY:Claudia Castellucci: La questione estetica di un archivio artistico\, nella concezione e nell'uso
DESCRIPTION:Claudia Castellucci partecipa a Archivi di Comunità con un testo dal titolo: Alcuni cenni sull’Archivio storico della Socìetas Raffaello Sanzio. Il documento verrà distribuito presso TSpace a partire da lunedì 29 giugno 2026 assieme a “Bollettino dell’Archivio N°1 13 Ottobre 2018” e “Bollettino dell’Archivio N°2 24 Novembre 2018”. Come scrive Claudia\, i testi consegnati ad “Archivi di comunità” evidenziano alcune questioni riguardo alle funzioni dell’archivio fisico della Socìetas Raffaello Sanzio (1981-2006)\, sollevate in occasione di un seminario tenuto nel 2018: in particolare\, la capacità “di risvegliare gli oggetti conservati\, sia in senso visivo\, sia in senso intellettivo”. L’artista non sarà presente di persona. \n\n\n\nAmleto. La veemente esteriorità della morte di un mollusco\, di Romeo Castellucci/Socìetas Raffaello Sanzio (in scena: Paolo Tonti). Cesena\, Teatro Comandini\, 1992. © archiviostoricosocietas.eu (tutti i diritti riservati) \n\n\n\nClaudia Castellucci / Societas \n\n\n\nFormatasi nelle arti visive\, Claudia Castellucci nel 1981 fonda con il fratello Romeo\, Chiara Guidi e altri la Societas Raffaello Sanzio\, compagnia teatrale che si afferma nel mondo per un’idea di teatro prevalentemente basata sulla potenza visiva\, plastica e sonora. Quando\, nel 2006\, la Compagnia vede gli artisti che la compongono intraprendere ricerche distinte\, C. Castellucci prosegue la sua relazione con l’arte plastica nella produzione di opere legate a una pratica filosofica basata sul ritmo\, che la spinge anche a fondare diverse scuole d’impronta antica\, riferite cioè al piacere della conoscenza e non alla formazione: Scuola teatrica della discesa (1989-93); Stoa (2003-07) e Mòra (2015-19). Nel 2011 conduce l’École du rythme a Bordeaux\, in occasione della Biennale di Arte Urbana. Dal 2014 dirige in tutto il mondo\, dopo l’avvio ad Atene\, le Esercitazioni di Movimento Ritmico. Tra i suoi testi: Uovo di bocca (Bollati Boringhieri 2000)\, Setta Scuola di tecnica drammatica (Quodlibet 2015)\, e Bollettini della Danza (Edizioni Sete 2019). Nel 2020 riceve il Leone d’Argento dalla Biennale Danza di Venezia. \n\n\n\n\n\n\n\nArchivio Arte Contemporanea329 4828149https://www.stefanogiovanazzi.euinfo@stefanogiovanazzi.eu
URL:https://www.communityarchives.art/evento/claudia-castellucci-la-questione-estetica-di-un-archivio-artistico-nella-concezione-e-nelluso/
LOCATION:TSpace\, via Scuole\, 24\, Rovereto\, Trento\, 38068\, Italy
CATEGORIES:Arti Visive,Teatro
ORGANIZER;CN="Fondazione Artieri 1852":MAILTO:info@fondazioneartieri1852.org
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260626T180000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260718T200000
DTSTAMP:20260625T132902Z
CREATED:20260619T091814Z
LAST-MODIFIED:20260625T132902Z
UID:851-1782496800-1784404800@www.communityarchives.art
SUMMARY:Ramificazioni. Alberi genealogici roveretani esposti in occasione del progetto Archivi di Comunità
DESCRIPTION:Esposizione di documenti originale conservati presso la Biblioteca Civica di Rovereto. \n\n\n\n\n\nLa Biblioteca presta costante attenzione al patrimonio archivistico\, mettendo in atto piani di intervento pluriennale per la sua conservazione\, inventariazione e valorizzazione. Fra i documenti conservati presso l’archivio storico si possono apprezzare numerosi alberi genealogici\, alcuni decorati e colorati a mano\, e ricchi archivi familiari. Vanno particolarmente ricordate le genealogie elaborate da Quintilio Perini (1865-1942)\, farmacista\, noto bibliofilo e collezionista di monete e medaglie\, che svolse buona parte dei propri studi nel campo della numismatica e della genealogia\, ambiti nei quali darà alle stampe numerose pubblicazioni che gli varranno l’associazione ad istituzioni culturali internazionali. Alcune delle più importanti famiglie nobiliari dell’area trentino-tirolese\, i Moll e i Lodron\, hanno consegnato i loro archivi alla Biblioteca. Come aggregati dell’archivio Moll\, si conservano anche i fondi delle famiglie Ceschi di Santa Croce\, Fedrigazzi e Gonzales de Rivera\, che prima dei Moll detenevano la giurisdizione di Nomi. Come aggregato all’archivio del Comune di Lizzana\, è conservato un piccolo fondo della famiglia Frizzi di Rovereto. Ultima e importante acquisizione (2013): l’archivio della famiglia Bossi Fedrigotti. Gli alberi genealogici  provenienti dalle collezioni della Biblioteca Civica di Rovereto sono esposti in mostra a cura degli archivisti della biblioteca.\n\n\n\nGLI ALBERIBOSSI FEDRIGOTTILa famiglia Bossi Fedrigotti\, originaria probabilmente della Lombardia\, si stabilì a Sacco nella prima metà del XV secolo. Il primo avo storicamente certo è Nicolao del Buoso\, morto nel 1434. Il titolo nobiliare fu confermato nel 1592 da Ferdinando del Tirolo alla persona di Giovanni Bossi Fedrigotti.A partire da Nicolao de Buoso le vicende dei Bossi Fedrigotti si intrecciano e si intersecano fortemente con quelle di Borgo Sacco\, Rovereto e della Vallagarina. Inizialmente la famiglia prese parte alla Compagnia di spedizione\, che gestiva il traffico commerciale sul fiume Adige da Bronzolo a Sacco\, utilizzando le zattere; a partire dal 1750 ebbe il privilegio di gestire il traffico postale tra Calliano e Torbole (detto “Feudo Postale”)\, che perdurò fino alla Grande Guerra e\, a partire dalla seconda metà del Settecento\, i Bossi Fedrigotti si dedicarono con maggior impegno all’allevamento del baco ed alla viticoltura. Filippo (1838-1908)\, oltre che socio e presidente dell’Accademia Roveretana degli Agiati\, si dedicò a queste attività con passione. Fu ideatore e sostenitore della Società Agraria roveretana e fondatore della Scuola Agraria di Rovereto (1871-1877). Introdusse soluzioni moderne e innovative. Sua fu l’idea di utilizzare la forbice da potare le viti anche per la vendemmia\, in sostituzione del falcetto tradizionale. Federico successivamente (1906-1996) rese nota a livello nazionale l’azienda famigliare\, introducendo per primo in Italia un “uvaggio bordolese”\, vinificando simultaneamente Cabernet e Merlot\, secondo la tradizione dei vini rossi della regione francese di Bordeaux. Ancora\, Isabella Bossi Fedrigotti è una nota giornalista e scrittrice\, vincitrice nel 1991 di un premio Campiello con il romanzo “Di buona famiglia” \n\n\n\nStemma. Campo dello scudo inquartato: in 1\, d’argento alla fenice che rinasce dalle sue ceneri; in 2\, d’azzurro alla lira d’oro; in 3\, d’azzurro al caduceo dalle ali d’argento e i serpenti di verde; in 4\, all’albero di verde sopra un terreno erboso\, dinnanzi all’albero passa un bue al naturale; in cuore uno scudetto di campo di verde al corno da caccia d’oro lagato con catenella. \n\n\n\nBRUNATI (Brunatti di Brunenfeld)La famiglia Brunatti di Brunnenfeld è una storica casata nobiliare già attiva e radicata nel tessuto civile e amministrativo del Trentino (tra Rovereto\, Trento e Tenno) ben prima del Settecento. L’elevazione al rango nobiliare della famiglia Brunatti con il titolo di “de Brunnenfeld” risale ufficialmente al 30 dicembre 1777. In questa precisa data (30 dicembre 1777)\, l’Imperatore d’Austria Giuseppe II concesse\, a Vienna\, il diploma originale di nobiltà con il predicato de Brunnenfeld a Girolamo Brunatti\, figlio di Giacomo Brunatti. \n\n\n\nTACCHILa famiglia Tacchi ha segnato profondamente la storia economica\, sociale e architettonica di Rovereto tra il XVIII e il XX secolo. Originari di Zelbio (Como)\, i Tacchi si trasferirono in città per gestire il fiorente commercio della seta\, diventando una delle dinastie più influenti e stimate e per dedicarsi all’edilizia.I Tacchi architetti\, in particolare Bernardo e Bernardino Tacchi\, infatti ebbero un ruolo determinante nella costruzione di edifici storici come Palazzo Rosmini “Al Frassem” tra il 1733 ed il 1737 e nella progettazione di Corso A.Bettini. Si occuparono anche della realizzazione di edifici religiosi come la Chiesa della Beata Vergine del Loreto\, commissionata dalla Confraternita dei santi Rocco e Sebastinao nel 1737 o il Convento e la Chiesa dell’ordine della Visitazione di San Francesco\, eretti tra il 1740-1741 ed abbattuti nel 1902.Sul colle di Castel Dante si erge il Mausoleo Tacchi (o de Tacchi)\, fatto costruire dalla famiglia nel 1862 ed considerato uno dei più importanti esempi di architettura ottocentesca in Trentino.Nel luglio del 1854\, l’imperatore Francesco Giuseppe d’Austria concesse a Giovanni Battista Tacchi il titolo nobiliare con il predicato di Monte Maria\, predicato in omaggio a un antico santuario di proprietà della famiglia\, da loro restaurato e riaperto al culto. \n\n\n\nStemma. Campo dello scudo: d’azzurro alla facciata d’argento di una chiesa posata su un terreno erboso. \n\n\n\nTARTAROTTILa famiglia Tartarotti\, originaria di Pomarolo\, è una storica e agiata famiglia roveretana\, nota soprattutto per aver dato i natali al celebre erudito e pre-illuminista Girolamo Tartarotti (1706–1761). Girolamo fu abate\, filosofo\, storico e letterato. Nel 1764\, il Comune di Rovereto acquisì la sua vasta collezione libraria\, dando vita a una delle prime biblioteche pubbliche d’Italia\, la nostra biblioteca civica appunto.I rami principali della famiglia si distinsero nella giurisprudenza\, nel consiglio civico cittadino e nella promozione della cultura nel XVIII secolo. Francesco Antonio Tartarotti\, padre di Girolamo\, fu ad esempio\, un celebre giuresconsulto e membro del prestigioso “Consiglio cittadino dei trentuno”\, un organo politico e amministrativo ristretto che governò la città di Rovereto durante l’Antico Regime.Maria Teresa\, con diploma datato in Vienna il 12 agosto 1743\, diede la nobiltà del Sacro Romano Impero a Federico Tartarotti\, segnando un passaggio fondamentale per l’ascesa sociale del casato. Pochi anni più tardi\, a confrma della benevolenza imperiale\, la stessa Maria Teresa elevò ulteriormente il rango di un altro membro di spicco della famiglia\, Giovanni Battista Tartarotti\, nominandolo “Cavaliere del sacro Romano Impero” con un nuovo diploma datato 22 gennaio 1754.La famiglia visse in diverse residenze nel centro di Rovereto; tra queste vi è la casa in Piazza Podestà 13 (abitata dal 1715 al 1730 e oggi sede degli uffici comunali) e Casa Serbati alla Torre in Via della Terra 15. \n\n\n\nStemma. Campo dello scudo inquartato: in 1 e 4\, d’argento al padiglione di verde bordato d’oro; in 2\, d’azzurro alla stella di otto punte sovrasta da un sole radioso; in 3\, di rosso alla fascia d’argento sulla quale è accovacciato un agnello pure d’argento tenente fra le zampe un vessillo anch’esso d’argento. \n\n\n\nRIDLERLa famiglia Ridler è una delle più antiche e influenti del patriziato di Monaco di Baviera\, ovvero un ristretto gruppo di famiglie di grandi mercanti e proprietari terriere\, a capo non solo del potere economico ma anche di quello politico. I Ridler divennero grandi protagonisti nel XIII secolo\, affermandosi rapidamente nella realtà politica locale ed entrando di diritto nel “Consiglio Interno”\, ovvero l’organo che de facto governava la città. I primi documenti che li riguardano risalgono al 1295. Le loro ricchezza provenivano prevalentemente dal commercio tessile con le Fiandre. Vennero riconosciuti come famiglia nobile bavarese nel 1628\, quando insieme alle famiglie Ligsalz e Bart\, ottennero la parificazione con la nobiltà.Tra i personaggi più importanti della famiglia vi furono Heinrich Ridler\, che fondò nel 1295 una delle più importanti istituzioni benefiche per l’assistenza delle donne. \n\n\n\nStemma. Campo dello scudo: di rosso\, alla fascia diagonale d’argento\, attraversata da una freccia nera disposta in sbarra. \n\n\n\n\n\n\n\nArchivio Arte Contemporanea329 4828149https://www.stefanogiovanazzi.euinfo@stefanogiovanazzi.eu
URL:https://www.communityarchives.art/evento/alberi-genealogici-e-archivi-familiari-provenienti-dalle-colleziono-della-biblioteca-civica-di-rovereto-a-cura-degli-archivisti-della-biblioteca/
LOCATION:Biblioteca Civica di Rovereto\, Corso Angelo Bettini\, 43\, Rovereto\, Trento\, 38068\, Italy
CATEGORIES:Arti Visive,Storia
ORGANIZER;CN="Fondazione Artieri 1852":MAILTO:info@fondazioneartieri1852.org
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260626T180000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260626T183000
DTSTAMP:20260621T050037Z
CREATED:20260619T093725Z
LAST-MODIFIED:20260621T050037Z
UID:862-1782496800-1782498600@www.communityarchives.art
SUMMARY:Stefano Giovanazzi: Alberi Genealogici e archivi familiari provenienti dalle collezioni della Biblioteca Civica di Rovereto
DESCRIPTION:Introduzione all’Esposizione. \n\n\n\nFra i documenti conservati presso l’archivio storico si possono apprezzare numerosi alberi genealogici\, alcuni decorati e colorati a mano\, e ricchi archivi familiari. Vanno particolarmente ricordate le genealogie elaborate da Quintilio Perini (1865-1942)\, farmacista\, noto bibliofilo e collezionista di monete e medaglie\, che svolse buona parte dei propri studi nel campo della numismatica e della genealogia\, ambiti nei quali darà alle stampe numerose pubblicazioni che gli varranno l’associazione ad istituzioni culturali internazionali.  \n\n\n\nStefano Giovanazzi \n\n\n\nDiplomato all’Istituto Magistrale Rovereto (TN) e di seguito all’Istituto Statale d’Arte\, Trento\, frequenta nei primi anni ‘80 l’Accademia di Belle Arti di Venezia\, dove si diploma in Pittura con l’artista Emilio Vedova. Fondatore e curatore di AAC Archivio Arte Contemporanea di Rovereto\, dal 1994 è presidente dell’associazione culturale Numero Civico. In più di trent’anni di attività ha curato centinaia di eventi legati all’arte e al pensiero contemporaneo. Numerose le collaborazioni con artisti\, musicisti e scrittori\, con musei e istituti culturali\, accademie\, con governi e istituzioni governative. Ha lavorato con Mario Airò\, Stefano Arienti\, Vincenzo Cabiati\, Andrea Crociani\, Francesco Dal Bosco\, Eva Marisaldi\, Chiyoko Miura\, Liliana Moro\, Fabio Polvani\, Luca Quartana\, Andrea Rabbiosi\, Federico Tanzi-Mira\, Grazia Toderi\, Marco Vaglieri\, Vedova Mazzei\, Francesco Voltolina; a curato esposizioni con opere di Rita Ackermann\, Richard Ambleton\, John Currin\, Joseph Kosuth\, Sean Landers\, Sherrie Levine\, Raymond Pettibon\, Richard Prince\, Jim Shaw\, Jeffrey Wallace. Ha curato eventi in collaborazione con il Senato della Repubblica Italiana\, Ministero per i Beni e le Attività Culturali\, Canadian Embassy\, Gobierno Vasco-Governo Basco (Spagna)\, Instituto Cervantes di Cultura (Spagna)\, The British Council (Gran Bretagna)\, Ministero della Cultura Francese\, Institut Français (Francia)\, Goethe Institut (Germania). Genealogista\, è responsabile di un esteso archivio genealogico\, “degli Alberi e delle Foglie”\, che raccoglie più di un milione di posizioni genealogiche. \n\n\n\n\n\n\n\nArchivio Arte Contemporanea329 4828149https://www.stefanogiovanazzi.euinfo@stefanogiovanazzi.eu
URL:https://www.communityarchives.art/evento/stefano-giovanazzi-alberi-genealogici-e-archivi-familiari-provenienti-dalle-colleziono-della-biblioteca-civica-di-rovereto/
LOCATION:Biblioteca Civica di Rovereto\, Corso Angelo Bettini\, 43\, Rovereto\, Trento\, 38068\, Italy
CATEGORIES:Archivi,Arti Visive,Storia
ORGANIZER;CN="Fondazione Artieri 1852":MAILTO:info@fondazioneartieri1852.org
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260626T170000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260626T180000
DTSTAMP:20260625T175223Z
CREATED:20260621T043328Z
LAST-MODIFIED:20260625T175223Z
UID:1007-1782493200-1782496800@www.communityarchives.art
SUMMARY:Roberto Adami: Genealogia di una casa. Osservazioni metodologiche per la ricostruzione storica delle vicende degli edifici
DESCRIPTION:Gli edifici sono delle costruzioni\, delle strutture edilizie realizzate dall’uomo\, destinate ad accogliere al suo interno persone o attività a queste connesse. Nascono sostanzialmente per dare una risposta alle diverse esigenze di vita degli uomini. La permanenza presso di esse di persone diverse nel corso del tempo lascia inevitabilmente delle tracce. Gli edifici diventano così dei testimoni che possono sopravvivere allo scorrere del tempo e raccontare le loro storie contribuisce a fare storia. \n\n\n\nRoberto Adami \n\n\n\nStorico e ricercatore\, laureato in Ingegneria Civile all’Università di Padova con una tesi in Storia dell’Architettura sull’attività edilizia in Val Lagarina nella prima metà del Seicento. Per oltre 30 anni responsabile delle biblioteche comunali di Villa Lagarina e Volano. Appassionato di storia locale e ottimo conoscitore dei fondi archivistici lagarini\, è autore di diverse pubblicazioni dedicate in particolare alla comunità di Volano e a quelle che insistono sul territorio della destra Adige. \n\n\n\n\n\n\n\nArchivio Arte Contemporanea329 4828149https://www.stefanogiovanazzi.euinfo@stefanogiovanazzi.eu
URL:https://www.communityarchives.art/evento/roberto-adami-genealogia-di-una-casa-osservazioni-metodologiche-per-la-ricostruzione-storica-delle-vicende-degli-edifici/
LOCATION:TSpace\, via Scuole\, 24\, Rovereto\, Trento\, 38068\, Italy
CATEGORIES:Architettura,Paesaggio,Storia
ORGANIZER;CN="Fondazione Artieri 1852":MAILTO:info@fondazioneartieri1852.org
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260626T163000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260702T170000
DTSTAMP:20260628T044940Z
CREATED:20260626T101604Z
LAST-MODIFIED:20260628T044940Z
UID:1392-1782491400-1783011600@www.communityarchives.art
SUMMARY:Community Archives Pantone 807 U: un manifesto di Maurizio Nannucci
DESCRIPTION:“Community Archives Pantone 807 U”\, in lingua inglese\, è il secondo manifesto che Maurizio Nannucci realizza per ‘Archivi di Comunità’. Stampato su carta usomano in una tiratura di 200 copie\, viene distribuito gratuitamente al pubblico in sala. \n\n\n\n\n\n\n\nMaurizio Nannucci \n\n\n\nNannucci\, Maurizio\, artista (Firenze 1939). Maurizio Nannucci si forma tra Firenze e Berlino e inizia la propria attività dalla metà degli anni Sessanta del Novecento nella poesia concreta e nella musica elettronica\, frequentando lo Studio di fonologia musicale S2FM di Pietro Grossi (1965/1969). Nel 1965 Nannucci realizza i “Dattilogrammi” pubblicati in varie antologie tra cui nel 1967 “Anthology of Concrete Poetry” di Emmett Williams; partecipa quindi alle esposizioni “Poesia concreta indirizzi concreti\, visuali e fonetici”\, organizzata dalla Biennale veneziana presso Ca’ Giustinian nel 1969\, e a “Concrete Poesie?” presso lo Stedelijk Museum di Amsterdam nel 1970. “Alfabetofonetico” inaugura un’antologia di testi a neon ancora in progress\, attuando una traslazione di campo d’intervento artistico dalla pagina bianca allo spazio urbano e architettonico\, indagato nelle sue strutture primarie per creare tensioni dialettiche tra i suoi punti di definizione spaziale (quali il pavimento\, le pareti e il soffitto). Nel 1969 realizza il suo primo neon multiplo\, “box”\, scritto con la propria grafia (costante della sua ricerca) e destinato a una scatola di multipli (“Multibox”) prodotta dalla prima realtà autogestita e non profit di artisti da lui co-fondata nel 1967 a Firenze: il Centro ricerche estetiche F/uno. L’opera è emblematica della sua ricerca\, oltre che per la tecnica\, anche perché indicativa della sua propensione a promuovere esperienze collettive\, centrate su un’etica\, d’ispirazione situazionista\, di partecipazione e di azione marginale rispetto al sistema ufficiale dell’arte\, che lo vede aprire\, sempre a Firenze\, gli spazi autogestiti e non profit Zona (1974/1985) e Base (1998). In una prospettiva rivolta alla creazione di un sistema più agevole per la diffusione delle idee e per un’informazione aggiornata e veloce sulla sperimentazione\, Nannucci cura la pubblicazione della rivista «Mèla» (1976/1981) ed edita multipli\, libri d’artista\, ed ephemera di altri artisti\, fondando con Mario Mariotti e Claudio Parmiggiani nel 1970 Exempla Editions (con cui però già dal 1967 edita i propri multipli e libri)\, e nel 1975 l’etichetta discografica Recorthings. Tale sensibilità verso le realtà editoriali alternative\, politicamente marginali rispetto all’istituzione\, emerge nella mostra da lui curata a Zona nel 1975 “Small Press Scene”\, e si applica alla creazione di un archivio personale composto da migliaia di documenti “concerning any artistic marginal practice from the 1960s up to our days”\, un progetto che è parte integrante della sua attività artistica come un “great collective and personal diary” sull’identità culturale del secondo Novecento. Recentemente la sua ricerca è stata presentata al MAXXI di Roma (Maurizio Nannucci. “Where to start from”\, 2015)\, al Museion di Bolzano e al Museo Marino Marini di Firenze (Maurizio Nannucci. “Top Hundred”\, 2015-2016). \n\n\n\n\n\n\n\nArchivio Arte Contemporanea329 4828149https://www.stefanogiovanazzi.euinfo@stefanogiovanazzi.eu
URL:https://www.communityarchives.art/evento/community-archives-pantone-807-u-un-manifesto-di-maurizio-nannucci/
LOCATION:TSpace\, via Scuole\, 24\, Rovereto\, Trento\, 38068\, Italy
CATEGORIES:Archivi,Arti Visive,Critica Teoria,Sociologia
ORGANIZER;CN="Fondazione Artieri 1852":MAILTO:info@fondazioneartieri1852.org
END:VEVENT
END:VCALENDAR