Caricamento Eventi

« Tutti gli Eventi

  • Questo evento è passato.

Ginevra Rapex: Teche RAI

in videoconferenza da Roma

24 Giugno ore 10:30 11:00 CEST

Nell’intervento verranno presentate la storia e le attività di Rai Teche, la struttura incaricata della conservazione, catalogazione e valorizzazione del patrimonio audiovisivo e documentario della Rai. Si parlerà delle Biblioteche Rai, della loro evoluzione storica, delle principali collezioni conservate e del loro ruolo come centri di ricerca e documentazione per studiosi, studenti e professionisti. Saranno presentati anche i cambiamenti organizzativi avvenuti nel 2026 e le attività di tutela e gestione del patrimonio culturale aziendale. L’intervento approfondirà infine alcune scoperte documentarie emerse durante il riordino delle raccolte, mostrando come gli archivi possano offrire nuove prospettive sulla storia della radio e della televisione italiana. Infine, verranno illustrati esempi concreti di valorizzazione del patrimonio Rai, attraverso progetti culturali, attività di ricerca, iniziative divulgative e collaborazioni per mostre ed eventi.

Ginevra Rapex

Ginevra Rapex è nata a Roma nel 1978. Laureata in Lettere Classiche nel 2003 presso l’Università di RomaTre, ha conseguito un Master in Art and Culture Management presso il MART di Rovereto con la Trento School of Management (TSM) di Trento nel 2004. Dopo un tirocinio presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma svolto nel 2007, nel 2009 ha conseguito il diploma in Biblioteconomia presso l’Università La Sapienza di Roma. Dal 2013 lavora presso le Teche Rai, dapprima nel settore della Documentazione e dal 2024 presso le Bibliomediateche Rai di Roma. Attualmente lavora nella Biblioteca di Comunicazioni di massa che si trova nel centro di produzione di via Teulada 66. Nel 2019 ha rappresentato l’azienda intervenendo alla 50esima conferenza annuale dello IASA (International Association of Sound and Audiovisual Archives), in Olanda, incentrata sulla conservazione degli archivi audiovisivi. Nel 2021 ha pubblicato con la casa editrice Il Convivio un romanzo biografico sulla figura del nonno, magistrato in Tripolitania e console giudice a Shangai nella prima metà del Novecento.

Continua a leggere

La nascita delle Teche

L’istituzione della Direzione Teche risale al 1996, un momento decisivo nella storia aziendale, in quanto, in precedenza, la gestione e la catalogazione di quanto prodotto o posseduto dalla RAI a vario titolo erano di pertinenza dei centri di produzione televisivi e radiofonici. Tali strutture produttive, proiettate a dirigere tutti i loro sforzi verso la messa in onda quotidiana, non potevano dedicare alla conservazione e alla catalogazione del materiale storico che risorse limitate.

L’idea di costituire un centro archivistico con la specifica missione dell’archiviazione del materiale aziendale televisivo, radiofonico, cartaceo e di altra natura era affiorata in realtà più volte sin dagli anni Ottanta, ma fu Barbara Scaramucci, prima direttrice di RAI Teche, che appunto nel 1996 riuscì nell’impresa. Assistita dall’allora Consiglio d’amministrazione presieduto dal professor Roberto Zaccaria, da un team di dirigenti di fiducia, dal Centro Elettronico Aziendale di Torino e dal corpo dei documentatori aziendali, ideò e mise in atto il progetto di procedere a una catalogazione del materiale aziendale con criteri univoci, coinvolgendo i supporti conservati e iniziandone il processo di digitalizzazione. L’attività riguardava gli archivi televisivi, radiofonici, musicali, cartacei (biblioteca, spartiti e partiture, copioni) e persino il magazzino costumi e attrezzi di scena. Il risultato più significativo di questa attività è stato l’avvio fra il 1999 e il 2000 del Catalogo Multimediale, un catalogo che includeva tutto il materiale aziendale e che presentava accanto alla scheda informativa l’accesso al contenuto multimediale audiovisivo. Programmisti e registi hanno avuto così una straordinaria facilitazione nel ritrovare materiali di repertorio, anche da riutilizzare per nuove trasmissioni. L’attuale impianto e la grafica del Catalogo multimediale risalgono invece al 2013.

Per quanto riguarda gli archivi cartacei (oltre alle collezioni di libri e riviste, come ora vedremo, nonché il Radiocorriere, gli spartiti musicali, etc.), una menzione speciale merita la raccolta dei copioni radiofonici, che vanta circa 90.000 titoli, alcuni dei quali risalenti al periodo fascista, epoca in cui le registrazioni non venivano praticamente mai eseguite e che, per questo, costituiscono una delle principali fonti per la ricostruzione della programmazione del tempo.

Attualmente la Direzione Teche è organizzata al suo interno nelle seguenti Strutture: Digitalizzazione Supporti e Preservazione, Documentazione Digitale e Bibliomediateche, Customer Service, Supporto Editoriale, Gestione Diritti d’Autore e Diritti Connessi, Archivio Diritti. La Digitalizzazione supporti e preservazione provvede al riversamento in alta definizione del posseduto audiovisivo al fine di raggiungere la digitalizzazione di tutto il patrimonio Rai. La Documentazione si occupa del recupero di tutto il trasmesso giornaliero, televisivo e radiofonico, nonché di tutto il pregresso, il cosiddetto “storico”, un lavoro che prevede che ogni risorsa documentata sia corredata da un’analisi contenutistica (con l’utilizzo, fra l’altro, di parole chiave che si rifanno al principio della nominalizzazione), necessaria per il reperimento dei documenti all’interno del Catalogo multimediale. Oggigiorno la grande sfida di questo settore è quella di aver cominciato a utilizzare l’intelligenza artificiale, che presto porterà a nuovi approcci e a un possibile snellimento nella lavorazione di tutto il materiale. Il Customer service è la struttura che si occupa di interfacciarsi tra Rai e l’esterno, ossia enti, fondazioni, istituzioni, ma anche privati, che richiedano copia di materiale senza scopo di lucro e a fine principalmente di natura culturale. Il Supporto Editoriale è il settore produttivo di Rai Teche, che ne rappresenta un canale sempre più in crescita, contribuendo a consentire la fruizione pubblica e gratuita del patrimonio Rai attraverso non solo la piattaforma RaiPlay, ma anche sul sito dedicato di Rai Teche https://www.teche.rai.it/. L’area Gestione Diritti d’Autore e Diritti Connessi, insieme all’Archivio Diritti, consente infine invece la corretta movimentazione e divulgazione, a livello legislativo, di qualunque documento audiovisivo.

Le Biblioteche Rai

Le Biblioteche Rai costituiscono il principale punto di accesso al patrimonio culturale dell’azienda. Sono rivolte a studiosi, studenti, ricercatori, autori e a tutti coloro che desiderano consultare le raccolte librarie e periodiche della Rai, le pubblicazioni interne e il Catalogo multimediale delle Teche. Attraverso queste risorse è possibile ripercorrere la storia della radio e della televisione italiana e osservare l’evoluzione culturale e linguistica del Paese.

Attualmente sono aperte al pubblico due sedi: la Mediateca “Dino Villani” di Torino, situata in via Verdi 31, e la Biblioteca di Comunicazioni di Massa, in via Teulada 66 a Roma. L’accesso avviene su appuntamento, da richiedere tramite posta elettronica, secondo una suddivisione che prevede per il Nord Italia il riferimento alla Biblioteca di Torino e per il Centro-Sud a quella di Roma.

La Biblioteca Paolo Giuntella

La Biblioteca Paolo Giuntella, oggi temporaneamente chiusa, nacque alla fine degli anni Quaranta nella sede Rai di via delle Botteghe Oscure come supporto alle attività radiofoniche e, successivamente, televisive. Nel 1952 fu trasferita presso l’Hotel de Russie in via del Babuino e nel 1966 trovò la sua collocazione definitiva nel nuovo complesso di Viale Mazzini.

La sua posizione centrale all’interno dell’edificio non fu casuale: la biblioteca venne concepita come uno dei punti fondamentali dell’azienda, simbolo della funzione culturale e informativa svolta dal servizio pubblico radiotelevisivo.

Il patrimonio conservato comprende oltre 80.000 volumi e circa 400 periodici. Le raccolte hanno da sempre rappresentato una risorsa preziosa sia per la produzione dei programmi Rai sia per studenti e ricercatori. Oltre ai settori della comunicazione, della radio, della televisione, del cinema, del teatro e del giornalismo, la biblioteca possiede una ricchissima selezione di opere dedicate alla musica, all’arte, alla letteratura, alla storia, alla politica, alla filosofia e alla sociologia. In alcune sezioni sono inoltre presenti volumi antichi e di pregio.

Una parte importante delle collezioni deriva dalla donazione di Fulvio Palmieri, direttore del secondo programma radiofonico negli anni Cinquanta. Negli anni Sessanta l’incremento del patrimonio librario fu seguito da una commissione composta da importanti intellettuali e scrittori italiani. Anche il primo catalogo a stampa della biblioteca testimonia il forte orientamento umanistico delle raccolte.

Nel corso degli anni la biblioteca ha collaborato costantemente con le altre strutture Rai, fornendo materiali e documentazione per trasmissioni, celebrazioni culturali, anniversari storici e approfondimenti di attualità. Inoltre, è stata scelta come ambientazione per diversi programmi televisivi.

La Biblioteca di Comunicazioni di Massa

La Biblioteca di Comunicazioni di Massa nacque nella prima metà degli anni Sessanta all’interno del Servizio Documentazione e Studi. Inizialmente ospitata a Viale Mazzini, venne successivamente trasferita in Via Col di Lana e infine nella sede attuale di Via Teulada.

La biblioteca conserva circa 13.000 volumi specializzati nel settore delle comunicazioni di massa e oltre 130 collezioni di riviste italiane e straniere relative al medesimo ambito. Tra queste, figurano importanti pubblicazioni dedicate alla semiotica, alla sociologia, alla comunicazione, al giornalismo e ai media.

Particolarmente significativa è la presenza di riviste specializzate nel diritto dell’informazione e delle telecomunicazioni, che documentano l’evoluzione della normativa italiana ed europea e delle disposizioni emanate dalle autorità competenti.

Oltre ai libri e alle riviste, la biblioteca custodisce una vasta documentazione aziendale, per sua natura praticamente unica: atti di convegni, studi, ricerche, materiali prodotti dai servizi interni Rai, progetti storici come Telescuola e numerose tesi di laurea realizzate da studenti che hanno utilizzato la struttura per le proprie ricerche.

La sede dispone di quattro postazioni informatiche che consentono la consultazione del Catalogo multimediale delle Teche, oltre a spazi dedicati alla consultazione dei materiali cartacei.

I cambiamenti del 2026

Nel 2026 le biblioteche Rai hanno affrontato due importanti trasformazioni. La prima è stata l’adozione di un nuovo sistema gestionale, con il passaggio dalla piattaforma Aleph 500 al software Sebina, un’operazione che ha richiesto il trasferimento e la verifica di circa 80.000 record bibliografici, comportando un intenso lavoro di controllo dei dati.

La seconda novità è stata la chiusura temporanea della Biblioteca Paolo Giuntella e il conseguente trasferimento delle sue collezioni. Questo processo ha offerto l’occasione per approfondire la conoscenza del patrimonio conservato e per riflettere sulla storia dell’istituzione. In seguito alla chiusura di Viale Mazzini, il personale è stato trasferito presso la Biblioteca di Comunicazioni di Massa, che oggi rappresenta il principale punto di riferimento a Roma, insieme alla Mediateca di Torino.

I materiali rari e la scoperta del Referendum EIAR del 1940

Durante le operazioni di trasloco sono emersi materiali rari e di grande interesse storico, tra cui alcune pubblicazioni interne Rai e i Quaderni de la nostra Rai, contenenti sceneggiature e fotografie di celebri produzioni televisive.

Tra i documenti rinvenuti spicca uno studio dedicato al Referendum dell’EIAR del 1940. L’indagine raccoglieva le opinioni degli ascoltatori radiofonici, invitati a esprimere preferenze e suggerimenti sui programmi e sulle lezioni trasmesse via radio.

L’analisi suddivideva il pubblico secondo professione, età, orari di ascolto e interessi culturali, considerando generi diversi come musica, teatro, informazione, sport, educazione, lingue straniere e trasmissioni religiose. Questo dimostra la volontà di costruire una programmazione attenta alle esigenze dei vari gruppi sociali.

Il documento rivela come la radio fosse già allora uno strumento fondamentale di educazione e diffusione della cultura, anticipando il ruolo che avrebbe assunto successivamente la televisione. Le statistiche e gli istogrammi contenuti nello studio offrono inoltre una preziosa testimonianza della società italiana dell’epoca, delle sue abitudini, dei suoi interessi e del contesto storico in cui viveva.

Il lavoro di trasmissione culturale e le Teche

Durante il mio personale percorso all’interno delle Teche Rai, iniziato nel 2013, ho avuto la possibilità di cimentarmi in numerose tipologie di lavori, nonché di ritrovarmi coinvolta in inaspettate scoperte a livello documentale. In questo senso, nel settore della documentazione, oltre a occuparmi di programmi pressoché radiofonici, ho avuto modo di partecipare alla costruzione di un sito, la cui pagina, intitolata “MitoRai”, è consultabile all’indirizzo https://www.teche.rai.it/mitorai/. La ricchezza dei temi in ambito classicista all’interno del patrimonio audiovisivo è stata impressionante e, in questo senso, auspichiamo che il ventaglio di contributi proposti all’interno del sito possa stimolare la curiosità e la ricerca, da parte del grande pubblico, anche sui temi della cultura classica.

Anche la musica è un immenso patrimonio Rai. Senza soffermarsi sull’attività delle grandi orchestre sinfoniche che nel passato hanno segnato stagioni liriche e concertistiche di altissimo livello anche dal punto di vista internazionale, parliamo delle orchestre di Napoli, Roma e Torino, e della grandissima collezione di spartiti, conservati a livello cartaceo oggi a Torino, ma presenti in parte nel Catalogo multimediale, la musica classica a livello radiofonico è stata una componente essenziale della programmazione nel Novecento. Durante il recupero del cosiddetto storico, come già avevo citato, sono state riversate moltissime ore di esecuzioni musicali, ma molto spesso senza dettagli sufficientemente precisi ai fini della loro documentazione. Da qui, un divertente lavoro di investigazione: il recupero delle informazioni basiche relative a esecutori e interpreti e l’utilizzo di tutti i dettagli (presenti a livello di piccole schede di registrazione, che venivano poi conservate unitamente ai singoli supporti di registrazione, digitalizzate quindi in pdf e allegate ai documenti sonori), in modo da confrontarli non solo con la programmazione segnalata dal Radiocorriere, ma anche con i programmi di sala, così da ricavare i titoli di tutte le composizioni eseguite, il contesto delle esecuzioni, nonché la loro data di messa in onda (molto spesso non coincidente con la data di registrazione). Naturalmente anche i programmi di sala, come il Radiocorriere, relativi alle varie stagioni concertistiche Rai, sono presenti a livello digitale tra le banche dati del Catalogo multimediale.

Le Biblioteche, così come tutte le altre strutture di Teche e Rai in generale, come già accennato, partecipano in sinergia alla collazione di materiali d’eccezione al fine di realizzare allestimenti di mostre e installazioni. Nel 2024 ho partecipato a quella relativa all’anniversario dei 100 anni della Radio e 70 della televisione allestita presso il MAXXI di Roma. Oltre a numerose brochure e materiali d’archivio presenti presso le nostre Biblioteche, una delle ricerche personalmente più emozionanti è stata quella presso l’archivio della sede regionale di Firenze, citato nell’introduzione, che conta una straordinaria ricchezza di documenti: copioni, a volte autografati, di drammi e radiodrammi, la corrispondenza tra le redazioni e i collaboratori esterni, le riviste l’Approdo e il Terzo programma (collegate alle rispettive trasmissioni radiofoniche). Senza soffermarsi troppo sulle lettere e manoscritti che contano le firme per esempio di Raffaele La Capria, Eduardo di Filippo, Ennio Flaiano, Natalino Sapegno e innumerevoli altre personalità della cultura del tempo…

Fondazione Artieri 1852

349 5661183

Visualizza il sito dell'Organizzatore

Archivio Arte Contemporanea
329 4828149
https://www.stefanogiovanazzi.eu
info@stefanogiovanazzi.eu

TSpace

via Scuole, 24
Rovereto, Trento 38068 Italy
+ Google Maps
329 4828149
Visualizza il sito del Luogo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *