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Gino Gianuizzi: No Neon No Cry
2 Luglio ore 16:00 – 17:00 CEST
“Nel 1981, Neon si presentava sulla scena artistica bolognese senza un programma predeterminato, proponendosi come laboratorio di idee, a disposizione di artisti e curatori che volessero confrontarsi e sviluppare nuovi percorsi. La storia di Neon a Bologna: concepito come conseguenza del Settantasette, “spazio di utopia nato quando le utopie rivoluzionarie si scioglievano”, Neon nasceva dall’intuizione di Gino Gianuizzi, prendendo forma come esperienza originale e anticonformista.
In trent’anni di attività, operativo fino al 2011, lo spazio bolognese – condotto in via Solferino da Gianuizzi insieme a Francesca Alinovi, prima, e Roberto Daolio, poi – ha raccolto e favorito lo sviluppo di esperienze artistiche e sperimentazioni. Nel 2022 il MAMbo gli ha dedicato una mostra, da cui nel 2023 è nato il volume NO, NEON, NO CRY.
testo di Livia Montagnoli, che ringraziamo, pubblicato in https://www.artribune.com/

Gino Gianuizzi
Nel 1981 è tra i fondatori di neon, uno fra i primi spazi indipendenti in Italia. L’attività di neon ha attraversato tre decenni della vita culturale non soltanto della città di Bologna, ma dell’intero territorio regionale e del territorio nazionale. L’associazione culturale neon è una struttura indipendente che supporta e promuove la ricerca artistica contemporanea, con attenzione particolare al lavoro delle generazioni emergenti. Nasce nel 1981 a Bologna come artist’s space e a partire dal 1988 si definisce quale spazio espositivo, qualificandosi negli anni come piattaforma di sperimentazione autonoma in cui interagiscono artisti, critici e curatori; sviluppando in tal modo la capacità di generare un circuito di informazione rivolto al pubblico specializzato ma anche a un pubblico che non fa direttamente riferimento al sistema dell’arte. neon non è una galleria d’arte, non ha costituito una scuderia di artisti permanente: a volte è semplicemente un luogo di passaggio, stimolante e utile da inserire in curriculum; più spesso si può parlare di attraversamenti, e in questi casi i tempi si fanno più lunghi, ci si trova bene insieme, si scambiano anche idee e si costruiscono progetti; in alcuni casi, quando la simpatia è più forte, neon diventa uno spazio di condivisione. Dopo l’esperienza dell’Enfatismo e la collaborazione con Francesca Alinovi, a partire dal 1988 neon assume il carattere di spazio espositivo e dedica la propria attenzione alla promozione delle nuove generazioni di artisti, privilegiando la ricerca libera da condizionamenti di mercato. In questa fase neon promuove gli esordi di Maurizio Vetrugno, Maurizio Cattelan, Luca Vitone, Eva Marisaldi, Cesare Viel, Francesco Bernardi, Tommaso Tozzi, Alessandro Pessoli, Cuoghi Corsello, Marco Samoré, Alberto Zanazzo, Emilio Fantin, Giancarlo Norese, Mala, Formento e Sossella, Patrizia Giambi, M+M, Alessandra Tesi, Maurizio Bolognini, Italo Zuffi, Maurizio Mercuri, Dörte Meyer, Marcello Maloberti, Silvia Cini, Francesco Gennari, Massimo Uberti, Sergia Avveduti.
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