Roberto Antolini: Avere «stanza e mensa» in Palazzo Pizzini a metà Settecento: Giuseppe Felice Matteo Givanni, prete/intellettuale razionalista, e poeta dialettale cantore dell’età della seta roveretana

2 Luglio ore 12:00 12:30 CEST

Giuseppe Felice Givanni è un prete razionalista del Settecento roveretano. È anche un poeta, che nelle sue novelle in versi dialettali (quasi tutte ancora inedite) racconta – in modo scherzoso e metaforico – la vita e soprattutto i conflitti dell’età della seta roveretana. Verso metà Settecento è cappellano della famiglia Pizzini, e precettore dei figli del barone Gian Giulio Pizzini (Gian Giacomo ed Orazio, che diventeranno importanti personaggi del loro tempo). Durante la vista pastorale del vescovo alla chiesa di San Marco del 1750, Givanni spiega di avere – per questi suoi servizi – «stanza e mensa» nel Palazzo Pizzini.

Roberto Antolini, bibliografia sul personaggio

–          Origine familiare e condizione sociale del sacerdote roveretano Giuseppe Felice Matteo Givanni, poeta dialettale (1722-1787). IN: Studi Trentini. Storia, A.92, 2013, n.2, p. 391-438

–          La Musa sgrovia di Giuseppe Felice Givanni. IN: Atti della Accademia roveretana degli Agiati, 264 (2014) = ser.IX, vol. IV, A, fasc.1, p. 7-28

–          El Prior el magneva giust dei fonghi: la Novela Dodese (1752) di Giuseppe Felice Givanni. IN: Il Furore dei libri, A.VI, marzo/giugno 2015, p.15-33

–          Tracce “cimbre” nel Settecento roveretano. IN: Studi Trentini. Storia, A.96, 2017, n.2, p. 243-251

–          Una famiglia nella storia del Borgo San Tommaso: i Givanni. IN: Verso il Brennero. Pergine, PubblistampaEdizioni, 2018, p.43-53

–          Givanni, l’Accademico roveretano che scriveva in dialetto [podcast del 2026], IN Regiostoria, Ep.3 di Lo splendente Settecento roveretano, all’indirizzo internet:   https://regiostoria.it/ep-3-givanni-laccademico-roveretano-che-scriveva-in-dialetto/

Roberto Antolini

Roberto Antolini, laureato in filosofia, bibliotecario ed archivista è nato a Trento nel 1950. Oltre a ‘Verso il Brennero’ ha pubblicato il romanzo Ivan il terrorista (Robin edizioni, 2009), e curato il volume ‘Libri esplosivi, taglienti e luminosi: avanguardie artistiche e libro fra futurismo e libro d’artista’ (Nicolodi, 2005).

Allegati

Fondazione Artieri 1852

349 5661183

Visualizza il sito dell'Organizzatore

Archivio Arte Contemporanea
329 4828149
https://www.stefanogiovanazzi.eu
info@stefanogiovanazzi.eu

Palazzo Pizzini

Piazza Malfatti, 27
Rovereto, TN 38068 Italy
+ Google Maps

Roberto Adami: Genealogia di una casa. Osservazioni metodologiche per la ricostruzione storica delle vicende degli edifici

26 Giugno ore 17:00 18:00 CEST

Gli edifici sono delle costruzioni, delle strutture edilizie realizzate dall’uomo, destinate ad accogliere al suo interno persone o attività a queste connesse. Nascono sostanzialmente per dare una risposta alle diverse esigenze di vita degli uomini. La permanenza presso di esse di persone diverse nel corso del tempo lascia inevitabilmente delle tracce. Gli edifici diventano così dei testimoni che possono sopravvivere allo scorrere del tempo e raccontare le loro storie contribuisce a fare storia.

Roberto Adami

Storico e ricercatore, laureato in Ingegneria Civile all’Università di Padova con una tesi in Storia dell’Architettura sull’attività edilizia in Val Lagarina nella prima metà del Seicento. Per oltre 30 anni responsabile delle biblioteche comunali di Villa Lagarina e Volano. Appassionato di storia locale e ottimo conoscitore dei fondi archivistici lagarini, è autore di diverse pubblicazioni dedicate in particolare alla comunità di Volano e a quelle che insistono sul territorio della destra Adige.

Fondazione Artieri 1852

349 5661183

Visualizza il sito dell'Organizzatore

Archivio Arte Contemporanea
329 4828149
https://www.stefanogiovanazzi.eu
info@stefanogiovanazzi.eu

Palazzo Pizzini

Piazza Malfatti, 27
Rovereto, TN 38068 Italy
+ Google Maps

Michelangelo Lupo: Il restauro del piano nobile di Palazzo Pizzini. Visita guidata

2 Luglio ore 11:00 12:00 CEST

Michelangelo Lupo e Amedeo Chizzola ci accompagneranno in questa anteprima alle stanze recentemente restaurate del piano nobile di Palazzo Pizzini a Rovereto, “il più bel palazzo rococò di area trentina”: il salone centrale, le decorazioni e gli stucchi che si rincorrono lungo pareti e soffitto, il grande dipinto centrale, la sala degli specchi che affaccia su piazza del Grano. Amedeo Chizzola, proprietario degli spazi del piano nobile aperti al pubblico in occasione di Archivi di Comunità, ha fortemente ha voluto il recupero di questo importante ‘giacimento’ culturale.

Michelangelo Lupo

Michelangelo Lupo, nato a Torino nel 1948, compie studi classici e si laurea in architettura presso il Politecnico di Torino nel 1972. Tra il 1972 e il 1974 compie studi di paleografia e diplomatica presso l’Archivio di Stato di Torino e si specializza in Storia dell’Arte presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Padova nel 1975. Funzionario della Provincia Autonoma di Trento e responsabile per la tutela dei beni storici e artistici (1975-1983), è direttore del laboratorio di restauro della Provincia di Trento (1977-1983) e direttore del Museo Provinciale d’Arte di Trento (1979-1983). Tra il 1983 e il 1998 è consulente della casa d’aste Christie’s, sede di Roma. Dal 1984 ha studio di progettazione architettonica a Trento e a Roma e svolge attività di restauro, oltre che in Italia, in Egitto, Libia e Giordania. È autore di numerosi progetti di allestimenti museali e di mostre di carattere storico-artistico. È inoltre autore di numerosissime pubblicazioni di carattere storico-artistico relative soprattutto all’architettura e alle arti decorative nel periodo tra il XV e il XVIII secolo.

Fondazione Artieri 1852

349 5661183

Visualizza il sito dell'Organizzatore

Archivio Arte Contemporanea
329 4828149
https://www.stefanogiovanazzi.eu
info@stefanogiovanazzi.eu

Palazzo Pizzini

Piazza Malfatti, 27
Rovereto, TN 38068 Italy
+ Google Maps

Gloria Canestrini: La radio incontra la grafica d’arte: il libro  RadioDepero

1 Luglio ore 11:15 12:00 CEST

Gloria Canestrini introduce l’esperienza editoriale legata alla pubblicazione del libro  RadioDepero stampato da Area Studio in serigrafia nel formato 50×70 cm, con le interviste e i testi dall’omonimo programma realizzato per la RAI. L’incontro si tiene presso il Museo della Città dove è in corso l’esposizione Area Studio, colore, matrice, carta. L’atelier delle stampe, gli artisti e Astrazione Oggettiva dedicata ad un progetto artigianale e artistico che, nel corso di due decenni di attività ha rappresentato un punto di riferimento per artisti, editori, galleristi, collezionisti, distinguendosi per la precisione tecnica, la sperimentazione e il dialogo costante con la ricerca visiva. Non solo luogo di produzione, ma spazio di incontro e di confronto, la stamperia ha incarnato un modello culturale fondato sulla trasmissione dei saperi, sulla qualità del fare e sulla centralità del processo creativo.

Gloria Canestrini

Nata a Rovereto nel 1953, laureato in nell’autunno del 1972 si trasferisce a Milano per lavorare nella grande stamperia d’arte Multirevol di Renato Volpini. L’anno successivo, rientrata a Rovereto, fonda insieme a Maurizio Giongo la stamperia Area Studio , aperta poi anche a Milano e successivamente a Parigi. Nel 1977 progetta e dirige l’Area Studio Film, che diviene in breve un centro di produzione audiovisiva per film d’animazione d’autore. Questa sperimentazione, e in particolare la tecnica del cut-out e della silhouette, la porta a collaborare con Rai 2 a Milano per i programmi Clorofilla e Occhio al cielo, con la sede Rai di Trento per programmi e rubriche( Laboratorio ‘80, Strips, Brevi di Rosa, il Guardarte ecc.) per sigle animate (L’acchiappafarfalle, Oriente Occidente)e vari cortometraggi (Giochi di Anguàne, l’Orso il frate lo stregone (che apre il Filmfestival della montagna a Trento nel 1981), Boxing the drums, La polenta, La giara ( realizzato con gli alunni delle Scuole Medie di Ala) e Conosci i tuoi diritti? (realizzato con gli studenti di cinematografia dell’Istituto Depero di Rovereto). Alcuni di questi film vengono presentati in rassegne nazionali e internazionali (Milano, Torino, Lucca comics, Pergine Spettacolo aperto, Roma, Montreal, Parigi, Marsiglia, Lubiana). Dal 1980, dopo la laurea in giurisprudenza e l’avvio della professione forense, inizia a scrivere testi radiofonici per la Rai, sceneggiature, romanzi, saggi ( tra cui RadioDepero, un volume interamente stampato in serigrafia da Area Studio in formato 50×70, e rilegato in bulloni, che propone la trascrizione dell’omonimo programma radiofonico di Rai Radio1) e racconti illustrati e a collaborare stabilmente con giornali e riviste, in particolare con Home di Hachette, per la quale realizza le illustrazioni di una rubrica. Dal 2012 dirige, insieme a Maurizio Giongo, le edizioni d’arte Disegnograve.

Fondazione Artieri 1852

349 5661183

Visualizza il sito dell'Organizzatore

Archivio Arte Contemporanea
329 4828149
https://www.stefanogiovanazzi.eu
info@stefanogiovanazzi.eu

Maurizio Giongo: Area Studio. Una stamperia d’arte in Trentino negli anni 70-80

1 Luglio ore 10:00 10:30 CEST

Area Studio, una stamperia d’arte in Trentino negli anni 70-80, gli incontri con artisti e gallerie per la conoscenza e la diffusione del multiplo d’arte. seguirà una visita all’esposizione Area Studio, colore, matrice, carta. L’atelier delle stampe, gli artisti e Astrazione Oggettiva in corso presso il Museo della Città, nella sua sede di Palazzo Sichardt nel centro storico di Rovereto. Area Studio, colore, matrice, carta. L’atelier delle stampe, gli artisti e Astrazione Oggettiva è un progetto espositivo dedicato a una realtà artigianale e artistica che, nel corso di due decenni di attività ha rappresentato un punto di riferimento per artisti, editori, galleristi, collezionisti, distinguendosi per la precisione tecnica, la sperimentazione e il dialogo costante con la ricerca visiva. Non solo luogo di produzione, ma spazio di incontro e di confronto, la stamperia ha incarnato un modello culturale fondato sulla trasmissione dei saperi, sulla qualità del fare e sulla centralità del processo creativo.

Maurizio Giongo

Nato a Innichen (BZ) nel 1947, laureato in sociologia, si dedica prima alla musica e poi alla pittura, dopo aver frequentato i corsi di Emilio Vedova a Venezia. Nel 1973 fonda a Rovereto insieme a Gloria Canestrini la stamperia d’arte Area Studio, aperta anche a Milano dal 1980 al 1985 e, successivamente, a Parigi. Nel corso di due decenni di attività l’Area Studio di Rovereto ha rappresentato un punto di riferimento per artisti, editori, galleristi, collezionisti, distinguendosi per la tecnica, la sperimentazione e il dialogo costante con la ricerca visiva. Dal 1976 al 1982 si dedica in particolare alla ricerca fotografica. Nel 1988 ottiene la cattedra di fotoincisione all’Istituto d’Arte Depero, fino al 2012. Nel 1991 entra nel Gruppe 91 insieme a Ottavio Giacomazzi, Italo Antico, a Fritz Klier e altri artisti bavaresi, con i quali promuove scambi e esposizioni artistiche in Italia e in Germania. Nel 1999 fonda a Villa Lagarina e dirige con Mauro Cappelletti il GAMS, (Galleria Museo dell’Arte della Stampa) che si propone di promuovere la conoscenza e la pratica della stampa d’arte. Ha al suo attivo numerose mostre personali e collettive, sia nazionali che estere, oltre alla performance Boxing the drums realizzata insieme a Tony Rusconi (per le improvvisazioni musicali) e a Gloria Canestrini (per le immagini multimediali) , proposta in Francia, in Slovenia e in Italia. Dal 2012 dirige, insieme a Gloria Canestrini, le edizioni d’arte Disegnograve.

Fondazione Artieri 1852

349 5661183

Visualizza il sito dell'Organizzatore

Archivio Arte Contemporanea
329 4828149
https://www.stefanogiovanazzi.eu
info@stefanogiovanazzi.eu

Palazzo Pizzini

Piazza Malfatti, 27
Rovereto, TN 38068 Italy
+ Google Maps

Alessandro Andreolli: Memorie familiari e storie cittadine. Il caso dell’archivio de Cobelli: tutela, ricerca e valorizzazione

2 Luglio ore 10:00 10:30 CEST

Giovanni Cobelli, professore di storia naturale a Rovereto è stato un funzionario italiano e naturalista dilettante. Dopo gli studi nella sua città natale, Rovereto, si recò a Vienna per studiare storia naturale. Al ritorno nella sua città natale insegnò all’istituto tecnico, incarico che occupò fino al 1902. Fratello di Ruggero Cobelli (1838-1921, medico, già assistente di fisiologia all’Università di Padova), diresse, dal 1879 al 1937, il museo di Rovereto.

Alessandro Andreolli

Alessandro Andreolli (Rovereto, 1986). Ha conseguito nel 2012 la laurea magistrale in Italianistica, Culture Letterarie Europee e Scienze Linguistiche presso l’Università di Bologna, ottenendo successivamente una seconda laurea in Scienze Storiche presso l’Università di Verona. Nel corso degli anni ha collaborato con diverse istituzioni, tra cui l’Accademia Roveretana degli Agiati, la Biblioteca Civica “G. Tartarotti” di Rovereto, il Museo Civico di Rovereto e il Museo Storico Italiano della Guerra, promuovendo la realizzazione di pubblicazioni, convegni, mostre e partecipando a progetti di ricerca. Si è occupato soprattutto di questioni linguistiche e letterarie tra Ottocento e Novecento, di memorialistica della Prima guerra mondiale e più di recente di storia delle biblioteche. Dal 2025 è socio dell’Accademia Roveretana degli Agiati, per la quale ricopre anche l’incarico di bibliotecario. Relativamente alla storia della cultura roveretana e al mondo delle biblioteche, in particolare, ha curato i volumi Beni privati e interessi pubblici. Storia e attualità delle biblioteche accademiche italiane (2022) e (con Paola Maria Filippi) Intellettuale, moglie, madre. Bianca Laura Saibante, una donna del Settecento (2025). Suo un primo tentativo di trattazione organica della storia del patrimonio accademico nel libro La Biblioteca dell’Accademia degli Agiati. Storia e documenti, prefazione di Fabrizio Rasera (2025). Sta approntando per conto del Centro Studi Tommaso Gallarati Scotti di Milano e dell’Accademia Olimpica di Vicenza l’edizione del carteggio tra Antonio Fogazzaro e Tommaso Gallarati Scotti.

Fondazione Artieri 1852

349 5661183

Visualizza il sito dell'Organizzatore

Archivio Arte Contemporanea
329 4828149
https://www.stefanogiovanazzi.eu
info@stefanogiovanazzi.eu

Palazzo Pizzini

Piazza Malfatti, 27
Rovereto, TN 38068 Italy
+ Google Maps

Stefano Giovanazzi: AAC archivio Arte Contemporanea Rovereto. Documenti sull’arte e il pensiero contemporaneo

1 Luglio ore 18:00 18:30 CEST

Risorse per la comunità

aac archivio arte contemporanea è un progetto nato nei primi anni ‘80. Ideato, realizzato e custodito da Stefano Giovanazzi, aac è una raccolta di 200.000 documenti pensati, scritti e pubblicati innanzitutto da artisti, critici e storici dell’arte, ma anche da scrittori, filosofi, antropologi, sociologi, epistemologi. I materiali provengono da artisti, editori, istituzioni, e collezionisti italiani ed internazionali e sono in gran parte dedicati alla ricerca artistica oltreché a una riflessione sulle condizioni del vivere contemporaneo.

Nato da un profondo desiderio di raccogliere e conservare le testimonianze dei movimenti e protagonisti dell’arte del ‘900 e partecipare attivamente alla promozione degli artisti contemporanei, nel corso del tempo il progetto si è ampliato sino ad accogliere materiali provenienti da numerose altre discipline. Così, dagli esordi nei primi anni ‘80, a Venezia durante l’esperienza formativa all’Accademia di Belle Arti, a contatto con persone particolarmente attive nel panorama internazionale come Emilio Vedova e Luigi Nono, e poi a Rovereto in una molteplicità di esperienze curatoriali che hanno favorito una più che netta consapevolezza delle istanze del contemporaneo, in particolare con le attività promosse all’interno del festival “Senzatitolo. Eventi, Azioni, Esposizioni”, il flusso di acquisizioni non si è mai interrotto, anzi nel tempo ha subito un’accelerazione. Certamente, la ricchezza degli eventi d’arte tra gli anni ‘90 e i primi anni del nuovo millennio ha permesso di arricchire la raccolta con documenti di assoluto rilievo teorico e critico ed ha contribuito a rendere la collezione un insieme complesso e articolato, quanto ordinato dal punto di vista delle discipline e della catalogazione bibliografica. Gli incontri con i protagonisti delle esperienze artistiche di quegli anni, e con alcune tra le figure più importanti del pensiero e della riflessione filosofica e letteraria contemporanea — da Joseph Kosuth a Illja Kabakov, da Giuseppe Panza di Biumo a Giuliano Gori, da Michael Snow a Stefano Boeri, da Benoît Mandelbrot, da Daniele Del Giudice a Paolo de Benedetti — ha permesso di fare luce su un panorama nazionale e internazionale estremamente vivace, ricco di riflessioni e di proposte sia riguardo alla dimensione creativa che alla condizione umana in generale.

L’attività svolta in questi tre decenni ha permesso di tessere una rete di relazioni internazionali con i più diversi autori: artisti, creativi, galleristi, direttori di musei, collezionisti, editori, e così via, e di conseguenza anche con numerose istituzioni: musei, fondazioni, centri di ricerca, residenze, spazi alternativi e associazioni. Sono relazioni che hanno permesso di ridefinire almeno parzialmente l’intorno del mondo dell’arte e di quello del pensiero: oggi, frutto di questa esperienza, un database raccoglie più di 130.000 contatti in oltre 150 paesi del mondo, testimonianza di una persistenza nelle relazioni, al di là delle vicende aleatorie che coinvolgono inevitabilmente la vita di ogni singola persona, che possiamo definire forse antitetica alla crescente ‘smaterializzazione’ delle pratiche connesse al mondo dell’arte e della cultura in generale.

L’Archivio Arte Contemporanea AAC è un centro di documentazione che dispone di una collezione che supera i 200.000 documenti, acquisiti a partire dalla prima metà degli anni ’80, dedicati prevalentemente all’arte, al design, all’architettura, alla filosofia, e al pensiero contemporaneo.
Sino ad oggi sono stati indicizzati:

  • 105.000 documenti a stampa: monografie, periodici, registrazioni sonore.
    Sono invece da catalogare:
  • 10.000 altri documenti a stampa.
  • 50.000 materiali “minori” o letteratura grigia: inviti, pieghevoli, locandine, cartelle stampa. Fra questi materiali è presente una collezione molto rara di inviti di esposizioni tenute a cavallo fra gli anni ’60 e ’70 di artisti attivi in ambito concettuale, minimal e poverista.
  • 3.000 registrazioni sonore e video: vinili, nastri magnetici, CD, CDR, DVD;
  • 600 opere d’arte: dipinti, disegni, fotografie, ma soprattutto opere grafiche, multipli ed edizioni a tiratura limitata, numerati e firmati dagli artisti.
  • 2.000 manifesti: fra questi, alcuni molto rari, ideati negli anni ’20 da artisti appartenenti alle avanguardie storiche.
  • 5.000 documenti fotografici originali: Archivio F.lli Alinari Firenze, Padiglioni all’Esposizione internazionale d’Arte “La Biennale di Venezia”, Archivio fotografico digitale Francesca Cristellotti, Rovereto.
    In archivio sono inoltre presenti altre tipologie di documenti a stampa: mappe, cartoline, immagini religiose (santini), quantificabili in alcune migliaia.

Opere in collezione: multipli d’artista, manifesti, libri, dischi

Vincenzo Agnetti, Joseph Albers, Robert Barry, Ubaldo Bartolini, Carlo Battaglia, Duccio Berti, Alighiero Boetti, Agostino Bonalumi, Achille Bonito Oliva, Silvano Brugnara, Daniel Buren, Pierpaolo Calzolari, Nicola Carrino, Giuseppe Chiari, Alfred L. Copley, Enzo Cucchi, Gino De Dominicis, Hamish Fulton, Alberto Garutti, Joseph Kosuth, Joseph Kosuth/Sarah Charlesworth, Urs Lüthi, Ugo La Pietra, Bertrand Lavier, Felice Levini, Sol Lewitt, Sergio Lombardo, Arrigo Lora Totino, Robert Mangold, Amedeo Martegani, Fausto Melotti, Elio Mariani, Maurizio Mochetti, Hidetoshi Nagasawa, , Bruce Nauman, Mario Nigro, Dennis Oppenheim, Giulio Paolini, Umberto Postal, Emilio Prini, Niki de Saint Phalle, Remo Salvadori, Maria Salvati, Lucas Samaras, Antonio Trotta, Tim Ulrichs, Bernard Venet, Claudio Verna, Andy Warhol, Lawrence Weiner, Heimo Zobernig.

Stefano Giovanazzi

Diplomato all’Istituto Magistrale Rovereto (TN) e di seguito all’Istituto Statale d’Arte, Trento, frequenta nei primi anni ‘80 l’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove si diploma in Pittura con l’artista Emilio Vedova. Fondatore e curatore di AAC Archivio Arte Contemporanea di Rovereto, dal 1994 è presidente dell’associazione culturale Numero Civico. In più di trent’anni di attività ha curato centinaia di eventi legati all’arte e al pensiero contemporaneo. Numerose le collaborazioni con artisti, musicisti e scrittori, con musei e istituti culturali, accademie, con governi e istituzioni governative. Ha lavorato con Mario Airò, Stefano Arienti, Vincenzo Cabiati, Andrea Crociani, Francesco Dal Bosco, Eva Marisaldi, Chiyoko Miura, Liliana Moro, Fabio Polvani, Luca Quartana, Andrea Rabbiosi, Federico Tanzi-Mira, Grazia Toderi, Marco Vaglieri, Vedova Mazzei, Francesco Voltolina; a curato esposizioni con opere di Rita Ackermann, Richard Ambleton, John Currin, Joseph Kosuth, Sean Landers, Sherrie Levine, Raymond Pettibon, Richard Prince, Jim Shaw, Jeffrey Wallace. Ha curato eventi in collaborazione con il Senato della Repubblica Italiana, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Canadian Embassy, Gobierno Vasco-Governo Basco (Spagna), Instituto Cervantes di Cultura (Spagna), The British Council (Gran Bretagna), Ministero della Cultura Francese, Institut Français (Francia), Goethe Institut (Germania). Genealogista, è responsabile di un esteso archivio genealogico, “degli Alberi e delle Foglie”, che raccoglie più di un milione di posizioni genealogiche.

Fondazione Artieri 1852

349 5661183

Visualizza il sito dell'Organizzatore

Archivio Arte Contemporanea
329 4828149
https://www.stefanogiovanazzi.eu
info@stefanogiovanazzi.eu

Palazzo Pizzini

Piazza Malfatti, 27
Rovereto, TN 38068 Italy
+ Google Maps

Stefano Giovanazzi: Alberi Genealogici e archivi familiari provenienti dalle collezioni della Biblioteca Civica di Rovereto

26 Giugno ore 18:00 18:30 CEST

Introduzione all’Esposizione.

Fra i documenti conservati presso l’archivio storico si possono apprezzare numerosi alberi genealogici, alcuni decorati e colorati a mano, e ricchi archivi familiari. Vanno particolarmente ricordate le genealogie elaborate da Quintilio Perini (1865-1942), farmacista, noto bibliofilo e collezionista di monete e medaglie, che svolse buona parte dei propri studi nel campo della numismatica e della genealogia, ambiti nei quali darà alle stampe numerose pubblicazioni che gli varranno l’associazione ad istituzioni culturali internazionali.

Stefano Giovanazzi

Diplomato all’Istituto Magistrale Rovereto (TN) e di seguito all’Istituto Statale d’Arte, Trento, frequenta nei primi anni ‘80 l’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove si diploma in Pittura con l’artista Emilio Vedova. Fondatore e curatore di AAC Archivio Arte Contemporanea di Rovereto, dal 1994 è presidente dell’associazione culturale Numero Civico. In più di trent’anni di attività ha curato centinaia di eventi legati all’arte e al pensiero contemporaneo. Numerose le collaborazioni con artisti, musicisti e scrittori, con musei e istituti culturali, accademie, con governi e istituzioni governative. Ha lavorato con Mario Airò, Stefano Arienti, Vincenzo Cabiati, Andrea Crociani, Francesco Dal Bosco, Eva Marisaldi, Chiyoko Miura, Liliana Moro, Fabio Polvani, Luca Quartana, Andrea Rabbiosi, Federico Tanzi-Mira, Grazia Toderi, Marco Vaglieri, Vedova Mazzei, Francesco Voltolina; a curato esposizioni con opere di Rita Ackermann, Richard Ambleton, John Currin, Joseph Kosuth, Sean Landers, Sherrie Levine, Raymond Pettibon, Richard Prince, Jim Shaw, Jeffrey Wallace. Ha curato eventi in collaborazione con il Senato della Repubblica Italiana, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Canadian Embassy, Gobierno Vasco-Governo Basco (Spagna), Instituto Cervantes di Cultura (Spagna), The British Council (Gran Bretagna), Ministero della Cultura Francese, Institut Français (Francia), Goethe Institut (Germania). Genealogista, è responsabile di un esteso archivio genealogico, “degli Alberi e delle Foglie”, che raccoglie più di un milione di posizioni genealogiche.

Fondazione Artieri 1852

349 5661183

Visualizza il sito dell'Organizzatore

Archivio Arte Contemporanea
329 4828149
https://www.stefanogiovanazzi.eu
info@stefanogiovanazzi.eu

Palazzo Pizzini

Piazza Malfatti, 27
Rovereto, TN 38068 Italy
+ Google Maps

Ramificazioni. Alberi genealogici roveretani esposti in occasione del progetto Archivi di Comunità

Esposizione di documenti originale conservati presso la Biblioteca Civica di Rovereto.

26 Giugno ore 18:00 18 Luglio ore 20:00 CEST

La Biblioteca presta costante attenzione al patrimonio archivistico, mettendo in atto piani di intervento pluriennale per la sua conservazione, inventariazione e valorizzazione. Fra i documenti conservati presso l’archivio storico si possono apprezzare numerosi alberi genealogici, alcuni decorati e colorati a mano, e ricchi archivi familiari. Vanno particolarmente ricordate le genealogie elaborate da Quintilio Perini (1865-1942), farmacista, noto bibliofilo e collezionista di monete e medaglie, che svolse buona parte dei propri studi nel campo della numismatica e della genealogia, ambiti nei quali darà alle stampe numerose pubblicazioni che gli varranno l’associazione ad istituzioni culturali internazionali. Alcune delle più importanti famiglie nobiliari dell’area trentino-tirolese, i Moll e i Lodron, hanno consegnato i loro archivi alla Biblioteca. Come aggregati dell’archivio Moll, si conservano anche i fondi delle famiglie Ceschi di Santa Croce, Fedrigazzi e Gonzales de Rivera, che prima dei Moll detenevano la giurisdizione di Nomi. Come aggregato all’archivio del Comune di Lizzana, è conservato un piccolo fondo della famiglia Frizzi di Rovereto. Ultima e importante acquisizione (2013): l’archivio della famiglia Bossi Fedrigotti. Gli alberi genealogici provenienti dalle collezioni della Biblioteca Civica di Rovereto sono esposti in mostra a cura degli archivisti della biblioteca.

GLI ALBERI
BOSSI FEDRIGOTTI

La famiglia Bossi Fedrigotti, originaria probabilmente della Lombardia, si stabilì a Sacco nella prima metà del XV secolo. Il primo avo storicamente certo è Nicolao del Buoso, morto nel 1434. Il titolo nobiliare fu confermato nel 1592 da Ferdinando del Tirolo alla persona di Giovanni Bossi Fedrigotti.
A partire da Nicolao de Buoso le vicende dei Bossi Fedrigotti si intrecciano e si intersecano fortemente con quelle di Borgo Sacco, Rovereto e della Vallagarina. Inizialmente la famiglia prese parte alla Compagnia di spedizione, che gestiva il traffico commerciale sul fiume Adige da Bronzolo a Sacco, utilizzando le zattere; a partire dal 1750 ebbe il privilegio di gestire il traffico postale tra Calliano e Torbole (detto “Feudo Postale”), che perdurò fino alla Grande Guerra e, a partire dalla seconda metà del Settecento, i Bossi Fedrigotti si dedicarono con maggior impegno all’allevamento del baco ed alla viticoltura. Filippo (1838-1908), oltre che socio e presidente dell’Accademia Roveretana degli Agiati, si dedicò a queste attività con passione. Fu ideatore e sostenitore della Società Agraria roveretana e fondatore della Scuola Agraria di Rovereto (1871-1877). Introdusse soluzioni moderne e innovative. Sua fu l’idea di utilizzare la forbice da potare le viti anche per la vendemmia, in sostituzione del falcetto tradizionale. Federico successivamente (1906-1996) rese nota a livello nazionale l’azienda famigliare, introducendo per primo in Italia un “uvaggio bordolese”, vinificando simultaneamente Cabernet e Merlot, secondo la tradizione dei vini rossi della regione francese di Bordeaux. Ancora, Isabella Bossi Fedrigotti è una nota giornalista e scrittrice, vincitrice nel 1991 di un premio Campiello con il romanzo “Di buona famiglia”

Stemma. Campo dello scudo inquartato: in 1, d’argento alla fenice che rinasce dalle sue ceneri; in 2, d’azzurro alla lira d’oro; in 3, d’azzurro al caduceo dalle ali d’argento e i serpenti di verde; in 4, all’albero di verde sopra un terreno erboso, dinnanzi all’albero passa un bue al naturale; in cuore uno scudetto di campo di verde al corno da caccia d’oro lagato con catenella.

BRUNATI (Brunatti di Brunenfeld)
La famiglia Brunatti di Brunnenfeld è una storica casata nobiliare già attiva e radicata nel tessuto civile e amministrativo del Trentino (tra Rovereto, Trento e Tenno) ben prima del Settecento. L’elevazione al rango nobiliare della famiglia Brunatti con il titolo di “de Brunnenfeld” risale ufficialmente al 30 dicembre 1777. In questa precisa data (30 dicembre 1777), l’Imperatore d’Austria Giuseppe II concesse, a Vienna, il diploma originale di nobiltà con il predicato de Brunnenfeld a Girolamo Brunatti, figlio di Giacomo Brunatti.

TACCHI
La famiglia Tacchi ha segnato profondamente la storia economica, sociale e architettonica di Rovereto tra il XVIII e il XX secolo. Originari di Zelbio (Como), i Tacchi si trasferirono in città per gestire il fiorente commercio della seta, diventando una delle dinastie più influenti e stimate e per dedicarsi all’edilizia.
I Tacchi architetti, in particolare Bernardo e Bernardino Tacchi, infatti ebbero un ruolo determinante nella costruzione di edifici storici come Palazzo Rosmini “Al Frassem” tra il 1733 ed il 1737 e nella progettazione di Corso A.Bettini. Si occuparono anche della realizzazione di edifici religiosi come la Chiesa della Beata Vergine del Loreto, commissionata dalla Confraternita dei santi Rocco e Sebastinao nel 1737 o il Convento e la Chiesa dell’ordine della Visitazione di San Francesco, eretti tra il 1740-1741 ed abbattuti nel 1902.
Sul colle di Castel Dante si erge il Mausoleo Tacchi (o de Tacchi), fatto costruire dalla famiglia nel 1862 ed considerato uno dei più importanti esempi di architettura ottocentesca in Trentino.
Nel luglio del 1854, l’imperatore Francesco Giuseppe d’Austria concesse a Giovanni Battista Tacchi il titolo nobiliare con il predicato di Monte Maria, predicato in omaggio a un antico santuario di proprietà della famiglia, da loro restaurato e riaperto al culto.

Stemma. Campo dello scudo: d’azzurro alla facciata d’argento di una chiesa posata su un terreno erboso.

TARTAROTTI
La famiglia Tartarotti, originaria di Pomarolo, è una storica e agiata famiglia roveretana, nota soprattutto per aver dato i natali al celebre erudito e pre-illuminista Girolamo Tartarotti (1706–1761). Girolamo fu abate, filosofo, storico e letterato. Nel 1764, il Comune di Rovereto acquisì la sua vasta collezione libraria, dando vita a una delle prime biblioteche pubbliche d’Italia, la nostra biblioteca civica appunto.
I rami principali della famiglia si distinsero nella giurisprudenza, nel consiglio civico cittadino e nella promozione della cultura nel XVIII secolo. Francesco Antonio Tartarotti, padre di Girolamo, fu ad esempio, un celebre giuresconsulto e membro del prestigioso “Consiglio cittadino dei trentuno”, un organo politico e amministrativo ristretto che governò la città di Rovereto durante l’Antico Regime.
Maria Teresa, con diploma datato in Vienna il 12 agosto 1743, diede la nobiltà del Sacro Romano Impero a Federico Tartarotti, segnando un passaggio fondamentale per l’ascesa sociale del casato. Pochi anni più tardi, a confrma della benevolenza imperiale, la stessa Maria Teresa elevò ulteriormente il rango di un altro membro di spicco della famiglia, Giovanni Battista Tartarotti, nominandolo “Cavaliere del sacro Romano Impero” con un nuovo diploma datato 22 gennaio 1754.
La famiglia visse in diverse residenze nel centro di Rovereto; tra queste vi è la casa in Piazza Podestà 13 (abitata dal 1715 al 1730 e oggi sede degli uffici comunali) e Casa Serbati alla Torre in Via della Terra 15.

Stemma. Campo dello scudo inquartato: in 1 e 4, d’argento al padiglione di verde bordato d’oro; in 2, d’azzurro alla stella di otto punte sovrasta da un sole radioso; in 3, di rosso alla fascia d’argento sulla quale è accovacciato un agnello pure d’argento tenente fra le zampe un vessillo anch’esso d’argento.

RIDLER
La famiglia Ridler è una delle più antiche e influenti del patriziato di Monaco di Baviera, ovvero un ristretto gruppo di famiglie di grandi mercanti e proprietari terriere, a capo non solo del potere economico ma anche di quello politico. I Ridler divennero grandi protagonisti nel XIII secolo, affermandosi rapidamente nella realtà politica locale ed entrando di diritto nel “Consiglio Interno”, ovvero l’organo che de facto governava la città. I primi documenti che li riguardano risalgono al 1295. Le loro ricchezza provenivano prevalentemente dal commercio tessile con le Fiandre. Vennero riconosciuti come famiglia nobile bavarese nel 1628, quando insieme alle famiglie Ligsalz e Bart, ottennero la parificazione con la nobiltà.
Tra i personaggi più importanti della famiglia vi furono Heinrich Ridler, che fondò nel 1295 una delle più importanti istituzioni benefiche per l’assistenza delle donne.

Stemma. Campo dello scudo: di rosso, alla fascia diagonale d’argento, attraversata da una freccia nera disposta in sbarra.

Fondazione Artieri 1852

349 5661183

Visualizza il sito dell'Organizzatore

Archivio Arte Contemporanea
329 4828149
https://www.stefanogiovanazzi.eu
info@stefanogiovanazzi.eu

Palazzo Pizzini

Piazza Malfatti, 27
Rovereto, TN 38068 Italy
+ Google Maps

Mariarosa Mariech: Archivi dell’underground italiano al Mart

con Duccio Dogheria

6 Luglio ore 17:45 18:30 CEST

L’Archivio del ‘900 del Mart è riconosciuto dalla comunità scientifica internazionale per il suo straordinario patrimonio archivistico e librario dedicato al Futurismo, alla critica d’arte, all’architettura e alle neoavanguardie del secondo Novecento. Negli ultimi anni il Mart ha avviato un programma sistematico di acquisizioni per documentare l’estetica delle controculture italiane: un arco temporale che va dagli anni Sessanta ai primi anni Duemila, dal Movimento beat al Luther Blissett Project, attraversando gli Indiani metropolitani, il punk e il cyberpunk. Qui presentati al pubblico per la prima volta nella loro complessità, questi materiali includono raccolte di rara unicità nel panorama nazionale: le riviste underground degli anni Sessanta e Settanta del fondo Archivio di Nuova Scrittura, un corpus eccezionale di fanzine musicali (donazioni Pautasso, Piccolrovazzi e Assenzio), la documentazione integrale della prima mostra italiana dedicata alle fanzine (1984, donata dal curatore Luciano Trevisan Fricchetti), manifesti di luoghi leggendari dell’hardcore punk come il Virus e l’Helter Skelter, e gli archivi personali di Pablo Echaurren, Giancarlo Pavanello, Piermario Ciani, Luther Blissett, Gianluca Lerici alias Prof. Bad Trip. L’incontro sarà condotto da Duccio Dogheria, responsabile degli archivi storici, e Mariarosa Mariech, responsabile della biblioteca del Mart.

Pablo Echaurren, disegno dal quaderno Oask?! Facciamo un giornale anormale, china su carta, 1977. Mart, Archivio del ‘900, carte Pablo Echaurren.

Mariarosa Mariech

Mariarosa Mariech è laureata in Lettere, indirizzo Moderno; ha lavorato presso la Soprintendenza provinciale occupandosi di fondi librari storici; dal 2005 lavora presso la Biblioteca del Mart che coordina in qualità di responsabile dal 2012. Ha curato nel corso del tempo vari progetti di Servizio civile, accogliendo al contempo stagisti, volontari e collaboratori esterni.

Fondazione Artieri 1852

349 5661183

Visualizza il sito dell'Organizzatore

Archivio Arte Contemporanea
329 4828149
https://www.stefanogiovanazzi.eu
info@stefanogiovanazzi.eu

Palazzo Pizzini

Piazza Malfatti, 27
Rovereto, TN 38068 Italy
+ Google Maps