1 Luglio ore 12:00 – 12:30 CEST
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videoconferenza
2 Luglio ore 17:30 – 18:00 CEST
Archivorum
Archivorum è una piattaforma internazionale dedicata alla preservazione, attivazione e trasmissione degli archivi d’artista attraverso la ricerca, l’editoria e la formazione. Fondata in Lussemburgo dall’appassionata d’arte Mia Rigo, Archivorum nasce con l’intento di ripensare l’archivio come una struttura viva e in continua evoluzione, anziché come un deposito statico del passato. Il nome deriva dal termine latino per “archivio”, riflettendo un impegno verso la preservazione che dialoga attivamente con il presente e il futuro. Cresciuta a Modena, Mia è sempre stata circondata dai libri; sua madre ebbe un ruolo fondamentale nell’apertura di molte biblioteche della città. La storia di Archivorum comincia con una poesia di Oriol, dedicata alla “disperazione del collezionista” – il dolore di vedere opere un tempo amate disperse e dimenticate. Quella poesia divenne un voto. Mia trasformò quel sentimento in una missione: garantire che gli artisti e le loro creazioni vengano ricordati attraverso le loro stesse voci, e non soltanto attraverso le narrazioni degli altri. Da questa convinzione è nato Archivorum, un’associazione pubblica senza scopo di lucro dedicata a preservare le eredità degli artisti attraverso le loro parole, i loro libri e le loro testimonianze – affinché la memoria continui a vivere come una conversazione tra generazioni, e non come un’eco del passato. Archivorum è stato creato dal desiderio di lasciare che gli artisti parlino con le proprie parole, assicurando che le loro voci, insieme alle loro opere, possano durare nel tempo. Mia ha immaginato una visione dell’archivio più aperta e dinamica: una struttura che sostiene gli artisti e li accompagna nel portare avanti nel tempo il loro lavoro e le loro idee. Archivorum opera come una piattaforma che supporta gli artisti nel salvaguardare, attivare e trasmettere le loro eredità attraverso la ricerca, l’editoria e la formazione. Piuttosto che fissare opere e narrazioni, Archivorum mira a mantenerle in movimento – accessibili, in evoluzione e significative attraverso le generazioni.


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30 Giugno ore 10:00 – 2 Luglio ore 10:00 CEST
“Community Archives Pantone 802 U”, in lingua tedesca, è il terzo manifesto che Maurizio Nannucci realizza per ‘Archivi di Comunità’. Stampato su carta usomano in una tiratura di 200 copie, viene distribuito gratuitamente al pubblico in sala.

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1 Luglio ore 17:30 – 18:00 CEST
« Questo video è stupendo. L’intreccio perfetto di due mondi, così distanti e così vicini, che contengono al loro interno milioni di vite, di pensieri. Non riesco nemmeno a spiegare ciò che quest’opera evoca in me: troppe cose. Bellissimo. » Clementina Dal Bosco
“Archivi di Comunità” ospita un’opera di Francesco Dal Bosco dal titolo “Doppia Natura Morta”, un video a due canali stereo di 20′ di durata, del 2003. A presentare l’opera sarà Michele Dal Bosco, figlio di Francesco.

Michele Dal Bosco
Michele Dal Bosco è un regista, musicista e artista trentino. Ha partecipato all’organizzazione di esposizioni internazionali (Max Ernst, Leonardo Da Vinci, Rubens, Raffaello, Olivetti, Depero, Giotto, Chagall, Mirò, Donatello, Tintoretto) e ha collaborato con varie istituzioni culturali, fra cui il Museo Nazionale Gioacchino Rossini.
Francesco Dal Bosco
Francesco Dal Bosco (Trento, 26 agosto 1955 – Trento, 9 gennaio 2019) è stato un regista, sceneggiatore e produttore cinematografico italiano. Dal 1976 al 1983, in coppia con Fabrizio Varesco, è tra i protagonisti della scena teatrale d’avanguardia italiana, realizzando numerosi spettacoli in teatri e gallerie d’arte in Italia e in Europa (tra gli altri: Beat ’72, Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Palazzo delle Esposizioni a Roma; Out-Off, Accademia di Brera, Castello Sforzesco a Milano; Institute of Contemporary Art, Londra). Nel 1982 è tra i fondatori della cooperativa romana Missione Impossibile, che organizza nello stesso anno il festival “Ladri di Cinema”. Sempre nel 1982 gira in tre giorni a Bologna il lungometraggio La notte che vola, presentato agli Incontri cinematografici di Salsomaggiore Terme e a Rotterdam. Questo film vince il premio miglior film di ricerca al festival Filmaker di Milano e viene proiettato alla Cinèmathéque francais di Parigi. Nel 1991 dirige, in coppia con Stefano Consiglio, La camera da letto, un film di tre ore che vede Attilio Bertolucci leggere integralmente il suo poema omonimo davanti alla cinepresa. Il film viene proiettato al Festival di Venezia nel 1992 in quattro serate e viene mandato in onda da Fuori Orario, su RAI3, in una trasmissione non stop che dura una notte intera. Nel 1993 dirige il video Francis Bacon, trasmesso da RAI1 e pubblicato in VHS da Electa. Nel 1994 è il video 23 songs from the home presentato al Festival di Venezia e all’Istituto di Cultura di Toronto (Canada) nello stesso anno. Pubblica con Daniele Costantini nel 1995, per Pratiche Editrice, il librointervista Nuovo Cinema inferno, sul cinema di Dario Argento. Nel 2001 è ai Festival di Berlino, Edimburgo, Brisbane, Singapore, Manila con il lungometraggio Commesso Viaggiatore, interpretato da Claudio Bigagli e Maddalena Crippa. Del 2003 è il documentario Jackson song, video ufficiale della mostra di Jackson Pollock al Museo Correr di Venezia dello stesso anno. Nel 2005 e 2006 filma per il Centro Servizi Culturali S.Chiara di Trento i reading di Lawrence Ferlinghetti e Jack Hirschman. Sempre nel 2006, presenta al Festival di Pesaro il video Niente è vero Tutto è Permesso. Nel 2008 realizza a Roma il film Apocalisse, presentato al Religion Today Film Festival Trento e al CINESPI di Louvain La Neuve, Belgio. Nel 2012 firma con Stefano Consiglio il documentario Il Centro, prodotto con la BiBi Film di Roma e RAI3.
FILM E VIDEO. FILMOGRAFIA PARZIALE
STANZE, 1980, Super8mm, Collective for living cinema, New York LA NOTTE CHE VOLA, 1982, 16mm, B&N, 85’, prod. Missione Impossibile. Festival di Salsomaggiore 1982, Premio Filmaker Milano 1983, Cinematheque Francaise Henri Langlois, 1983, Festival di Rotterdam 1983, Parigi 1983; trasmesso da RAI3 FOGLIE MORTE, 1984, Video, Colore, 30’, prod. Francesco Dal Bosco, Festival di Salsomaggiore 1984, Filmaker Milano1985, Locarno film e video festival 1985 TRAMONTO ROSSO, 1985, 16mm, B&N, 86’, prod. Missione Impossibile Festival di Salsomaggiore 1985, Filmaker Milano1985, Festival di Bellaria 1985 LA CAMERA DA LETTO, 1992, Video, Colore, 540’, prod. The Film Company (co-regia Stefano Consiglio) 49a Mostra del cinema di Venezia 1992, Prix Italia, Parma 1992; trasmesso da RAI1 e da RAI3 FRANCIS BACON, 1993, Video, Colore, 40’, prod. Film Work Museo d’Arte Moderna, Lugano “Francis Bacon” 1993 trasmesso da RAI1 23 SONGS FROM THE HOME, 1994, Video, Colore, 40’, prod. Film Work 51a Mostra del cinema di Venezia 1994, Istituto Italiano di Cultura, Toronto 1994, Festival Arcipelago 1995 STATO DI QUIETE, 1996, Video, Colore, 80’, prod. Francesco Dal Bosco Studio; Festival Internazionale della Montagna, Trento 1998 FANTASMA, 1997, Video, Colore, 60’, prod. Francesco Dal Bosco Studio Festival Senzatitolo, Rovereto (TN) 1997 Galleria Civica d’Arte Contemporanea Trento 2001 IL CORO, 1997, Video, Colore, 65’, Prod. Francesco Dal Bosco Studio, Festival internazionale della Montagna, Trento 1998 COMMESSO VIAGGIATORE, 2000, 35mm, B&N/Colore, 95’, Prod. Monti Pallidi Film Festival, Internazionale di Berlino 2001, Festival Internazionale di Edimburgo 2001, Festival Internazionale di Brisbane 2001, Festival Internazionale di Singapore 2002, Festival Internazionale di Manila 2002, “Discovering the new italian cinema” New York 2004; trasmesso da SKY JACKSON SONG, 2002, Video, Colore, 45’, prod. Francesco Dal Bosco Studio Palazzo Correr, Venezia, “Jackson Pollock” aprile-giugno 2002; Festival di Palazzo Venezia 2004 LIGHT OF THE DEAD, 2002, Video, Colore, 13’, prod. Francesco Dal Bosco Studio Galleria Civica d’Arte Contemporanea, “Parole, parole, parole” Trento 2002 FRAGILE (Voci dal teatro dopo l’11 settembre), 2002, Video, Colore, 85’, prod. Francesco Dal Bosco Studio/Centro S. Chiara Trento, Piazza Duomo 11 settembre 2002 DOPPIA NATURA MORTA, 2003, Colore, Video 2 canali, 18’, Prod. Francesco Dal Bosco Studio TOLEDO, 2004, Video, B&N, 17’, prod. Francesco Dal Bosco Studio, MAN Museo Provinciale d’Arte Nuoro, “(In)visibile-(In)corporeo” luglio-settembre 2005 “Strade Bianche”, Casale Marittimo (Pistoia) Luglio 2006 MIRACLE, 2004, Video, Colore, 4’, Prod. Francesco Dal Bosco Studio Galleria Civica d’Arte Contemporanea, Trento giugno 2005. SEIZERO/SEINOVE, 2005, Video, Colore, 3’, Prod. Francesco Dal Bosco Studio Museo civico Riva del Garda, “I Sessanta. Costume e Società”, maggio-ottobre 2005. CORRENTE CONTINUA, 2005, Video, Colore, 73’, Prod. Francesco Dal Bosco Studio/Provincia Autonoma di Trento. NIENTE È VERO TUTTO È PERMESSO, 2005, Video, Colore, 39’, Prod. Francesco Dal Bosco Studio; Festival Nuovo Cinema Pesaro 2006. L’ORA AZZURRA DELL’OMBRA, 2007, Video, Colore, 67’, Prod. Francesco Dal Bosco Studio/Provincia Autonoma di Trento. APOCALISSE, 2010, Video, Colore, 88’, Prod. Francesco Dal Bosco Studio; Religion Today Festival Trento 2010; CINESPI Louvain La Neuve (Belgio) 2010. IL LAVORO DELL’ARTISTA, 2011, Video, Colore, 64’, Prod. Francesco Dal Bosco Studio; (La Magnifica ossessione) Mart, Rovereto 2013. IL CENTRO, 2012, Video, Colore, 70’, Prod. Francesco Dal Bosco Studio e BiBi Film (coregia di Stefano Consiglio); Bologna, Cinema sotto le stelle 2013; trasmesso da RAI3. AMNESIA (I MORTI RITORNANO), 2014, Video, 30’, Prod. Francesco Dal Bosco Studio, Galleria Wurmkos, Sesto San Giovanni (MI).
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4 Luglio ore 10:00 – 11:00 CEST
Il Museo Miniscalchi-Erizzo, sede dell’omonima Fondazione istituita nel 1964, si trova in un complesso di edifici di impianto tardo medievale nel cuore della città di Verona, tra Piazza delle Erbe e il Duomo. La sua variegata collezione include fossili, reperti etruschi e romani, dipinti, disegni antichi, sculture, bronzi e placchette, ma anche maioliche, porcellane, mobili antichi, armi e armature, oltre a una stupefacente biblioteca e agli archivi di famiglia. La raccolta ha una storia stratificata, è frutto e conseguenza della fusione tra quelle di diverse famiglie e una componente fondamentale è costituita da quel che resta della celebre Wunderkamme costituita dall’erudito scaligero Ludovico Moscardo tra il 1630 circa e il 1681. L’intervento ripercorrerà e si focalizzerà in principale sulle vicende relative a quest’ultima parte della raccolta, alla sua parziale dispersione, e alle memorie che ancora essa conserva e ci consente di ricostruire.
Thomas Dalla Costa
Storico dell’arte e curatore, Thomas Dalla Costa si è formato presso l’Università di Verona, dove ha conseguito il Dottorato di ricerca nel 2012. Nel 2014 è stato assistente curatore presso il Museo di Castelvecchio di Verona, tra 2019 e 2020 ha lavorato come Curatorial Fellow presso la National Gallery di Londra, mentre tra 2022 e 2025 come curatore aggiunto presso il Museo Miniscalchi-Erizzo di Verona. Ha curato e contribuito a diverse esposizioni, in Italia e all’estero: Verona, Venezia, Londra, Mosca, Madrid, Vienna. Thomas ha ricevuto diverse borse di studio da enti di ricerca internazionali, tra cui la Fondazione Ermitage Italia, Save Venice Inc., e dal Getty Museum (nell’ambito del The Getty Paper Project). Ha pubblicato numerosi contributi in riviste, libri e cataloghi di mostra, riguardanti: la storia della critica e della pittura veneta tra XV e XVII secolo; l’organizzazione delle botteghe artistiche venete; l’uso e la funzione rivestita dal disegno nei processi creativi degli artisti veneziani del Cinque e Seicento. Thomas altresì all’attivo la curatela o co-curatela di volumi che si concentrano sulle succitate tematiche, come il recente Venetian Disegno. New Frontiers 1420-1620, curato con Maria Aresin (Paul Holberton Publishing, 2024), e il Catalogo ragionato dei disegni – Fondazione Museo Miniscalchi-Erizzo (Silvana Editoriale, 2025). Inoltre, è autore del volume monografico intitolato “Venere e Adone” di Tiziano. Arte, cultura e società tra Venezia e l’Europa (Marsilio, 2019). Attualmente è responsabile scientifico delle attività di ricerca ed espositive legate alle celebrazioni per il 450° anniversario della morte di Tiziano, un progetto biennale che investiga l’uso e la funzione del paesaggio nell’arte del Cadorino.
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26 Giugno ore 16:30 – 2 Luglio ore 17:00 CEST
“Community Archives Pantone 807 U”, in lingua inglese, è il secondo manifesto che Maurizio Nannucci realizza per ‘Archivi di Comunità’. Stampato su carta usomano in una tiratura di 200 copie, viene distribuito gratuitamente al pubblico in sala.

Maurizio Nannucci
Nannucci, Maurizio, artista (Firenze 1939). Maurizio Nannucci si forma tra Firenze e Berlino e inizia la propria attività dalla metà degli anni Sessanta del Novecento nella poesia concreta e nella musica elettronica, frequentando lo Studio di fonologia musicale S2FM di Pietro Grossi (1965/1969). Nel 1965 Nannucci realizza i “Dattilogrammi” pubblicati in varie antologie tra cui nel 1967 “Anthology of Concrete Poetry” di Emmett Williams; partecipa quindi alle esposizioni “Poesia concreta indirizzi concreti, visuali e fonetici”, organizzata dalla Biennale veneziana presso Ca’ Giustinian nel 1969, e a “Concrete Poesie?” presso lo Stedelijk Museum di Amsterdam nel 1970. “Alfabetofonetico” inaugura un’antologia di testi a neon ancora in progress, attuando una traslazione di campo d’intervento artistico dalla pagina bianca allo spazio urbano e architettonico, indagato nelle sue strutture primarie per creare tensioni dialettiche tra i suoi punti di definizione spaziale (quali il pavimento, le pareti e il soffitto). Nel 1969 realizza il suo primo neon multiplo, “box”, scritto con la propria grafia (costante della sua ricerca) e destinato a una scatola di multipli (“Multibox”) prodotta dalla prima realtà autogestita e non profit di artisti da lui co-fondata nel 1967 a Firenze: il Centro ricerche estetiche F/uno. L’opera è emblematica della sua ricerca, oltre che per la tecnica, anche perché indicativa della sua propensione a promuovere esperienze collettive, centrate su un’etica, d’ispirazione situazionista, di partecipazione e di azione marginale rispetto al sistema ufficiale dell’arte, che lo vede aprire, sempre a Firenze, gli spazi autogestiti e non profit Zona (1974/1985) e Base (1998). In una prospettiva rivolta alla creazione di un sistema più agevole per la diffusione delle idee e per un’informazione aggiornata e veloce sulla sperimentazione, Nannucci cura la pubblicazione della rivista «Mèla» (1976/1981) ed edita multipli, libri d’artista, ed ephemera di altri artisti, fondando con Mario Mariotti e Claudio Parmiggiani nel 1970 Exempla Editions (con cui però già dal 1967 edita i propri multipli e libri), e nel 1975 l’etichetta discografica Recorthings. Tale sensibilità verso le realtà editoriali alternative, politicamente marginali rispetto all’istituzione, emerge nella mostra da lui curata a Zona nel 1975 “Small Press Scene”, e si applica alla creazione di un archivio personale composto da migliaia di documenti “concerning any artistic marginal practice from the 1960s up to our days”, un progetto che è parte integrante della sua attività artistica come un “great collective and personal diary” sull’identità culturale del secondo Novecento. Recentemente la sua ricerca è stata presentata al MAXXI di Roma (Maurizio Nannucci. “Where to start from”, 2015), al Museion di Bolzano e al Museo Marino Marini di Firenze (Maurizio Nannucci. “Top Hundred”, 2015-2016).
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Maurizio Nannucci non sarà presente all’evento
23 Giugno ore 10:00 – 2 Luglio ore 18:00 CEST
Maurizio Nannucci è stato invitato ad esercitare lo stile che lo contraddistingue sull’immagine pubblica [brand identity] del progetto solo apparentemente utopico di “Archivi di Comunità”. La proposta visiva che ne è nata innesta Archivi di Comunità sull’idea di ‘mondo’ come luogo di ‘riflessione anomala’ – una linea che specchia ‘diversamente’ – e il programma di eventi proposti come occasioni di messa in prova, ipotesi di teorie e pratiche del divenire, di progetti, promesse e consegne come desideri, stati d’animo, forme di pensiero impermanente. Il manifesto Archivi di Comunità Pantone 811 U, in lingua italiana, stampato su carta usomano nel formato 680 x 940 mm utilizzando il colore Pantone 811 U, verrà distribuito gratuitamente al pubblico presente in sala.

Zona Archives Zona non profit spazio d’arte
Firenze 1974/1985. Fondata nel 1974 a Firenze, Zona rappresenta un esempio unico di spazi d’arte non profit, gestiti da artisti, riconosciuti a livello internazionale. Situata nel quartiere storico di San Niccolò, l’attività di Zona si è intrecciata con i movimenti d’arte sperimentale degli anni ’70 e ’80: arte multimediale, poesia concreta, arte concettuale, performance, in contrasto con la vita quotidiana del quartiere. In linea con la sua missione – mostrare lavori interdisciplinari a livello internazionale – il programma di Zona cercava un incrocio tra arte visiva sperimentale, musica, architettura e poesia. L’obiettivo di superare i confini tradizionali tra le discipline si realizzava attraverso un’organizzazione radicale e anti-accademica, e confrontando il pubblico con spunti insoliti su sperimentazioni artistiche e esperienze multifacetiche che anticipavano gli sviluppi nelle arti visive. Le attività di Zona comprendevano oltre 250 esposizioni/eventi, oltre a pubblicazioni ed edizioni di Zona. Nel 1981, ZonaRadio è diventata online, trasmettendo musica e suoni nuovi di artisti. “Zona People” formava un collettivo flessibile, senza programmazione a lungo termine. La flessibilità era importante poiché non c’era supporto finanziario né da sponsor privati né da istituzioni pubbliche. Il programma di Zona era completamente autofinanziato dai membri dello spazio. Zona ha sviluppato una rete internazionale che promuoveva nuovi movimenti artistici e apriva alla possibilità di uno scambio globale tra artisti, critici d’arte e pubblico. Fondatori: Maurizio Nannucci, Paolo Masi, Mario Mariotti, Giuseppe Chiari, Massimo Nannucci, Albert Mayr, Alberto Moretti, Gianni Pettena. Organizzazione: Lo spazio d’arte senza scopo di lucro Zona è stato fondato e organizzato da artisti, musicisti, poeti e architetti che vivevano e lavoravano a Firenze. Missione: Creare una rete globale di pratiche artistiche interdisciplinari e mostrare l’arte sperimentale internazionale a Firenze. Programma: Movimenti artistici avanguardisti degli anni ’70 e ’80, cinema e video, arte concettuale, Fluxus, performance, poesia concreta e sonora, architettura radicale, artist’ books e piccole edizioni, audioworks, ZonaRadio.
Maurizio Nannucci
Nannucci, Maurizio, artista (Firenze 1939). Maurizio Nannucci si forma tra Firenze e Berlino e inizia la propria attività dalla metà degli anni Sessanta del Novecento nella poesia concreta e nella musica elettronica, frequentando lo Studio di fonologia musicale S2FM di Pietro Grossi (1965/1969). Nel 1965 Nannucci realizza i “Dattilogrammi” pubblicati in varie antologie tra cui nel 1967 “Anthology of Concrete Poetry” di Emmett Williams; partecipa quindi alle esposizioni “Poesia concreta indirizzi concreti, visuali e fonetici”, organizzata dalla Biennale veneziana presso Ca’ Giustinian nel 1969, e a “Concrete Poesie?” presso lo Stedelijk Museum di Amsterdam nel 1970. “Alfabetofonetico” inaugura un’antologia di testi a neon ancora in progress, attuando una traslazione di campo d’intervento artistico dalla pagina bianca allo spazio urbano e architettonico, indagato nelle sue strutture primarie per creare tensioni dialettiche tra i suoi punti di definizione spaziale (quali il pavimento, le pareti e il soffitto). Nel 1969 realizza il suo primo neon multiplo, “box”, scritto con la propria grafia (costante della sua ricerca) e destinato a una scatola di multipli (“Multibox”) prodotta dalla prima realtà autogestita e non profit di artisti da lui co-fondata nel 1967 a Firenze: il Centro ricerche estetiche F/uno. L’opera è emblematica della sua ricerca, oltre che per la tecnica, anche perché indicativa della sua propensione a promuovere esperienze collettive, centrate su un’etica, d’ispirazione situazionista, di partecipazione e di azione marginale rispetto al sistema ufficiale dell’arte, che lo vede aprire, sempre a Firenze, gli spazi autogestiti e non profit Zona (1974/1985) e Base (1998). In una prospettiva rivolta alla creazione di un sistema più agevole per la diffusione delle idee e per un’informazione aggiornata e veloce sulla sperimentazione, Nannucci cura la pubblicazione della rivista «Mèla» (1976/1981) ed edita multipli, libri d’artista, ed ephemera di altri artisti, fondando con Mario Mariotti e Claudio Parmiggiani nel 1970 Exempla Editions (con cui però già dal 1967 edita i propri multipli e libri), e nel 1975 l’etichetta discografica Recorthings. Tale sensibilità verso le realtà editoriali alternative, politicamente marginali rispetto all’istituzione, emerge nella mostra da lui curata a Zona nel 1975 “Small Press Scene”, e si applica alla creazione di un archivio personale composto da migliaia di documenti “concerning any artistic marginal practice from the 1960s up to our days”, un progetto che è parte integrante della sua attività artistica come un “great collective and personal diary” sull’identità culturale del secondo Novecento. Recentemente la sua ricerca è stata presentata al MAXXI di Roma (Maurizio Nannucci. “Where to start from”, 2015), al Museion di Bolzano e al Museo Marino Marini di Firenze (Maurizio Nannucci. “Top Hundred”, 2015-2016).
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30 Giugno ore 16:00 – 16:30 CEST
L’intervento ripercorre l’esperienza della Cineteca della Fondazione Museo storico del Trentino a partire da una riflessione sul passaggio dal film di famiglia al film di comunità, un percorso maturato nel corso di quasi trent’anni di attività tra archivio, ricerca storica e restituzione pubblica. L’archivio dei film di famiglia nasce inizialmente dall’esigenza di recuperare, salvaguardare e digitalizzare pellicole amatoriali in formato ridotto — 8mm, Super8 e 16mm — conservate nelle case delle famiglie trentine. Fin dai primi progetti di storia orale e, in particolare, con l’esperienza delle Memorie di comunità, è emerso con chiarezza come questi materiali non rappresentassero soltanto documenti privati legati alla memoria familiare, ma custodissero un patrimonio visivo capace di raccontare in modo straordinariamente diretto le trasformazioni del territorio e delle comunità. Dentro queste immagini si ritrovano paesaggi oggi profondamente mutati, pratiche agricole e forestali scomparse, momenti di socialità, rituali collettivi, forme di lavoro e di relazione che appartengono alla storia recente del Trentino. Progressivamente è quindi maturata la consapevolezza che queste pellicole raccontassero molto più della storia di una singola famiglia: raccontavano la storia di una comunità. Da qui nasce il passaggio concettuale dal film di famiglia al film di comunità. Un passaggio che ridefinisce anche il ruolo della Cineteca, non più intesa soltanto come luogo di conservazione di materiali audiovisivi, ma come spazio relazionale dove archivio, memoria e ricerca si incontrano. La vera specificità della Cineteca risiede infatti nel fatto che i fondi raccolti non sono mai disgiunti dalle persone, dalle famiglie e dalle comunità che li hanno prodotti e custoditi nel tempo. Attraverso il lavoro di raccolta, digitalizzazione, contestualizzazione storica e restituzione pubblica, immagini nate in ambito privato tornano così a vivere nello spazio collettivo, trasformandosi in fonti storiche e strumenti di public history. In questa prospettiva la Cineteca diventa non solo luogo di conservazione, ma laboratorio di conoscenza e di narrazione condivisa del territorio.

Estate alpina di Tommasino Andreatta

Estate in Valfloriana di Paolo Arnoldi
Lorenzo Pevarello
Lorenzo Pevarello è autore, regista e ricercatore presso la Fondazione Museo storico del Trentino, dove è responsabile della Cineteca. Attivo da oltre trent’anni nel campo della documentazione audiovisiva e della produzione documentaria, ha sviluppato il proprio percorso professionale tra regia, ricerca storica e valorizzazione della memoria visiva. Dopo le prime esperienze come operatore cinematografico e direttore della fotografia, ha lavorato come autore e regista nel campo della documentaristica storica, artistica e antropologica, realizzando oltre cento opere selezionate in festival nazionali e internazionali. Parallelamente ha maturato una lunga esperienza nella raccolta di testimonianze orali, conducendo oltre mille interviste audiovisive dedicate alla storia sociale del Novecento, alla montagna, al lavoro, all’’agricoltura e alle trasformazioni del territorio trentino. All’interno della Fondazione Museo storico del Trentino è tra i promotori delle campagne di recupero e digitalizzazione dei filmati a passo ridotto che hanno portato alla nascita dell’archivio dei film di famiglia. Il suo lavoro si concentra oggi sul rapporto tra archivio audiovisivo, storia orale e public history, con particolare attenzione ai processi di restituzione pubblica delle memorie di comunità.
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30 Giugno ore 15:30 – 16:00 CEST
La biblioteca della Fondazione Bruno Kessler possiede un fondo antico, archivi personali, biblioteche personali e di enti e istituzioni, registrazioni audio dei convegni dei centri di ricerca ISIG-Istituto Storico Italo-Germanico e ISR-Centro per le Scienze Religiose, carte geografiche e microfilm. I fondi donati alla Biblioteca sono trattati, ordinati e catalogati nel rispetto della loro integrità e del vincolo archivistico; dai fondi librari sono rimossi, fisicamente ma non gestionalmente, solamente i volumi antichi per garantirne la tutela alle adeguate condizioni ambientali. Nel caso in cui di uno stesso soggetto siano presenti un complesso biblioteconomico e archivistico, viene facilitato il dialogo tra i due fondi.
[https://biblio.fbk.eu/archivi/]
Matteo Fadini
Matteo Fadini, Responsabile della Biblioteca e Editoria FBK. Ha conseguito il dottorato di ricerca in Studi letterari, linguistici e filologici presso l’Università di Trento e il diploma di Archivistica, paleografia e diplomatica presso l’Archivio di Stato di Bolzano; è stato ricercatore presso l’Università di Trento, docente a contratto presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e collaboratore presso l’Universal Short Title Catalogue di St Andrews (Scotland). I suoi interessi di ricerca riguardano la letteratura italiana del Cinquecento, la storia del libro e delle biblioteche e la digitalizzazione dei beni archivistico-librari. Ha curato diversi progetti di digitalizzazione di riviste scientifiche, tra i quali “HeyJoe-History, Religion and Philosophy Journals Online Access” (https://heyjoe.fbk.eu/), i cui contenuti da poco hanno raggiunto 1 milione di download, e quelli riguardanti risorse audio storiche e monografie scientifiche e culturali (https://archive.org/details/biblio-fbk?sort=-downloads).
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2 Luglio ore 17:00 – 17:30 CEST
Il progetto di allestimento della mostra su Luigi Bonazza al MART del 2026, elaborato da Ruffo Wolf, è occasione concreta per condurre alcune riflessioni sul ruolo dei “riferimenti” in uno specifico progetto. In questo caso la forte presenza della cultura secessionista nella formazione del pittore dà luogo a una serie di riferimenti culturali che diventano “materiali” sottesi al progetto, senza mai cedere a ingenui formalismi o questioni di “stile”.
Ruffo Wolf
Ha studiato architettura allo IUAV di Venezia dove ha svolto anche attività didattica. Dal 2002 al 2015 è stato assistente e poi professore incaricato di progettazione architettonica e urbana presso il Politecnico di Milano. Ha tenuto lezioni e conferenze in alcune università fra le quali Politecnico di Milano, Università di Venezia, T.U. di Innsbruck, Tongji University di Shanghai. È RIBA Chartered Member (Royal Institute of British Architects- UK); è membro ARB (Architects Registration Board – UK); è iscritto all’Ordine degli Architetti di Trento. È titolare dello studio di architettura RWA_RUFFO WOLF ARCHITETTI con sede a Rovereto, Milano, Vienna. Ha progettato in Austria, Brasile, Cina, Germania, India, Italia, Qatar, Polonia, Romania, Rwanda, Russia, Vanuatu, Zambia. Dal 2012 al 2015 ha progettato oltre 60 shops per i brands GIORGIO ARMANI in molte città del mondo. Ha recentemente progettato la nuova sede PASTIFICIO FELICETTI in Val di Fiemme, la nuova sede VALMORA Acque Minerali a Torino, la nuova sede FLIS Biscotti a Varsavia.Nel 2023 è stato selezionato con Architettura21 dalla FFG (Agenzia Austriaca per la promozione della Ricerca) per un progetto “Impact Innovation” per la riqualificazione di un edificio di 100 appartamenti a Vienna. Ha pubblicato “Sequenze – Architetture” (Alinea, Firenze 2002); “RWA_WIP – Citogenesi e altri progetti” (List/Actar, Roma/Barcellona, 2007). È membro fondatore di SINERGIE – Gruppo Interprofessionale con sede in Trentino. È diplomato in musica. Attualmente è direttore della divisione RWA_architettura della produzione, in Lombardini22 – Milano.
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